Scommesse su Wimbledon, dal torneo alle quote: cosa cambia davvero per chi gioca

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026, con le concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

I primi Lawn Tennis Championships di Wimbledon iniziarono il 9 luglio 1877 a Worple Road.

L’ultimo Wimbledon si è chiuso il 12 luglio 2026 con Jannik Sinner campione per la seconda volta di fila, e il torneo ha smesso di esistere nel momento in cui l’ultimo punto è caduto. Restano i segni che ha lasciato: i prezzi che i bookmaker avevano costruito, le regole che li hanno resi possibili, le tutele che restano attive anche quando l’erba non c’è più. Da qui in avanti si parla di questo. Di come un prezzo su una partita di tennis diventa la cifra che compare sul conto, di chi può offrirlo in Italia, di quanto di quella cifra non arriva mai al giocatore, e di cosa conviene guardare prima che la prossima edizione riapra i suoi mercati.

Concessione ADM: chi può prendere davvero una scommessa su Wimbledon in Italia

Il primo dato da fissare è banale e viene prima di ogni quota: in Italia una scommessa sportiva si prende solo dove esiste una concessione. L’autorità è ADM (ex AAMS), l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Un selettore di motore di ricerca non conosce questa distinzione. Il lettore sì, ed è la prima cosa che gli conviene sapere.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Ai Wimbledon Championships gli uomini giocano al meglio dei cinque set e le donne al meglio dei tre.

Le concessioni non sono licenze aperte: sono assegnate per gara pubblica e sono limitate nel numero. L’asta di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi immagina un mercato dove chiunque può aprire non ha presente quanto è stretto il cancello: 52 righe in tutto, e dentro quelle righe sta l’intera offerta legale di gioco a distanza.

Che cosa autorizza la concessione di un bookmaker italiano

L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione: alle lettere a) le scommesse a quota fissa, comprese quelle su eventi simulati, e quelle sulle corse dei cavalli; b) i totalizzatori sportivi e ippici; c) l’ippica nazionale; d) i giochi di abilità e le carte; e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); f) il bingo. La lettera che riguarda il tennis è la a), e il prodotto che ne esce è la «scommessa sportiva a quota fissa».

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Direttore del torneo dei Wimbledon Championships dal 2020 è Jamie Baker.

Il punto che quasi nessuno legge è il comma 3 dello stesso articolo: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Chi oggi ha la concessione, tra nove anni non l’ha più per diritto acquisito. E i requisiti per ottenerla comprendono una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3). Il concessionario non può ritoccare il patto a metà strada. Vale anche per il giocatore, che dal 2026 al 2034 circa sa già come sarà tassata la sua vincita.

Il palinsesto approvato: perché non si scommette su qualsiasi partita

Che Wimbledon esista come evento di tennis non significa che sia scommettibile. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocate predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno.

La conseguenza pratica è che il calendario dei tornei e il calendario degli eventi autorizzati non coincidono automaticamente. Un Grande Slam è un evento enorme che un concessionario ha tutto l’interesse a mettere in palinsesto, ma la singola sessione, il doppio o il match di qualificazione non sono garantiti solo perché il torneo c’è. Quando il torneo è finito — come il 12 luglio 2026 — anche il mercato su quel torneo è finito, e nessuna proroga lo riapre. Sul prossimo appuntamento, che arriva nel 2027, la stessa cosa va verificata di nuovo, perché l’autorizzazione non si eredita da un’edizione all’altra.

Sul versante opposto c’è il mondo dei siti senza concessione. L’art. 22 dello stesso decreto prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici. I fornitori di accesso e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM incorrono in sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e i domini inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori arrivano in ritardo: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e le copie speculari ricompaiono in poche ore. La parola esatta per l’esito è «oscurati», e non significa scomparsi.

Come si verifica la concessione di un bookmaker

L’elenco «Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: una stessa società può tenerne più di una, come Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il concessionario, peraltro, quasi mai porta il nome del marchio che il giocatore vede: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Il numero di concessione e la ragione sociale sono scritti nei termini dell’operatore, ed è lì che vanno letti.

La verifica onesta ha due passaggi, non uno. Il primo è cercare la riga nell’elenco e leggere a quale sito è legata. Il secondo è aprire quel sito e controllare che l’offerta sportiva ci sia: l’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare in elenco non dimostra da solo che si accettino scommesse sportive; lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. Un marchio che non compare tra le 52 righe — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non c’erano in quella lettura — non ha la concessione italiana, e i siti che accettano giocatori italiani con licenze estere non hanno alcun titolo qui.

