Scommesse sul hockey 2026 — dieci bookmaker con concessione ADM, messi in fila e spiegati

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Aggiornato al Ottobre 30, 2026, con i dati di licenza verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Le partite di hockey su ghiaccio in parità vanno ai supplementari.

Due quote da 1,90 su una partita che ha solo due esiti possibili sembrano una promessa di equità. Non lo sono, e il conto si fa in trenta secondi: chi mette 100 € su una delle due strade e vince si porta a casa 190 €, mentre per incassare lo stesso 190 € su entrambi i lati del mercato servirebbe una somma più grande di quella che il bookmaker incassa. In mezzo ci sta il margine, e sotto il margine ci sta una scelta che in Italia si fa quasi sempre a occhi chiusi.

L’hockey su ghiaccio sta dalla parte sfortunata di questa storia: è uno sport con pochi mercati profondi, calendario concentrato in poche finestre di palinsesto e un pubblico italiano che, quando pensa alle scommesse, pensa prima al calcio. Chi cerca «scommesse sul hockey» non cerca un campionato — cerca un tavolo dove quel campionato esista, con regole chiare e un’autorità a vigilare. In Italia quel tavolo ha un nome preciso: concessione ADM, sito .it, conto di gioco identificato.

Da qui in avanti si ragiona di scelte: quali strade esistono davvero per mettere una giocata su una partita di hockey, cosa distingue una strada dall’altra, e chi sta meglio su ciascuna. Le dieci insegne che seguono sono concessionari con un numero di concessione e una società titolare verificabili, non una graduatoria di bravura — e la licenza è per sito, non per marchio, il che cambia più cose di quante sembri.

La classifica: dieci piattaforme con concessione ADM a confronto

Il verdetto secco, prima dei dettagli. Nessuna delle dieci piattaforme è una piattaforma di hockey: sono tutti sportbook generalisti in cui l’hockey occupa una riga del listino sport, e questo è il primo fatto da mettere sul tavolo. La differenza, per chi cerca hockey, non sta nella profondità del mercato — sta in quanto quel listino sia ampio, quanto sia comodo navigarlo dal telefono e quanto l’operatore sia trasparente sui numeri che contano.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'hockey su ghiaccio maschile fa parte dei Giochi olimpici invernali dal 1924 e quello femminile è stato aggiunto nel 1998.

Su questo metro la selezione si spacca in tre famiglie. C’è quella dei marchi con identità sportiva antica e palinsesto larghissimo (SNAI, Eurobet, Planetwin365), quella dei bookmaker internazionali trapiantati sul mercato italiano con una struttura tecnica moderna (Betsson, Betfair), e quella dei grandi gruppi da casinò e gioco online che hanno aggiunto lo sport come reparto (Lottomatica, StarCasinò, Sisal, AdmiralBet, BetFlag, NetWin — ognuno con accenti propri).

Poi c’è un secondo livello di lettura, quello che di solito si salta ed è il più utile: quanto un’offerta dichiarata grande costi in pratica a chi la prende. Un bonus di benvenuto pari al 100% del primo deposito fino a 5.000 € su BetFlag non è una promessa, è un numero, e dentro quel numero stanno condizioni che il marchio scrive nei propri termini e che vanno lette prima di versare. Lo stesso vale per i requisiti di puntata, i limiti di deposito e ogni finestra temporale.

La tabella che segue non ordina per qualità: mette in fila la licenza, il titolare effettivo e ciò che i termini di ciascun operatore dichiarano sul modo in cui si gioca. Il resto — cosa cambia tra un marchio e l’altro sull’hockey, e quale strada vale la pena prendere — è nel corpo dell’articolo, perché una colonna non può portare una conversazione.

Piattaforma Concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Il palinsesto dell’app Eurobet va dal calcio a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited L’app StarCasinò consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più una sezione con combo e mercati unici a quote maggiorate
SNAI n. 16032, Snaitech Spa L’app SNAI offre singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e la funzione Cash Out
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. I termini di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e limiti di ricarica, spesa e tempo impostati in registrazione
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Il sito BetFlag rimanda per l’apertura del conto alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; il bonus di benvenuto sport è pari al 100% del primo deposito, su saldo, fino a 5.000 €
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’app NetWin elenca tra gli sport calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con mercati 1X2, combo bet e marcatori
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betsson n. 16027, Azzurri Limited L’app Betsson offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo

Quattro colonne di concessioni lette una dopo l’altra dicono una cosa che nessun marchio scrive nella propria pubblicità: il numero non appartiene al nome. StarCasinò e Betsson sono due insegne diverse della stessa società, Azzurri Limited, con due siti distinti e due concessioni distinte. Eurobet Italia S.r.l., la società dietro Eurobet, ne amministra più di una nella stessa lista. Vuol dire che «di chi è questo bookmaker» è una domanda a cui il marchio risponde solo aprendo i propri termini, e vuol dire anche che una concessione è un permesso su un sito, non un’attestazione su un gruppo.

E vuol dire, soprattutto, che la presenza in questo elenco non è una promozione. ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: a ottobre 2026 contava 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Non esiste una colonna «sport». Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, ai giochi di casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Una riga nell’elenco dice che quel sito è autorizzato a raccogliere gioco a distanza, non che offra un bookmaker: se l’offerta sportiva esista lo mostra il sito dell’operatore, non il registro.

