Lista dei siti di scommesse in Italia 2026: chi ha la concessione e a quali condizioni

Updated Ottobre 2026
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Tre palloni di sport diversi allineati uno accanto all'altro su una panca di legno

Chi cerca un elenco di siti di scommesse utilizzabili in Italia si imbatte in due tipi di risposta. Il primo è un catalogo di dieci o quaranta marchi con una quota accanto e nessuna spiegazione di dove quella quota venga. Il secondo è la pagina dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che si chiama elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e non somiglia in niente a un catalogo commerciale. La differenza tra le due, per chi deve decidere dove mettere i soldi, è tutta la questione.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Un bookmaker che accetta giocate da un giocatore in Italia ha bisogno di una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza. Non è una licenza che si compra, non è un bollino che si appende alla home page: è un titolo assegnato per gara pubblica, uno per sito, con un numero e una durata. La lista vera è quella, e nessuna classifica — nemmeno questa — vale come concessione.

Da lì discendono conseguenze che si vedono solo più tardi. Il limite di deposito che si sceglie in registrazione vale su un operatore ma non su un .com estero. L’autoesclusione funziona su tutto il gioco online autorizzato e non tocca chi sta fuori. Le vincite arrivano senza tassazione in capo al giocatore, perché l’imposta la paga chi organizza. E il margine che il bookmaker si tiene, il numero che nessuno stampa in prima pagina, si legge dalle quote stesse: il prezzo di ogni schedina lo contiene già.

Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; le concessioni e i riferimenti normativi sono verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sui documenti degli operatori.

Come riconoscere un bonus che conviene e uno che non conviene

Tre parole ricorrono in ogni pagina promozionale italiana: bonus di benvenuto, bonus senza deposito, requisiti di rigioco. La prima e la terza convivono sempre; la seconda molto meno, e chi la usa lo fa per una ragione che non è la generosità. Distinguere le tre cose è il primo passo, e conviene farlo prima di leggere qualsiasi condizione, perché la struttura dell’offerta decide quali condizioni avranno senso.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Le forme dell’incentivo, dalla più semplice alla più insidiosa

Il bonus reale è denaro che entra nel conto gioco e si comporta come il resto del saldo. È la forma più pulita e la più rara. NetWin, nell’offerta Sport-50, accredita il 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 €, riservandola ai nuovi giocatori con conto verificato: è un bonus reale, quindi non si sconta in credito virtuale da rigiocare.

Il bonus di verifica è la variante condizionata. William Hill accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID; chi sceglie la registrazione manuale riceve invece un bonus di verifica da 5 € dopo aver inviato i documenti entro 96 ore. La differenza tra i due importi — dieci contro cinque — è il prezzo della comodità: chi ha SPID incassa subito, chi non ce l’ha aspetta i controlli e prende la metà. Non è un dettaglio burocratico, è un incentivo a identificarsi in fretta, scritto nel linguaggio dei soldi.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

Il bonus a spendibilità vincolata è il terzo tipo. Sisal riconosce il bonus di benvenuto a chi è titolare di un conto di gioco, si registra sul sito o dall’app e fa una prima ricarica; il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Serve una ricarica, quindi non è tecnicamente un bonus senza deposito, anche se il linguaggio del mercato lo infila spesso in quella casella.

Poi ci sono le offerte che al bonus aggiungono il contorno promozionale. SNAI prevede per i nuovi utenti dell’app un bonus di benvenuto, più promozioni settimanali e offerte periodiche. Lottomatica riserva bonus ai nuovi iscritti che aprono un conto gioco e accompagna la registrazione con promozioni settimanali. Goldbet, dall’app, permette di ricevere il bonus di benvenuto scaricando l’app e registrandosi. Nessuno di questi tre comunica nel listino quanto valga il credito in denaro sonante, ed è la ragione per cui il confronto tra loro va fatto sul palinsesto, non sull’importo.

Quanto vale davvero un credito promozionale

Il conto che nessuna promozione mostra è breve. Un bonus di 50 € speso su una quota 1,90 non vale 95 € di valore atteso, perché la parte di stake non torna indietro se la giocata va a buon fine e perché il mercato paga meno di quello che incassa. Il calcolo del valore medio di un credito promozionale parte dall’importo, moltiplica per la quota meno uno, divide per la quota e applica la quota di payout del mercato: è la stima di quanto un’offerta valga in media, non di quanto possa vincere.