Gioco responsabile: le protezioni che sono già attive quando il torneo finisce

Un torneo dura due settimane, un conto di gioco dura anni. È questa asimmetria che rende la protezione la parte più concreta dell’intera vicenda: le regole sul deposito, sull’autoesclusione e sull’identificazione non si spengono insieme all’ultima finale, e sono l’unica cosa che il giocatore porta con sé da Wimbledon a tutto il resto della sua attività.

Gli obblighi del concessionario sugli strumenti di tutela

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario una serie di strumenti: a) autolimiti di tempo, di spesa e di perdita; b) limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati secondo l’età e il comportamento di gioco del giocatore in base a protocolli approvati da ADM; c) messaggi automatici su durata e spesa; e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sono obblighi, non gentilezze commerciali, e riguardano ogni concessionario allo stesso modo.

Il limite di deposito che ADM fissa in sede di gara ha un valore che non è pubblico, e questa è una lacuna reale per chi vuole confrontare i bookmaker su quel punto. Il livello che il giocatore tocca davvero è quello che sceglie lui in fase di registrazione, settimanale o mensile.

Limite di ricarica, di spesa e di tempo in fase di registrazione

La registrazione non è un modulo da compilare in fretta. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e il comportamento del limite segue una logica precisa: una riduzione ha effetto immediato, un aumento aspetta sette giorni. La logica è quella di chi sa che la richiesta di alzare il tetto arriva quasi sempre in un momento in cui sarebbe meglio non esaudirla subito, e vale la pena riconoscerla per quello che è.

Sul fronte dell’accesso, l’identificazione è piena. Per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Alcune piattaforme offrono anche CIE tramite un fornitore SPID. Chi non usa SPID deve sapere che il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano: una regola che punisce la pigra attesa e non il gioco. Il divieto per i minori di 18 anni è la cornice dell’intero sistema, richiamato dall’art. 3, comma 1, lett. a) tra i principi di tutela dei minori di età.

Autoesclusione e Registro Unico degli Autoesclusi

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca l’accesso a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e alle sale sul territorio. La sua forza è esattamente la sua estensione: non serve ripetere la richiesta a ogni bookmaker, perché il registro vale per l’intero sistema. La sua debolezza è altrettanto netta — un sito senza concessione non è collegato al RUA, e il giocatore che crede di essersi chiuso fuori da tutto continua ad avere accesso proprio dove è meno protetto.

I termini di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due cose stanno insieme senza contraddirsi: sono la forma contrattuale del singolo operatore e la cornice che si è aggiornata. Chi vuole un blocco serio guardi al tempo indeterminato, non alla finestra più corta.

Accanto agli strumenti obbligatori, ogni operatore aggiunge i propri. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero che conviene salvare prima di averne bisogno, non dopo.

Quanto costa al concessionario la tutela del giocatore

C’è una cifra che spiega perché il sistema tiene: l’art. 15, comma 2, D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una quota piccola del giro d’affari e un tetto che taglia il contributo dei grandi operatori. La conseguenza è concreta: la parte informativa del sistema non cresce con la dimensione del bookmaker, e il tetto rende la spesa socialmente utile solo se coordinata. Nessun operatore, da solo, ha l’incentivo a investirci più di così.

Pronostici e strategia: cosa si può davvero calcolare prima di una partita

Chi cerca «pronostici scommesse wimbledon» cerca un’informazione che nessuno possiede. Nessuno sa chi vincerà il prossimo torneo, e chi lo afferma vende qualcosa. Quello che si può fare è ragionare su prezzi, formati e margini, e da Wimbledon 2026 sono usciti dati che servono proprio a questo. La finale maschile l’ha vinta Jannik Sinner, che ha ripetuto il successo dell’anno precedente, e il singolare femminile è andato a Linda Nosková. La conclusione onesta è che il campione precedente ha confermato e che la favorita non era tale per tutti: due esiti che nessun modello semplice aveva messo insieme. Il torneo ha ricordato la lezione di sempre — l’incertezza non è un difetto del mercato, è la ragione per cui esiste.

Come usare i mercati invece delle previsioni

Una scommessa sul vincitore del torneo è un mercato a lunga scadenza, e la sua quota incorpora l’incertezza di due settimane di tennis su erba. Le scommesse su una singola partita hanno un orizzonte diverso e un prezzo diverso. Chi punta sul futuro vincitore compra molta più varianza, e la paga; chi punta sul singolo incontro compra un’incertezza più piccola, e la paga comunque. Non esiste un formato che regali valore: cambia solo la forma del rischio.

Il ragionamento utile non è «chi vince», ma «a quale quota mi interessa». Un giocatore che stima le probabilità di una partita e le confronta con il prezzo trova il proprio margine di giudizio; chi parte dal prezzo per costruire la stima trova solo una conferma di quello che il bookmaker ha già deciso per lui.