La conseguenza pratica per chi cerca hockey è tutta qui. Prima si verifica la concessione, poi si verifica se c’è lo sport, poi si guarda se tra gli sport c’è il disco. Saltare il secondo passaggio è l’errore che costa un pomeriggio.

Come si legge l’hockey su ghiaccio prima di giocarlo

Una partita di hockey su ghiaccio professionistico si gioca in tre tempi da venti minuti, con sei giocatori per squadra, portiere compreso. Sembra una nota da manuale e invece è la premessa di ogni mercato che trovi a listino, perché da quelle tre frazioni nascono i periodi, e dal fatto che il ghiaccio si giochi a reparti chiusi nasce la frequenza dei gol rispetto a uno sport a punteggio più alto.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Il calendario della stagione NHL 2026-27, che prevede 84 partite per squadra e si conclude il 10 aprile 2027, è il motore del palinsesto stagionale.

Il punto che decide più schedine di tutti gli altri è il pareggio. Le partite in parità vanno ai supplementari, e da lì in poi il regolamento cambia da competizione a competizione: nella stagione regolare NHL ai supplementari seguono i rigori, mentre dal 2019 i Mondiali IIHF e la finale olimpica per l’oro usano supplementari 3 contro 3. Chi scommette su un mercato 1X2 senza sapere quale di questi regolamenti vale per la partita che sta guardando sta scommettendo su una regola che non ha letto.

La struttura del movimento mondiale aiuta a orientarsi. L’International Ice Hockey Federation è il massimo organo di governo della disciplina, l’hockey maschile fa parte dei Giochi olimpici invernali dal 1924 e quello femminile è stato aggiunto nel 1998. Sono date che contano anche per il palinsesto di un bookmaker italiano: il bacino di eventi su cui un operatore può costruire quote è fatto di Mondiali, Olimpiadi, campionati europei e leghe nordamericane, e le finestre di calendario in cui tutte queste cose si sovrappongono sono poche.

La NHL resta il campione di volume. La stagione 2026-27 inizia il 29 settembre 2026 con 32 squadre che giocano 84 partite ciascuna, rispetto alle 82 precedenti, e la stagione regolare termina il 10 aprile 2027. Due partite in più per squadra significano, tradotte in pratica, più occasioni di listino per l’operatore e più serate con un mercato aperto per chi gioca dall’Italia — e significano anche un calendario che si allunga in aprile, dove fino a ieri finiva. La Stanley Cup 2026 l’hanno vinta i Carolina Hurricanes contro i Vegas Golden Knights, il che per un bookmaker è materiale di coda di stagione: la finale, il mercato con più liquidità dell’anno.

Per chi guarda le cose da un punto di vista puramente commerciale, la morale è che l’hockey su ghiaccio non è un mercato dove cercare la profondità dei mercati secondari. È un mercato dove conta la copertura temporale: c’è un evento, c’è un 1X2, ci sono un paio di Under/Over e un paio di handicap, e la differenza tra una piattaforma e l’altra sta in quanto spesso tutto questo è disponibile e per quante leghe.

Concessione ADM: come si verifica e cosa cambia davvero

Il quadro italiano si regge su un’autorità e su una legge. L’autorità è ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS, e sul primo riferimento conviene scriverlo come ADM (ex AAMS). La legge è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Le licenze italiane sono concessioni, e la parola ha un peso. Non si aprono sportelli: si partecipa a una gara pubblica. L’art. 6, comma 1 del decreto elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione — dalle scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli, fino al bingo, passando per i giochi di abilità, i giochi di sorte a quota fissa e il betting exchange. Lo stesso articolo, al comma 3, stabilisce che i vincitori della gara possano gestire uno o più di quei giochi per un periodo massimo di nove anni, senza rinnovo.

Le condizioni della gara non sono dettagli da notaio. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la sua durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Per il lettore, il controllo che conta è uno solo e non richiede di leggere un decreto. Come specificato in precedenza, l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza conta 52 righe e fornisce il quadro legale di riferimento per gli operatori. Vale come prova di concessione trovarcisi dentro con quel numero. Non vale come prova che il sito abbia un bookmaker, perché la colonna dei giochi l’elenco non ce l’ha.

Due precisazioni che il mercato confonde spesso. La prima: la concessione è per sito, non per società. Eurobet Italia S.r.l. amministra Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, tre concessioni distinte. La seconda: una società può detenere il diritto alle scommesse sportive e anche a poker, casinò, exchange e bingo, in qualunque combinazione, e la lista non lo dice. Un marchio che appare nel confronto non è un marchio raccomandato; è un marchio verificabile.

E poi c’è l’altra faccia: chi non c’è non è per ciò stesso illegale, ma chi non ha concessione per operare in Italia non può raccogliere gioco. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Non è una lista di cattivi: è l’elenco di chi non ha titolo, e le conseguenze pratiche per il giocatore italiano sono descritte nella sezione sui siti inibiti, più avanti.

Un’ultima regola riguarda ciò su cui si può scommettere, ed è quella che nessuno legge. L’art. 2, lett. s) definisce «palinsesto» il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una giocata può essere accettata solo su eventi del palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto di un singolo operatore è cosa che si vede dal suo sito, non da un elenco pubblico.