Dove i dati mancano, il ragionamento resta lo stesso in forma qualitativa. Un bonus che entra come denaro reale, come quello di NetWin, vale più di un credito della stessa cifra legato a una ricarica e spendibile solo sul palinsesto. E un bonus da 5 € subordinato all’invio di documenti entro 96 ore è, in pratica, un rimborso del tempo speso a fare le fotografie ai documenti.

Requisiti di puntata, quota minima e scadenze: cosa tolgono davvero

Qui il mercato italiano è anomalo, e vale la pena dirlo prima di descrivere le clausole. L’ADM non impone un tetto statutario né ai bonus né ai requisiti di rigioco: la materia è già bandita dalla pubblicità dal Decreto Dignità, e tutto il resto lo decide l’operatore nei propri termini. Per il giocatore significa che non esiste un «massimo di legge» a proteggerlo. Significa anche che due offerte dallo stesso importo nominale possono costare somme molto diverse.

Il requisito di puntata si legge così: un bonus vincolato a un multiplo di rigioco obbliga a giocare quella somma prima di poter prelevare, e i multipli alti trasformano un regalo in un incarico. La quota minima fa il resto. Un rigioco che accetta solo giocate a partire da una certa quota esclude le combinazioni prudenti, quelle che un giocatore userebbe per far girare il credito con il rischio più basso, e lo spinge verso prezzi più lunghi. La scadenza, infine, è il vincolo che si vede meno: un credito che scade in pochi giorni si perde in silenzio, senza che nessuno scriva niente.

Queste clausole non sono equivalenti tra loro e non si sommano come vorrebbe chi cerca il conto unico. Un’offerta con rigioco basso ma quota minima alta e scadenza corta può costare più di un’offerta con rigioco doppio, quota minima libera e nessuna fretta. È il tipo di confronto che nessun comparatore pubblica, perché richiede di leggere tre documenti invece di una tabella.

Un minimo di deposito non è un minimo di ricarica qualunque

Il deposito minimo di 20 € che NetWin chiede per l’offerta Sport-50 è la soglia d’ingresso a quella promozione, non un limite dell’operatore. Il limite di deposito è un’altra cosa: è il tetto che il giocatore stesso sceglie in registrazione, e che l’operatore non può alzare al posto suo. Confondere i due produce una sensazione di sicurezza che non regge.

La ricarica, poi, ha in Italia un canale che non esiste altrove. Il punto vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — carica il conto di gioco solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti entro 100 € alla settimana complessivi. Non paga vincite, non restituisce saldo, e la registrazione in quel registro costa al punto vendita 100 € l’anno. Chi ricarica dal tabaccaio deve saperlo prima di arrivare allo sportello: il viaggio di andata esiste, quello di ritorno no.

A chi conviene aspettare e a chi conviene giocare prima

La sequenza pratica è questa. Prima si apre il conto gioco e si sceglie il limite di deposito, perché quella scelta appartiene alla registrazione e non si può saltare. Poi si completa l’identificazione: con SPID il conto è pienamente operativo prima, con il documento caricato a mano il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Solo dopo conviene guardare le promozioni, perché un bonus senza un conto verificato resta fermo.

Chi apre il conto per provare un’offerta e magari non restare ha interesse a scegliere subito un limite di deposito basso: abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni. Chi invece ha già deciso quanto spenderà e punta solo a sfruttare un credito promozionale può permettersi un limite più alto dall’inizio, sapendo che nessuno glielo cambierà dall’esterno. In entrambi i casi l’ordine giusto è lo stesso: prima i limiti, poi il bonus, mai il contrario.

Palinsesto e tornei: cosa c’è dentro una lista di eventi

In Italia non si scommette su quello che passa per la testa al bookmaker. Il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una giocata si accetta solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge eventi uno per uno. Per il giocatore la conseguenza è concreta: un torneo che esiste nel mondo può non essere giocabile qui, e l’assenza di un mercato non è una dimenticanza dell’operatore.

Il calendario che conta: calcio, coppe e campionati esteri

Il calcio resta il centro dell’offerta e le applicazioni lo dichiarano senza giri di parole. Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e le competizioni di club come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita. Goldbet mette insieme schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.

La distanza tra questi tre non è nei campionati principali, che sono gli stessi per tutti, ma in quello che c’è sotto. La Serie C e le coppe minori separano l’operatore che riempie il palinsesto dal calendario essenziale, e sono la prima cosa da controllare quando la propria schedina riguarda una partita che non va in onda da nessuna parte.