Gestione del budget per chi punta sul tennis

Il budget non è un dettaglio da lasciare al momento della puntata. La disciplina che conta sta nei limiti impostati al momento della registrazione, e vale la pena ricordare come funzionano: una riduzione ha effetto immediato, un aumento aspetta sette giorni. Chi vuole tenere sotto controllo il proprio tennis — due settimane intense, mercati ogni giorno, live che chiama — ha già a disposizione uno strumento gratuito e vincolante.

Un dato che parla alla gestione pratica è quello di Sisal, che indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live. Un catalogo di quella dimensione non è un invito a puntare su tutto; è la ragione per cui una strategia basata sulla selezione degli incontri batte una basata sul volume. Chi gioca tre partite che ha studiato sta facendo una cosa diversa da chi gioca trenta perché sono lì.

Il flusso dei dati e i tempi della decisione

Durante il torneo, la velocità delle informazioni conta. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Per il tennis questo cambia la natura della decisione: il live non è un formato separato, è un altro tempo della stessa partita, e chi non ha il flusso dei dati in ordine sta semplicemente reagendo più lentamente.

La calma, però, sta tutta nel pre-match. Una decisione presa prima del primo servizio ha il tempo di essere verificata; una presa al terzo set no. Chi ha letto il palinsesto e conosce i mercati disponibili prima che cominci il torneo decide meglio di chi si siede davanti a una partita già iniziata e sceglie tra le opzioni che gli capitano davanti.

Il calendario del torneo e ciò che resta dopo l’ultima finale

I Wimbledon Championships si svolgono nel quartiere londinese di Wimbledon e sono organizzati dall’All England Lawn Tennis and Croquet Club, l’AELTC; è l’unico torneo del Grande Slam su erba. Sono il terzo torneo del Grande Slam dell’anno e durano ogni anno due settimane a partire da fine giugno. L’edizione 2026 si è giocata dal 29 giugno al 12 luglio 2026 a Londra, sull’erba, ed è stata la 139ª. La prima volta risale al 9 luglio 1877, quando i Lawn Tennis Championships cominciarono a Worple Road: un secolo e mezzo di storia che il calendario continua a rispettare con puntualità quasi noiosa.

Per chi guarda al 2027, la data di inizio non è ancora fissata. Quello che si sa è il ritmo: fine giugno, due settimane, erba, terzo Slam dell’anno. Il resto arriverà con il palinsesto approvato.

Tipi di giocata e costruzione delle quote: quale mercato costa quanto

Una quota è un numero costruito, non una previsione gratuita. Dentro ogni prezzo c’è la stima di probabilità del bookmaker e c’è la sua parte, e capire come le due cose stiano insieme è la competenza che separa chi scommette da chi compra un numero al buio.

Il formato delle quote e la lettura italiana

In Italia la quota si scrive con la virgola decimale — 1,85, non 1.85 — e la si legge come un moltiplicatore della puntata. Quota fissa è il termine tecnico per il prodotto principale delle scommesse sportive, quello in cui il prezzo è bloccato al momento della giocata. Accanto sta il totalizzatore, la scommessa a monte comune in cui la quota si forma dopo, e che la legge prevede; se qualche marchio online lo offra davvero è un’altra questione, e non è una cosa che si verifica guardando la home page.

La differenza tra i due formati è sostanziale e non tecnica. A quota fissa il giocatore sa prima quanto incassa; nel totalizzatore scopre quanto incassa solo quando tutti hanno giocato, perché la sua vincita dipende da quanti hanno puntato sullo stesso esito. Il primo formato si può analizzare, il secondo si può solo subire.

Mercati a due esiti: il margine del bookmaker

Qui sta il conto che il lettore non fa mai e che cambia l’idea stessa di «quota alta». Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — un esempio didattico, non un prezzo rilevato su una partita. La quota di payout del mercato si ottiene da 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90. La somma degli inversi fa 1,0526 circa, quindi la quota di payout è intorno al 95 %, e il margine che resta al bookmaker è intorno al 5 %. Su una posta di 100 €, in un mercato di questo tipo, al giocatore torna in media circa 95 € e all’operatore circa 5 €.

Il numero va preso per quello che è: una stima media su molte giocate nelle condizioni dette, non un esito garantito per una singola scommessa. Una singola giocata da 100 € a quota 1,90 restituisce 190 € se vince, e zero se perde: il margine non si vede in nessuno dei due casi, e si vede benissimo in cinquemila. La conseguenza per il lettore è che il margine è la lente con cui guardare ogni quota di un torneo, e che la differenza tra due offerte sullo stesso incontro, quando c’è, è di solito più piccola di quanto sembri.