Identificazione e conto di gioco

Aprire un conto di gioco in Italia non è un clic. Serve l’identificazione piena, e gli operatori offrono strade diverse: moduli con copia di un documento, oppure SPID. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda nei propri termini che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi non usa SPID deve sapere una cosa che raramente sta in evidenza: senza identificazione il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano un’eternità finché non si è a metà di un prelievo.

Ci sono strumenti per ridurre la propria esposizione, e non sono tutti uguali. Bet365 indica fra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia richiama il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero da salvare, non una clausola decorativa.

Gioco responsabile: gli strumenti che contano davvero

In Italia la tutela non è affidata al buon senso del cliente. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 mette per legge una serie di strumenti a disposizione del giocatore: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Il limite di deposito è il primo che un lettore incontra, perché si sceglie in registrazione. Il giocatore indica un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già al momento dell’iscrizione. La regola che conta è asimmetrica e va detta con precisione: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Chi vuole giocare meno domani può farlo oggi; chi vuole giocare più di quanto si era dato deve aspettare una settimana. È una frizione progettata, e funziona.

I termini di AdmiralBet spingono il meccanismo un passo più avanti: in registrazione chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Tre grandezze, tre orizzonti temporali, decisi prima di giocare. Un lettore che vuole un preventivo firmato su se stesso lo trova lì; chi preferisce decidere strada facendo troverà la stessa procedura più leggera altrove.

L’autoesclusione è il pezzo forte, ed è quella che in pochi conoscono fino in fondo. Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e anche le sale fisiche: chi si esclude non si sta chiudendo fuori da un marchio, si sta chiudendo fuori dal mercato legale. I termini di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore: chi vuole uscire solo dal casinò e restare sulle scommesse può chiederlo, ed è la differenza tra una pausa e una rinuncia.

Qui il registro ha un buco che nessuno mette in vetrina. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che si iscrive a una piattaforma offshore resta completamente scoperto, e non c’è nessuna autorità italiana che possa intervenire: l’autoesclusione è uno strumento del mercato legale, e vale solo dentro il mercato legale.

La legge mette anche un obbligo in capo agli operatori. L’art. 15, comma 2, impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2% dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È una cifra modesta sul giro d’affari del settore, e vale la pena saperlo quando si legge un messaggio di gioco responsabile accanto a una promozione.

Live e cash out: giocare mentre la partita scorre

L’hockey è uno sport che sul live si comporta diversamente dal calcio. Tre tempi da venti minuti, cambi di linea ogni quaranta secondi, un portiere che può prendere sette gol o zero: la quota si muove a scatti, non a onde. Chi guarda il live senza conoscere il formato pensa che il mercato sia instabile; in realtà è il regolamento a far muovere i numeri.

La scommessa live è offerta da ogni grande operatore italiano, e questo è il punto in cui la scelta si fa concreta. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Betsson parla di scommesse pre-match e live su migliaia di eventi. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono numeri dichiarati dagli operatori stessi, e nessuno di questi elenchi nomina l’hockey su ghiaccio: è la prima cosa da verificare nel palinsesto prima di aprire un conto per il live.

Il cash out merita un discorso a parte, perché è la funzione che più viene venduta e meno capita. SNAI la offre per chiudere le schedine prima della fine dell’evento, e lo stesso fa Sisal: la funzione permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. La meccanica è semplice — si incassa una somma offerta dal bookmaker invece di aspettare l’esito — e il costo è incorporato nell’offerta: quel numero non è il valore atteso della tua schedina, è un valore atteso meno un margine, e il margine lo decide chi propone la chiusura.

Questo cambia il profilo della giocata, non la sua convenienza. Un cash out preso a metà del secondo tempo su una squadra in vantaggio trasforma una posizione aperta in un incasso certo più basso; lasciarla correre significa accettare la varianza che si era deciso di correre. Non esiste una risposta giusta valida per tutti: esiste la differenza tra chi gioca per il risultato e chi gioca per gestire la propria esposizione, e il cash out serve bene il secondo, male il primo.

Sull’offerta live c’è un limite di conoscenza che conviene mettere in chiaro: le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi ammessi non sono pubbliche nelle parti che qui interessano, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili. Chi vuole sapere se una determinata partita di hockey avrà un mercato live su un determinato operatore lo scopre aprendo quella partita nel palinsesto, non leggendo un documento.

Una nota su un mercato che l’Italia tratta come cosa separata, il betting exchange. L’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono come gioco a sé: il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo operatore ad averlo portato in Italia, con la concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che va verificata sul singolo sito.

Pronostici e metodo: cosa si può ragionevolmente fare

Su questo terreno la posizione va presa subito, perché il resto della sezione dipende da essa. Nessuno sa chi vince una partita di hockey, e chi scrive che esiste un metodo per vincere le scommesse sul ghiaccio sta vendendo qualcosa. Le ricerche che portano a questa pagina contengono «come vincere», «metodo», «pronostici»: sono le parole più digitate e le più pericolose, perché promettono una cosa che il gioco non concede.

Quello che si può fare è un lavoro diverso, e consiste nel capire dove si perde. Ogni quota contiene il margine del bookmaker, e il margine è l’unica grandezza del gioco che si conosce in anticipo con certezza. Un pronostico è una probabilità stimata; il margine è un numero esatto. Chi passa sei ore a leggere statistiche e zero minuti a confrontare i margini delle piattaforme che usa sta ottimizzando la parte incerta e trascurando quella certa.

Il secondo lavoro possibile riguarda il bankroll, e non ha niente di misterioso: è la somma che si è disposti a perdere in un periodo definito, decisa prima di giocare e non dopo. Questo si sposa con gli strumenti del mercato italiano: il limite di deposito fissato in registrazione e i limiti di ricarica, spesa e tempo sono bankroll resi operativi da un obbligo di legge, e sono la ragione per cui un conto su un concessionario ADM è strutturalmente più disciplinato di un conto offshore dove nessuno chiede niente.

Sul piano analitico lo sport offre qualche appiglio reale e nessuna scorciatoia. Il formato conta: tre tempi, sei giocatori compreso il portiere, quindi ritmi e recuperi diversi dal calcio, e un mercato del pareggio che nella stagione regolare NHL non esiste come esito finale, perché si va ai supplementari e poi ai rigori. Sapere questo cambia il modo in cui si legge un 1X2. Conta la competizione: dal 2019 i Mondiali IIHF e la finale olimpica per l’oro usano supplementari 3 contro 3, che è un formato diverso da quello della lega.

Conta il calendario, e questo è un vantaggio raro. La stagione NHL 2026-27 inizia il 29 settembre 2026 con 32 squadre che giocano 84 partite ciascuna, rispetto alle 82 precedenti, e la stagione regolare termina il 10 aprile 2027: è un campionato in cui ogni squadra gioca 84 volte, quindi il campione di partite disponibile per chi studia le tendenze è enorme. Non serve un modello complicato per sapere che il volume di dati è dalla parte di chi guarda, non di chi promette.

Le regole che valgono, riassunte senza decorazioni. Puntata fissa in percentuale del bankroll, non in cifra fissa. Mercati principali come 1X2 e Under/Over invece di mercati esotici dove il margine è più alto. Confronto delle quote sullo stesso evento su più piattaforme autorizzate prima di giocare. Nessuna rincorsa dopo una perdita. E una regola di igiene che vale più di tutte: se una strategia richiede di inserire una giocata immediatamente perché «l’occasione scade», non è una strategia.

Mercati e regolamento delle giocate sul ghiaccio

I mercati disponibili su una partita di hockey non sono un listino fisso: dipendono dall’operatore e dall’evento. Alcuni compaiono sui grandi appuntamenti e spariscono sui turni di campionato minore. Conviene guardare il tipo di giocata prima del nome del mercato, perché la struttura è la stessa che si trova sul calcio con qualche adattamento.

Il 1X2 è la base: vittoria della squadra di casa, vittoria della squadra ospite, pareggio. In hockey ha una particolarità che chi viene dal calcio non si aspetta, ed è la struttura del pareggio, che nell’hockey su ghiaccio va ai supplementari, con i rigori nella stagione regolare NHL e supplementari 3 contro 3 ai Mondiali IIHF e alla finale olimpica per l’oro dal 2019. Le regole sul pareggio nell’1X2 hockey sono una delle cose da leggere con più attenzione nei termini dell’operatore, perché non esiste una convenzione unica.

Il testa a testa è la versione più stretta della stessa idea, e nei listini italiani compare spesso accanto all’1X2. Il pari/dispari è un mercato a sé, che guarda solo il carattere del punteggio. L’Under/Over e il numero di goal complessivi sono fra i mercati più giocati sull’hockey, perché il gioco produce punteggi bassi e leggibili. L’1X2 con handicap e l’1X2 per periodo sono declinazioni che sfruttano la struttura a tre tempi, e il DNB — draw no bet, «rimborso in caso di pareggio» — è la risposta di mercato al problema del pareggio: si gioca sull’esito senza pareggiare.

Sul lato combinatorio il panorama italiano è ricco e va letto con ordine. SNAI offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione di combo e mercati unici a quote maggiorate. Betsson offre 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Sisal ha la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. NetWin, oltre a 1X2, combo bet e marcatori, dichiara centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti.

Quest’ultimo punto merita una riga a sé, perché è una distinzione giuridica oltre che commerciale. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati»: eventi sportivi, di ippica e altri, generati dal computer e mostrati con un’animazione o con un evento reale preregistrato. Sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e nei siti degli operatori si trovano sotto una sezione «Virtuali». Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. Un evento virtuale non è una partita: è un prodotto con margine deciso dal fornitore, e chi ci gioca lo fa sapendo questa differenza.

Sul regolamento delle scommesse, e sul modo in cui ogni mercato si chiude e si liquida, la fonte che conta è una sola: i termini dell’operatore. Il palinsesto approvato da ADM dice su quali eventi si può giocare; il regolamento dell’operatore dice cosa succede se una partita si interrompe, se un mercato viene annullato, come si liquida un periodo e quando una giocata combinata decade per una gamba annullata. Sono le pagine più noiose del sito e le uniche che valgono una lettura prima di mettere una cifra su una partita che potrebbe non finire.

Handicap e quota: il mestiere dietro i due numeri

Un mercato con due esiti a 1,90 e 1,90 è l’esempio che si usa nei manuali, e serve a mostrare dove finisce il denaro del giocatore. La quota non è una probabilità: è il prezzo a cui il bookmaker compra la tua scommessa. Si converte dividendo uno per la quota. Ecco perché 1,90 e 1,90 non fanno il 100%.