Una giocata che paga e una che trattiene

Il calcolo di una vincita è la parte semplice: con una puntata di 10 € a quota 1,90, il ritorno è 10 × 1,90, cioè 19 €, dei quali 9 € sono profitto netto. Nella multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo, e la parte trattenuta dal bookmaker si compone con la stessa aritmetica: due esiti a 1,90 formano una quota di 3,61, e il margine non si somma, si intreccia. È il motivo per cui una multipla lunga non è una strategia di valore: è una scommessa in cui il costo del bookmaker si accumula a ogni gamba aggiunta.

Su questo fronte i cataloghi non mancano di formati. L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. La varietà dei formati è reale; la convenienza no, e sono due cose diverse che il marketing tiene insieme.

Copertura dei mercati e limiti del palinsesto

La copertura è ampia e disomogenea. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Un catalogo così dice molto sulla logica commerciale e poco sulla profondità: avere il tennis in elenco non significa avere lo stesso numero di mercati sulla singola partita che un bookmaker specializzato costruirebbe.

Per il tennis la domanda giusta è quante vie di uscita esistono su una partita e quanto costano. Su questo, il limite non è solo commerciale: il palinsesto è approvato da ADM e gli eventi vengono autorizzati uno per uno. Quello che l’operatore mostra è sempre un sottoinsieme di quello che l’operatore potrebbe permettersi di costruire.

Tornei e competizioni: dove il tennis incontra l’offerta dei bookmaker

Il tennis è uno sport di tornei, non di campionati, e questo cambia il modo in cui l’offerta si organizza intorno a esso. Non c’è una stagione continua con le stesse squadre; ci sono finestre, e Wimbledon è la più riconoscibile dell’anno.

Il posto del tennis nel catalogo dei bookmaker italiani

Quasi tutti i grandi operatori mettono il tennis in elenco, ma con pesi diversi. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La formula è trasparente: il casinò è il cuore dell’offerta e le scommesse sportive sono il secondo servizio.

Altrove il tennis è dichiarato in modo più esplicito. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Un catalogo costruito su un partenariato di quel peso racconta dove sta l’attenzione commerciale; il tennis c’è, con la profondità che il mercato gli riconosce.

Mercati e funzioni oltre l’esito finale

Il modo in cui un operatore costruisce i mercati è più informativo del numero di sport in elenco. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il cash out è la funzione che cambia più di tutte il rapporto con una partita: chiuderla prima della fine significa scambiare l’incertezza residua con una cifra certa, e quella cifra è stabilita dal bookmaker, non dal mercato.

Il peso degli eventi virtuali e simulati

Accanto ai tornei veri esiste un mondo di eventi generati, e la legge lo riconosce: l’art. 2, lett. v), D.Lgs. 41/2024 definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati tramite animazione o un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Il punto è che qui non esiste alcuna partita da analizzare: non ci sono forma, superficie, testa a testa, niente. Non è una versione più veloce del tennis, è un prodotto diverso che si veste con le stesse parole.

L’app Lottomatica copre anche altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta; il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Un palinsesto virtuale che copre venti ore al giorno non è un contorno, è il prodotto principale di quella sezione, ed è utile riconoscerlo quando lo si trova accanto al torneo vero.

Ippica e betting exchange

L’ippica è, nella legge, due cose distinte. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, secondo l’art. 2, lett. h) — stanno alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Un bookmaker può avere la prima e non la seconda. È un esempio utile di quanto la singola voce di catalogo vada letta con attenzione: due prodotti apparentemente vicini possono avere basi autorizzative diverse.

Il betting exchange è un’eccezione nel panorama: l’art. 6, comma 1, lett. e) lo ammette come gioco separato, e l’art. 2, lett. u) lo descrive come la forma in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le parti. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che nulla è dovuto dal giocatore sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia da verificare caso per caso; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

I bookmaker con concessione ADM: confronto e criteri di valutazione

La classifica che segue mette in fila dieci marchi che risultano nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, ognuno con il proprio sito .it. Non è una graduatoria di convenienza né un invito a sceglierne uno: è il confronto tra chi ha titolo per operare in Italia e che cosa la sua offerta dichiara. Ogni marchio espone nei propri termini il numero di concessione e la ragione sociale del titolare.