Il calcolo si scrive così: payout del mercato pari a 1 diviso la somma di 1/1,90 + 1/1,90, e il margine è 100% meno il payout. Con due esiti identici a 1,90 la quota implicita è circa 52,6% per lato, il payout del mercato si aggira fra il 94 e il 95%, e il margine che resta al bookmaker si colloca fra il 5 e il 6%. La banda dipende dal numero di decimali con cui l’operatore scrive la quota: su un listino che mostra 1,90 la quota implicita è quella, su un listino che nasconde cifre più fini il payout nominale si sposta di qualche decimo. Chi vuole la certezza sul caso che gli interessa rifà il conto con le quote esatte che vede sullo schermo.

Vale la pena fermarsi su cosa significhi quel 5-6%. Non è una commissione che compare da nessuna parte, non è una voce di addebito, e non dipende dal fatto che la giocata sia vincente. È già dentro i due numeri prima che il giocatore scelga. Su un giro di puntate da 1.000 € in un mercato con un margine del 5%, il costo medio incorporato è di circa 50 €, e si paga sui mercati principali anche quando si gioca bene. Il conto è una stima su un numero elevato di giocate nelle stesse condizioni, non il risultato di una singola schedina: su una giocata sola si vince o si perde, e il margine si sente solo sul lungo periodo.

Da lì discende un criterio di scelta delle piattaforme che non richiede di essere un matematico. Un mercato con margine intorno al 5% è un mercato dove vale la pena giocare; un mercato secondario con margine attorno al 10% è un mercato che costa il doppio per la stessa partita, e va affrontato sapendo che la quota che si vede è meno generosa di quanto sembri. Ecco perché una stessa partita può essere un buon affare su un operatore e un cattivo affare su un altro senza che nessuno dei due stia sbagliando: il prezzo è una scelta commerciale, non una legge della fisica.

Gli handicap usano lo stesso metro. Un 1X2 con handicap sposta il risultato di partenza, e con esso la quota, ma non sposta il margine, che resta la differenza fra il payout teorico e il 100%. Chi confronta due handicap su due piattaforme sta confrontando due prezzi di uno stesso rischio, e la piattaforma con la quota più alta è, a parità di mercato, quella che si tiene meno. Non c’è niente di più semplice e niente di più trascurato.

Un’ultima cosa sull’esito di una scommessa, che vale come promemoria aritmetico. Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Puntata 20 € a quota 1,90, il ritorno è 38 € e il guadagno è 18 €. Su una combinata le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico, e il margine del bookmaker si applica tante volte quante sono le gambe.

Tornei e campionati: dove l’hockey esiste davvero a listino

Il bacino di eventi su cui un operatore italiano costruisce l’offerta di hockey non è casuale, e conviene conoscerlo perché spiega perché certi mercoledì di novembre il listino sia vuoto e certi sabati di febbraio sia pieno. Il movimento si organizza su tre assi: le leghe professionistiche nordamericane, i tornei internazionali per nazionali e il calendario olimpico.

La NHL è l’asse commerciale. La stagione 2026-27 inizia il 29 settembre 2026 con 32 squadre che giocano 84 partite ciascuna, rispetto alle 82 precedenti, e la stagione regolare termina il 10 aprile 2027. La Stanley Cup 2026 è andata ai Carolina Hurricanes contro i Vegas Golden Knights, e quella finale è storicamente il momento in cui anche gli operatori italiani mettono mano al listino hockey: la visibilità mediatica di quei giorni non si ripete nel resto dell’anno.

L’asse internazionale è quello dei Mondiali IIHF, che hanno un regolamento proprio sul prolungamento — dal 2019 supplementari 3 contro 3 — e che cadono in una finestra di calendario dove il resto del movimento tace, il che li rende eventi con lista corta ma attenzione alta. L’asse olimpico è il più raro e il più pesante: l’hockey su ghiaccio maschile fa parte dei Giochi olimpici invernali dal 1924 e quello femminile è stato aggiunto nel 1998, e la finale per l’oro segue il regolamento 3 contro 3 dal 2019. Fuori da queste finestre restano i campionati europei e le leghe continentali, che compaiono a listino in modo disomogeneo.

Di fronte a questo panorama, la scelta della piattaforma cambia a seconda di cosa si gioca. Chi segue la NHL a orari notturni ha bisogno di un operatore con palinsesto hockey continuo da ottobre ad aprile e di un’app che regga la navigazione a mercati aperti; chi gioca i tornei internazionali ha bisogno di copertura nei giorni in cui il mondo intero guarda gli stessi tre o quattro incontri, e lì la differenza tra gli operatori si riduce, perché tutti quotano le stesse partite. Chi cerca l’hockey minore, invece, resta quasi sempre a mani vuote, e non c’è un operatore italiano che si distingua su quel terreno.

Sui mercati virtuali l’offerta esiste, ma è un prodotto diverso. NetWin dichiara centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, Sisal oltre 3.000 al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte. Un virtuale su una partita simulata non ha una squadra vera, non ha infortuni e non ha un campione di partite da analizzare: ha un margine deciso a monte e un esito generato. È un modo legittimo di giocare dentro una concessione, ed è un modo molto efficace di pagare un margine senza nessuna possibilità analitica.

Alle competizioni si arriva per una strada sola, e vale la pena ripeterla in una riga perché è la regola che tiene insieme tutto il resto della pagina: si gioca solo su eventi del palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Un torneo che esiste nel mondo ma non è nel palinsesto approvato non è giocabile, e un mercato che non si trova su una piattaforma può semplicemente non essere stato autorizzato su quella piattaforma.

Le dieci piattaforme, una per una

Qui si passa dalle regole alle insegne. Ognuna delle dieci è un sito con una concessione propria e una società titolare verificabile, e ognuna ha un profilo diverso. Il criterio con cui le ho ordinate non è la bontà assoluta — non esiste — ma cosa aggiunge ciascuna a un lettore che cerca hockey, che è un angolo stretto e utile.

Eurobet: il palinsesto più largo del gruppo

Eurobet è una delle insegne sportive più vecchie del mercato italiano, e la sua scheda tecnica lo conferma: l’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È una lista che dice una cosa precisa sull’identità dell’operatore: qui lo sport è il mestiere principale, e la larghezza del catalogo è il modo in cui il marchio si distingue.

Per chi cerca hockey, quella larghezza vale più di quanto sembri. Un operatore che quota volley, rugby e baseball ha infrastruttura per quotare sport con pubblico ridotto, e questo è il profilo più adatto a sostenere un listino hockey continuo durante l’inverno. Non è una garanzia sul singolo mercoledì, ma è la premessa strutturale giusta.

La concessione è la n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e il titolare amministra anche altre concessioni della lista ADM: Eurobet convive con Bwin e Gioco Digitale nella stessa struttura societaria. Il verdetto è che Eurobet è la strada di chi vuole un catalogo ampio dove l’hockey non sparisce quando cala la copertura mediatica, e che non vuole cambiare piattaforma per passare da un disco a una palla.

StarCasinò: lo sport come reparto di una casa da casinò

StarCasinò arriva al tavolo da un’altra porta. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Lo sport qui non è l’identità del marchio: è l’ala destra di un edificio costruito sul casinò.

Questo cambia il pubblico a cui la piattaforma parla, non la validità della concessione. La licenza è la n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, e anche in questo caso il nome della società non somiglia a quello dell’insegna. Per un giocatore che alterna scommesse sportive e casinò nella stessa sessione, l’offerta è coerente: un solo conto, un solo saldo, un solo limite di deposito da impostare. Per chi vuole un bookmaker con una cultura del mercato sportivo, la scala di priorità dell’app si sente nella navigazione.

Il verdetto, quindi, resta sospeso su una preferenza di gioco più che su una qualità: StarCasinò è la strada giusta per chi usa lo sport come parte di una sessione più ampia e vuole un solo ambiente, ed è una strada secondaria per chi vuole che l’hockey sia la cosa principale che fa in quella app.

Lottomatica: il marchio più grande e il live in streaming

Lottomatica porta in dote la notorietà più ampia del gruppo e un’infrastruttura tecnica da grande distribuzione. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È l’unico dei profili qui descritti in cui lo streaming figuri come parte dichiarata dell’esperienza di gioco, e per il live è una differenza sostanziale: guardare e giocare nella stessa schermata cambia il modo in cui si legge una quota in movimento.

Il marchio appartiene a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., che nell’elenco ADM compare con la concessione n. 16010. Il nome societario è una di quelle cose che nessun cliente vede mai e che ogni lettore dovrebbe vedere una volta: aiuta a capire che una piattaforma è un’infrastruttura, non un volto.

Il profilo di Lottomatica resta concentrato sui grandi campionati, e l’hockey non compare nell’elenco di testa della propria app. Il verdetto è che Lottomatica è la scelta di chi vuole massima riconoscibilità, streaming e un palinsesto costruito sui grandi eventi, ed è una scelta neutra per l’hockey: nessun segnale contrario, nessun segnale di specializzazione.

Betfair: il marchio che ha portato l’exchange in Italia

Betfair è l’unico dei dieci profili la cui storia italiana passa da un’innovazione di mercato più che da un palinsesto. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È un catalogo costruito su una logica di combinazione, non di elenco, e per chi ragiona per correlazioni tra giocate è la struttura più interessante del gruppo.

La concessione è la n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., e il marchio è descritto come il primo ad aver portato in Italia il betting exchange (il mercato «punta e banca», ammesso dall’art. 6, comma 1, lett. e) e dall’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024 come gioco a sé). Sui conti dell’exchange italiano la documentazione dell’operatore riporta regole aggiuntive, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario.

Il verdetto è che Betfair è la strada di chi vuole un mercato costruito sulle combinazioni e non sul singolo evento, e che potrebbe avere un interesse concreto per l’exchange: sul ghiaccio, un mercato dove si può stare dalla parte del banco cambia il modo di ragionare sulla partita. Chi cerca invece il 1X2 classico con un listino ampio di leghe trova qui meno profondità che altrove.

SNAI: il marchio con il sistema e il cash out

SNAI è il profilo più completo sul lato dei formati di giocata, e per un certo tipo di giocatore questa è la ragione per sceglierlo. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Ci sono pochi operatori che dichiarino esplicitamente i mercati su tiri in porta e cartellini, e sono esattamente il tipo di mercato che su una partita di hockey assume un senso diverso: il portiere può prendere sette gol, e i tiri sono un indicatore più stabile del risultato.