Brand Concessione ADM e Concessionario Caratteristiche principali
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Betting exchange e mercati a quota fissa
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Streaming live e copertura eventi
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Bonus di benvenuto e accesso con SPID
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Casinò con sezione dedicata alle scommesse
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Ampia gamma di formati (live, pre-match, sistemi)
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Cash Out e streaming sportivo
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto generalista ed eventi di spettacolo
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Mercati pre-match e live definiti
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Partner globale e ampia copertura pre evento/live
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Eventi virtuali e ampia varietà di sport

panorami

Alcuni di questi marchi sono nati come casinò e hanno aggiunto un bookmaker, altri hanno la scommessa sportiva come prodotto centrale. La distinzione conta più di quanto sembri, perché determina dove finiscono gli investimenti: un operatore che vive di slot tratta il tennis come una voce di catalogo, uno che vive di quote lo tratta come un mercato da costruire. In entrambi i casi la concessione è la stessa cosa — un titolo per operare, non un giudizio sulla qualità dell’offerta — e il numero accanto al nome è il punto di partenza della verifica, non la sua conclusione.

Resta il punto di partenza della verifica di cui si è detto: la concessione è per sito, quindi il controllo va fatto sul dominio su cui si gioca, e il numero scritto nei termini va confrontato con la riga dell’elenco. Un marchio che compare in una pagina di confronto senza la riga corrispondente non ha titolo per accettare la scommessa, e nessuna posizione in una lista lo cambia.

Betfair: il marchio che porta un exchange in un mercato a quota fissa

Betfair ha la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., e opera sul proprio sito .it.

L’elemento distintivo sta nell’app Betfair Sport, che propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La lista dei mercati è quella tipica del calcio, ma il marchio ha alle spalle la storia dell’exchange — il formato in cui il giocatore può stare da entrambe le parti del banco e il concessionario mette solo in contatto anonimo le parti, come lo descrive l’art. 2, lett. u), D.Lgs. 41/2024 — e resta il primo marchio indicato con quella concessione, la 16028. Per chi cerca il tennis con meccanismi di scambio piuttosto che con un prezzo imposto, è il nome che il mercato italiano associa a questa formula da più tempo.

Il verdetto è che Betfair vale la lettura per il modo in cui costruisce i mercati, non per l’ampiezza del catalogo. La sua offerta nell’app è descritta su sport che non sono il tennis, e la parte interessante è la logica combinatoria: chi cerca una partita di tennis con la sola quota sull’esito trova le stesse cose che trova altrove. Chi cerca un modo diverso di stare sul mercato guarda qui. Le regole specifiche dei conti sull’exchange italiano, comprese quella puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, vanno lette nei termini del marchio prima di aprire, non dopo.

Lottomatica: copertura ampia e streaming dentro un gruppo a più concessioni

Lottomatica ha la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), e opera sul proprio sito .it. Lo stesso gruppo detiene anche la concessione di Goldbet, il che è un promemoria del fatto che la concessione è per sito e non per azienda.

L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Lo streaming è la specifica che pesa più di tutte in un torneo: due settimane di incontri in contemporanea sono un problema di attenzione prima che di puntata, e avere la partita dentro l’applicazione cambia il modo in cui si guarda il live. Il tennis ricade dentro «altri eventi», e la profondità dei mercati sul singolo incontro è cosa da controllare nel dettaglio del palinsesto.

Il verdetto è che Lottomatica si distingue per il modo in cui tiene insieme dati e visione della partita, non per un’attenzione particolare al tennis. La copertura degli eventi è ampia e il flusso in tempo reale è la parte che regge la decisione live; su un torneo breve, avere risultati e quote aggiornate nello stesso posto vale più che avere tre sport in più in elenco.

BetFlag: un bonus ampio e un ingresso verificato dell’identità

BetFlag ha la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., e opera sul proprio sito .it.

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €, ed è un bonus in denaro, non un gettone gratuito: la differenza si vede al momento del prelievo e nelle condizioni di svincolo, che sono quelle scritte nei termini dell’operatore. Sull’accesso, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Che l’identificazione sia proposta in quella forma dice come il conto viene costruito: non un profilo da aprire in trenta secondi, ma un’identità verificata prima di poter giocare.

Il verdetto è che BetFlag mette il bonus al centro della propria presentazione e la verifica dell’identità subito dopo. Chi cerca un importo di benvenuto consistente e si aspetta di dover dichiarare chi è, trova entrambe le cose; chi cerca specifiche sul tennis non le trova in questa descrizione, e la profondità dei mercati va controllata direttamente nel palinsesto del marchio. Una nota che vale per il tipo di bonus, non per questo marchio: un 100 % su saldo significativo è denaro reale da svincolare, e le condizioni di svincolo sono la parte da leggere per prima.

StarCasinò: un casinò con un bookmaker dentro

StarCasinò ha la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, e opera sul proprio sito .it. La stessa società compare anche dietro un altro marchio dell’elenco, ed è il caso più chiaro di concessione legata al sito e non all’azienda.