La concessione è la n. 16032, intestata a Snaitech Spa. Alla funzione My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più combinazioni su partite o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto con una quota unica, si accompagna un cash out che cambia la natura della singola giocata.

Il verdetto è che SNAI è la scelta di chi vuole costruire una giocata su misura — singola, sistema, combinata tra partite — e vuole poterne uscire prima della fine. Per il lettore che gioca hockey soprattutto per il live, la coppia cash out più mercati sui tiri vale più di un catalogo di leghe.

AdmiralBet: gli strumenti di tutela scritti in chiaro

AdmiralBet è l’unico dei dieci profili in cui i limiti di gioco finiscano nella descrizione del prodotto, e non per caso: sono parte dei propri termini. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e la regola che li governa è quella generale del mercato italiano: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sul fronte dell’uscita dal gioco, i termini prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

La concessione è la n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l. Tre grandezze e tre orizzonti temporali chiesti prima di giocare sono un attrito, e chi non lo vuole troverà la registrazione più snella altrove.

Il verdetto cade sul fatto che qui la disciplina è il prodotto: chi ha bisogno di un perimetro deciso in anticipo — chi sa di sé che un limite impostato tardi non verrà mai impostato — trova in questa procedura la ragione per aprire il conto qui e non altrove. È un criterio poco eccitante e molto concreto, e per una parte dei lettori è il criterio decisivo.

BetFlag: identificazione con SPID e un bonus dichiarato in cifre

BetFlag è il profilo con la procedura di apertura più esplicita del gruppo. Il sito rimanda per l’apertura del conto alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. SPID e CIE non sono un vezzo tecnologico: sono il modo in cui l’identificazione si completa in pochi minuti invece che in trenta giorni, e chi ha sperimentato la sospensione di un conto per una validazione mai arrivata sa quanto questo conti.

Sul versante commerciale BetFlag dichiara il proprio Welcome Bonus Sport pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È una cifra che va letta con due avvertenze. La prima è che si tratta di un bonus cash, accreditato sul saldo, quindi di un importo che si gioca come denaro; la seconda è che 5.000 € è il tetto massimo, non l’importo tipico, e i requisiti per trasformarlo in prelievo stanno nei termini dell’operatore, non nella vetrina. La concessione è la n. 16008, intestata a Betflag S.p.a.

Il verdetto: BetFlag è la strada di chi vuole un’apertura conto senza attriti burocratici e un’offerta di benvenuto dichiarata in cifre, e per questo leggerà i requisiti di puntata prima di versare. Chi apre un conto per giocare hockey per pochi euro a settimana non ha bisogno di un tetto a cinque zeri: ha bisogno di un limite di spesa basso, e quello lo trova in registrazione come su ogni operatore autorizzato.

NetWin: l’hockey nell’elenco degli sport

NetWin è, tra i dieci, l’unico che nomini l’hockey nella propria descrizione di catalogo. L’app elenca tra gli sport calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. La parola «hockey» in un elenco dichiarato non è una garanzia sulla profondità del listino, ma è l’unico segnale di questo tipo che si trovi nei profili descritti.

La concessione è la n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a. L’offerta virtuale con partenze ogni 2 minuti è una parte rilevante del prodotto, e va letta per quello che è: un flusso continuo di eventi simulati, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive ai sensi dell’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024, con un margine deciso a monte.

Il verdetto: NetWin è la scelta di chi vuole un operatore che dichiari l’hockey tra i propri sport e non abbia niente in contrario a riempire le pause con eventi virtuali. È anche il profilo da guardare con più attenzione se si cerca hockey reale e non simulato, perché la parte virtuale dell’app è quella che l’operatore mette più in evidenza.

Planetwin365: il catalogo dei campionati e degli sport

Planetwin365 costruisce la propria identità sul numero di competizioni. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Più di 20 sport è il dato che conta per chi cerca hockey: un catalogo di quella ampiezza ha spazio strutturale per una lega nordamericana e per i tornei internazionali.

La concessione è la n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. La vocazione dichiarata è il calcio, e il resto del catalogo vive di riflesso.

Il verdetto suona come una conferma parziale: Planetwin365 è la strada di chi vuole un catalogo largo in cui l’hockey è presente per ampiezza e non per specializzazione, e di chi gioca soprattutto calcio ma non vuole aprire un secondo conto quando arriva la Stanley Cup. Chi cerca un trattamento dedicato al ghiaccio resta con l’impressione di essere ospite, non cliente.

Betsson: pre-match e live su migliaia di eventi

Betsson è il profilo internazionale trapiantato sul mercato italiano, e la sua scheda lo dice senza giri di parole: l’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Migliaia di eventi è una promessa di ampiezza, e su un catalogo di quella dimensione l’hockey trova posto per necessità, non per vocazione.

La concessione è la n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società dietro StarCasinò: due insegne, due concessioni, una struttura. È il caso più chiaro di come la licenza sia un fatto per sito, non per gruppo, e di come il nome che si legge sull’app non dica niente sul titolare.

Il verdetto riguarda la coerenza dei mercati più che l’hockey: Betsson è la strada di chi vuole un catalogo ampio con mercati standard ben coperti — 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori, combo — e una struttura da operatore internazionale, e chi cerca la profondità su una lega di hockey specifica deve verificarla partita per partita nel palinsesto prima di contare su di essa.