L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La descrizione è coerente con la struttura del marchio: il casinò è il prodotto principale, la scommessa sportiva è la seconda stanza. Per il tennis questo significa che con ogni probabilità si trovano i grandi appuntamenti, non necessariamente un catalogo profondo sulle due settimane del torneo.

Il verdetto è che StarCasinò non è il posto da cui partire se il tennis è il motivo per cui si gioca. Chi apre il conto per il casinò e vuole poter mettere una giocata sul Grande Slam trova la funzione disponibile e descritta in modo generico; chi cerca un bookmaker completo sul tennis farebbe bene a guardare dove la scommessa sportiva è il prodotto centrale e non un’aggiunta. Il fatto che la stessa società gestisca un secondo marchio dell’elenco è un dettaglio istruttivo: cambia il nome sul conto, non il titolare della concessione.

Goldbet: una gamma di formati sotto la stessa concessione di Lottomatica

Goldbet ha la concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), e opera sul proprio sito .it. La stessa società detiene anche la concessione di Lottomatica, e le due concessioni restano distinte: sono per sito.

L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La gamma dei formati è la parte più interessante della descrizione — singola, multipla, sistema, live, pre-match — perché dice che il marchio ha costruito l’offerta intorno ai modi di giocare più che intorno agli eventi. Il tennis sta in «altri sport», senza specifiche.

Il verdetto è che Goldbet somiglia a Lottomatica per la struttura e se ne distingue per la proposta al giocatore, più orientata ai formati che ai contenuti. Chi vuole il sistema o la multipla articolata li trova descritti; chi cerca una lettura dedicata del tennis sul sito del marchio non la trova, e il confronto con un operatore che ne parla è a sfavore di Goldbet su quel punto preciso.

Sisal: cataloghi enormi e una funzione per uscire prima della fine

Sisal ha la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., e opera sul proprio sito .it.

I numeri della sua app sono i più grandi della lista: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il tennis è nominato esplicitamente tra gli sport in streaming, ed è la specifica che lo distingue nel confronto su questo torneo. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Sul bonus, il meccanismo di accesso è quello standard: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.

Il verdetto è che Sisal è il marchio di questa lista che parla del tennis senza doverlo dedurre, e con il cash out aggiunge la funzione che più pesa su un torneo a eliminazione: chi si trova in vantaggio al quarto set può chiudere prima della fine e non deve aspettare il quinto. La dimensione dei cataloghi è un argomento a doppio taglio — più scelta, ma anche più occasioni di giocare senza aver studiato nulla — e il tennis in streaming è la sua carta migliore su questa pagina.

Eurobet: lo sport largo e la doppia veste di concessionario

Eurobet ha la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e opera sul proprio sito .it. La società è quella che, secondo l’elenco dei concessionari, gestisce anche Bwin e Gioco Digitale: la concessione è per sito, e questa è la dimostrazione più concreta del principio.

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Il tennis è nominato tra i primi sport, il che è una dichiarazione di intenti più che un dato sulla profondità dei mercati; la presenza di eventi di spettacolo e di politica, invece, è un dato di fatto sul tipo di operatore, che costruisce la propria offerta sull’ampiezza del palinsesto più che sulla specializzazione sportiva.

Il verdetto è che Eurobet è il marchio più «generalista» del gruppo e il più istruttivo sul piano giuridico, perché mostra come un unico titolare possa stare dietro a più siti. Per il tennis offre l’ingresso, non la specializzazione: chi vuole un mercato costruito sulla partita cerca altrove, chi vuole un catalogo che copra tutto l’anno e ogni sport trova qui quello che cerca.

Betsson: pre-match e live su un catalogo di mercati definito

Betsson ha la concessione ADM n. 16027, intestata a Azzurri Limited, e opera sul proprio sito .it. La stessa società è anche dietro un altro marchio dell’elenco: due nomi diversi, un solo concessionario, due siti distinti.

L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La lista dei mercati è definita e leggibile, e dice che il marchio ha costruito l’offerta intorno a un numero finito di famiglie di giocate. La copertura è dichiarata in migliaia di eventi tra pre-match e live, ma il tennis non ha una menzione propria nella descrizione dell’app.

Il verdetto è che Betsson gioca la carta del catalogo di mercati piuttosto che della specializzazione sportiva, e sull’erba questo si sente. La struttura dell’offerta — due modalità, cinque famiglie di mercati — è chiara e verificabile; chi cerca specifiche sul tennis non le trova in questa descrizione, e sul torneo il confronto con i marchi che lo nominano esplicitamente non è favorevole. Chi vuole un bookmaker prevedibile e sa già cosa cerca, invece, qui lo trova scritto.

bet365: un catalogo di sport costruito intorno a un partenariato globale

bet365 ha la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, e opera sul proprio sito .it.

Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il tennis compare in un elenco ampio, e la doppia modalità pre evento e live è dichiarata. Sul versante della tutela, gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un catalogo così grande convive con strumenti di controllo altrettanto espliciti, e le due cose vanno lette insieme.

Il verdetto è che bet365 è il marchio con la presentazione sportiva più solida della lista e quello la cui attenzione commerciale è meno rivolta al tennis: il partenariato che espone riguarda il calcio di club, e su un torneo di due settimane su erba l’utilità dell’offerta dipende da quanto il marchio costruisca davvero i mercati sulla singola partita. Chi cerca un bookmaker generalista e strutturato trova una casa solida; chi cerca qualcuno che parli di Wimbledon non lo trova qui.

NetWin: molti sport, un catalogo virtuale e nessuna specifica sul tennis

NetWin ha la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., e opera sul proprio sito .it.

L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Il tennis è il secondo sport nominato, e accanto sta la parte che pesa di più in termini di volume: gli eventi virtuali che ripartono ogni due minuti. Per un torneo reale come Wimbledon, la sezione che si aggiorna ogni due minuti è la parte che rischia di assorbire l’attenzione.

Il verdetto è che NetWin mostra un catalogo ampio e una forte componente di eventi simulati, e su un torneo vero come questo resta il più esposto al rischio opposto a quello che il lettore immagina: non pochi mercati, ma troppi prodotti vicini che sembrano tennis e non lo sono. Chi distingue con chiarezza i due mondi trova un bookmaker completo; chi non la fa rischia di giocare su un prodotto che non ha nulla da analizzare.

Come cambia la classifica per chi punta sul Grande Slam

Il tennis ha una stagione fatta di finestre, e Wimbledon è la più stretta di tutte: due settimane, un centinaio di partite di singolare, un formato che nessun altro torneo usa. Da questa forma nascono due esigenze che i marchi soddisfano in modo diverso. La prima è la profondità sul singolo incontro, che solo chi costruisce mercati per il tennis offre in modo riconoscibile. La seconda è la gestione della partita in corso: due settimane di incontri sovrapposti sono un problema di attenzione, e chi mette insieme quote, risultati e streaming risolve un problema che gli altri lasciano al giocatore.

Su entrambi i fronti la lista non è uniforme, e la classifica cambia a seconda di cosa si cerca. Chi vuole il tennis nominato esplicitamente trova Sisal e NetWin, che lo citano, e bet365 ed Eurobet, che lo mettono in un elenco più largo. Chi vuole una funzione per uscire da una partita già iniziata trova Sisal. Chi vuole leggere come un operatore costruisce le giocate trova Betfair e Betsson. Chi infine vuole capire come funziona la concessione italiana ha in Eurobet, Lottomatica, Goldbet, Betsson e StarCasinò i casi concreti che mostrano i due principi: per sito, e mai per azienda.

Il meccanismo delle scommesse sul torneo: come si arriva dalla concessione alla cifra sul conto

Messi insieme i pezzi, il percorso che porta dai 52 codici di ADM alla cifra che compare sul conto è breve ma ha più passaggi di quanti il giocatore ne immagini. E ognuno di quei passaggi è un punto in cui qualcosa può andare diversamente da come sembra.

La sequenza: concessione, palinsesto, quota

Il primo passaggio è l’esistenza di un sito con concessione sul dominio su cui si gioca, verificabile nell’elenco pubblicato da ADM. Il secondo è l’evento approvato dentro il palinsesto, e l’autorizzazione arriva evento per evento. Il terzo è la quota, un prezzo che incorpora una stima e una parte trattenuta — quel margine che in un mercato a due esiti a 1,90 si aggira intorno al 5 %. Il quarto è la giocata, presa entro i limiti che il giocatore stesso ha impostato al momento della registrazione. Il quinto è il ritorno, che a quota fissa è puntata per quota: 10 € a 1,90 fanno 19 € di ritorno, 9 € di profitto.

Saltare uno di questi passaggi non è possibile, ma è facile credere di averlo fatto. Il confronto tra siti che qualsiasi motore di ricerca restituisce non contiene nessuno dei primi due, e la parte che manca è quella che determina se la vincita arriverà mai.

Che cosa resta delle tutele quando il torneo è finito

L’ultimo passaggio è quello che non si vede. La concessione porta con sé l’iscrizione al RUA, la vigilanza di ADM, gli obblighi dell’art. 15 sugli strumenti di autolimitazione e un foro competente italiano in caso di contestazione. Un marchio senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, dice testualmente, nella lettura che ne dà ADM: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda non è pubblico, e non risulta alcun procedimento contro un giocatore per questa ragione: la regola esiste come norma, non come prassi documentata.