Su quali eventi si può giocare, e cosa rischiano gli altri

C’è una domanda che precede tutte le altre e che quasi nessuno si pone prima di cercare una quota: questa partita è nel palinsesto approvato? L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una giocata può essere accettata solo su eventi che vi rientrano. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Non esiste un documento pubblico che elenchi, per ogni operatore, quali sport e quali mercati siano approvati; quello che si può fare è guardare il palinsesto del sito.

Il conto economico di questa regola è semplice: un evento non autorizzato non è giocabile, qualunque sia la sua rilevanza sportiva. Chi aspetta un torneo e non trova il mercato alla data prevista non ha un problema tecnico: ha incontrato un’autorizzazione che non c’è.

Sul fronte opposto c’è la parte che riguarda i siti senza concessione, e qui la legge italiana non usa mezzi termini. L’offerta di gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 dispone che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti la cui accessibilità è inibita, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Nel tempo la lista è diventata lunga. Il blocco opera a livello di DNS, e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo una cronaca di settore relativa all’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».

E poi c’è il lato che quasi nessuno legge, ed è quello che riguarda il giocatore in prima persona. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la richiama il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella formulazione dell’autorità; l’importo in euro dell’ammenda e la presenza di casi concreti contro un giocatore sono cose che qui non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando siano accettate all’estero.

Il confronto onesto sta in quattro righe. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’autorità, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza licenza non porta nessuna di queste cose, è esposto all’oscuramento via DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è descritta come priva di protezione, e non c’è un marchio da nominare perché il problema è la zona, non l’insegna.

Tasse e pagamenti: chi paga e cosa resta nel portafoglio

La tassa italiana sulle scommesse sportive a quota fissa la paga l’operatore, non il giocatore, e le aliquote sono diverse a seconda del canale. Sull’imposta unica disciplinata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, le aliquote sono il 20,5% se il gioco è raccolto sulla rete fisica e il 24,5% se è raccolto a distanza, calcolate sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (in precedenza il 43% e il 47%), mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5% dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21% e al 25% non è entrata in vigore. Se le somme accreditate come bonus entrino nella base imponibile è cosa che non risulta.

Sul lato del giocatore la posizione è quella che tutti vorrebbero e pochi verificano: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 («tassate alla fonte», il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla), non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione fiscale da chiarire si rivolge a un commercialista.

Per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri il discorso cambia completamente, e vale la pena leggerlo con calma. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Sui pagamenti, il pezzo di normativa che vale la pena conoscere è quello dei punti vendita ricariche (art. 13, D.Lgs. 41/2024). ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online soltanto su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né erogare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Fra i canali che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini canali approvati. L’art. 22, comma 1, prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

Il bonus è l’ultimo pezzo di questa storia e va detto con precisione, perché il mercato italiano ha una regola che sorprende. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20% del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il decreto stesso, però, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Su come la vigilanza sia andata nel 2025 e 2026: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). È stata proposta, non è legge, una modifica alla legge di bilancio 2026 a firma Forza Italia per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: il suo esito non risulta, e il divieto è in vigore alla data di verifica.

Il punto che conta per il lettore è che il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: i bonus di benvenuto esistono, e gli operatori li chiamano così. Non risulta né un tetto di legge al bonus né un tetto ai requisiti di giocata, quindi importi, requisiti e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e da nessun’altra parte. Ecco perché la scheda di un’offerta di benvenuto si legge meglio con il regolamento del marchio aperto in un’altra scheda del browser.

Verificare un operatore in cinque minuti

Il controllo completo si fa senza attrezzi. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il numero che l’operatore dichiara nei propri termini: se il codice c’è e la società corrisponde, la concessione è verificata per quel sito. Poi si apre il palinsesto sportivo del sito — non l’app store, il sito — e si cerca l’hockey. Se c’è, si aprono i termini e si cercano tre cose: il requisito di puntata dell’offerta di benvenuto, il limite di deposito minimo consentito e le regole di liquidazione del mercato che si intende giocare. Se le tre cose sono scritte in modo comprensibile, il conto si può aprire. Se la terza è scritta male, le prime due non servono.

La lista ADM non è esaustiva del mercato e non va letta come un elenco di merito: altre concessioni esistono, e un marchio che non compare fra i dieci profili di questa pagina non è per questo privo di licenza. Il metro è il registro, non un confronto.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Fuori da quel programma la giocata non può essere accettata: ADM autorizza gli eventi uno alla volta.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il codice che l’operatore dichiara nei propri termini, confrontando anche la società titolare. La concessione vale per il singolo sito .it: esserci significa essere autorizzati, non avere un bookmaker.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Su una combinata le quote delle singole gambe si moltiplicano in un prezzo unico, e il margine del bookmaker si applica una volta per ogni gamba del biglietto.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si divide 1 per ciascuna quota e si sommano i risultati. Su un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90 la somma supera 1 e il payout resta fra il 94% e il 95%: il margine è la parte restante. Un mercato a tre esiti si legge allo stesso modo.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario: è una ricostruzione della stampa di settore, e per la propria posizione vale il parere di un commercialista. Sui siti esteri il discorso cambia.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita e limiti sulle somme depositate in un periodo definito. Il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile in registrazione: uno ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Contenuto creato dal team «scommessericarica»