Vale la pena essere netti: questa è la differenza che rende irrilevante ogni altra voce di confronto. Un decimo di punto di quota in più su un sito estero non compensa la perdita del registro degli autoesclusi, della vigilanza e della possibilità di far valere un diritto in Italia.

Quanto costa il bonus in termini di giocate

Un bonus in denaro non è una vincita. Il bonus di benvenuto è il termine con cui gli operatori lo chiamano, e il Decreto Dignità — art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018 — riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto di legge all’importo né ai requisiti di puntata, quindi importi, requisiti e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore.

Il meccanismo da capire è che un bonus va svincolato giocando, e che ogni giocata di svincolo paga il margine del bookmaker. Qualsiasi sia il valore dell’offerta, il costo di svincolarla sta nella testa di chi la propone, non in quella di chi la accetta: ogni quota minima richiesta e ogni moltiplicatore sono lì per garantire che il margine assorba il regalo. Chi legge i requisiti prima di accettare non fa la figura di chi scopre a metà strada che il denaro era condizionato. Su questo il sistema è comodo per l’operatore: il decreto vieta la réclame ma non il regalo, e così il prodotto viaggia nei termini, dove nessuno pubblicizza nulla.

La tassazione: chi paga e con quale modello

Chi gioca su un concessionario ADM non dichiara nulla di ciò che vince. L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è dovuta dal concessionario — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero è da confermare — con un’aliquota del 24,5 % se la raccolta è a distanza e del 20,5 % se è sulla rete fisica, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite pagate. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote, prima del 43 % e del 47 %; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Il giocatore riceve la somma netta e non presenta nulla: è una ricostruzione riportata dalla stampa specializzata, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione pratica è che conviene consultare un commercialista davanti a un caso concreto. Chi invece gioca su siti esteri non gode di nulla di tutto questo: la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza detrazioni. Nella lettura pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

Perché i prezzi su Wimbledon cambiano durante il torneo

L’ultima cosa che il lettore deve aspettarsi è che il prezzo resti fermo. Le quote si muovono con le informazioni: un ritiro, un infortunio, un risultato a sorpresa nel turno precedente, e la superficie che si consuma. In un torneo di due settimane la quantità di informazione nuova è alta, e il mercato la incorpora in fretta. Chi guarda una quota il lunedì e la gioca il venerdì sta giocando su un altro prezzo, e non se ne accorge.

Il margine, però, non si muove con le notizie. Quello resta la lente stabile del confronto, ed è l’unica cosa che il giocatore può misurare senza dover prevedere niente. Un prezzo che sembra alto in un mercato con margine grosso non è un’occasione: è una probabilità più bassa pagata cara. E con questo si arriva al punto in cui la pagina ha cominciato: il torneo è finito, il conto resta, e le regole che lo governano sono le stesse che lo governavano il 29 giugno.

Domande frequenti sulle scommesse a Wimbledon

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto predisposto dal concessionario e approvato da ADM, che aggiunge gli eventi uno per uno: l’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce così il programma delle giocate. Un Grande Slam ha ottime probabilità di esserci, la singola sessione o il match di qualificazione no. L’autorizzazione non si eredita da un’edizione all’altra.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca la riga nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e si legge a quale sito .it è legata, poi si apre quel sito e si controlla che l’offerta sportiva ci sia davvero. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome in lista non dimostra da solo che si accettino scommesse sportive. La concessione è per sito, mai per azienda.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a 1,90 restituiscono 19 €, dei quali 9 € sono profitto netto. Nella multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo, e la parte trattenuta dal bookmaker si compone allo stesso modo, non si somma. Il ritorno vale solo se la giocata vince.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di payout, e il margine è 100 % meno quella. In un mercato illustrativo a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il payout si aggira intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. È una stima media, non un esito di una singola giocata.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

L’imposta unica la paga il concessionario, non il giocatore: il prelievo è calcolato sulla differenza tra somme giocate e vincite pagate, con aliquote diverse tra raccolta a distanza e rete fisica. Chi gioca su un sito estero, invece, dovrebbe dichiarare le vincite come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate. Non è consulenza fiscale: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e i protocolli approvati da ADM prevedono anche limiti fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco. Una riduzione del limite ha effetto immediato, un aumento aspetta sette giorni. Il limite di deposito che ADM fissa in sede di gara non è un dato pubblico, quindi il livello effettivo è quello che si imposta da sé.

Contenuto creato dal team «scommessericarica»