Su scala internazionale, bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e propone scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live. È l’unico dei dieci a dichiarare un ruolo di partner dentro una competizione: cambia poco sul prezzo delle quote, ma dice qualcosa su quanto quella competizione pesa nel palinsesto.

Volumi, dirette e mercati: dove si vede la differenza tra un bookmaker e l’altro

I numeri grossi vanno letti per quello che sono: dichiarazioni dell’operatore, non certificazioni. Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno tra calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.

La diretta gratuita è il servizio che pesa più di quanto sembri, perché giocare live senza vedere l’evento significa scommettere su un punteggio che si aggiorna. Chi gioca in-play con regolarità dovrebbe trattare lo streaming come parte del prodotto, non come un extra: senza immagine, il live diventa una scommessa sulla velocità del proprio telefono rispetto a quella degli altri.

Sui tipi di giocata la forbice si allarga. Eurobet offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Goldbet tiene il catalogo più tradizionale, con singole, multiple e sistemi. SNAI va invece sulla profondità del singolo evento: la funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.

Chi cerca il prezzo più alto su un mercato raro trova terreno fertile dove il palinsesto è largo, ma paga quella larghezza con la liquidità: un mercato sulle elezioni si muove lentamente e una quota fuori linea resta fuori linea per minuti, non per secondi. Chi invece gioca solo 1X2 di Serie A non guadagna niente da queste sezioni, e farebbe meglio a confrontare gli operatori su quanto costano i mercati principali.

I Virtuali: un prodotto a sé, con una regola tutta sua

Il calcio simulato non è calcio. La legge definisce le scommesse su eventi simulati come giocate su eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. Il palinsesto degli operatori ha una sezione «Virtuali» dedicata, e lì la logica cambia: non c’è una partita da guardare, c’è un ciclo che si ripete.

Le offerte sono ampie e dichiarate. Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle sette del mattino alle tre di notte, e affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Lottomatica propone calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Eurobet ha una sezione virtuale con partite simulate — Campionato, Big Match, Derby — corse di cavalli, corse di cani e Palline 2.0.

La regola fiscale dei virtuali è diversa da quella delle scommesse a quota fissa: le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Non è una tassa del giocatore, è un’imposta dell’operatore, ma spiega perché il margine medio dei virtuali tenda a essere meno generoso di quello di un 1X2 di cartello: il prodotto vive di cicli rapidi e di un prelievo che non dipende dal risultato.

L’ippica, che in Italia è due cose diverse

Le corse dei cavalli sembrano una sezione, e sono due. Le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la concessione per le scommesse sportive; i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione autonoma. Un operatore può avere l’una e non l’altra, e il nome dello stesso ippodromo può comparire in due posti diversi del suo listino.

Per chi punta sull’ippica, la domanda da fare non è «avete l’ippica» ma «quale delle due». La risposta sta nel biglietto, non nella home page: la tipologia di giocata dichiara da sola in quale delle due caselle si sta entrando.

Valutazione dei dieci operatori con concessione ADM: come li abbiamo letti

La classifica che segue non è una graduatoria di generosità. È un confronto tra i dieci concessionari che hanno una scheda in questa pagina, ordinati come sono, su tre cose verificabili: il numero di concessione e la società che lo detiene, quello che i loro termini dichiarano sul gioco responsabile e quello che le loro applicazioni dichiarano sull’offerta sportiva.

Prima di leggere le schede, una nota che vale più di tutte le schede. La concessione è per sito, non per azienda. ADM tiene un elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: al 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici che vanno da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. Una stessa società può comparirvi più volte. Eurobet Italia S.r.l. per esempio gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E soprattutto: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Una riga dice che quella società ha una concessione, non che quel sito offra scommesse sportive, perché il concessionario può detenere il diritto alle scommesse, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casinò, al betting exchange o al bingo in qualsiasi combinazione. Che un sito offra un bookmaker lo dimostra il suo sito, non l’elenco di ADM.

Il secondo punto riguarda chi non c’è. Il numero delle concessioni è chiuso e l’elenco è pubblico: chi vuole verificare un marchio lo trova lì, oppure non lo trova. Un marchio assente dalle dieci schede di questa pagina non è per questo privo di licenza — la lista non è esaustiva del mercato — e un marchio presente non è per questo consigliato.

Marchio Numero di concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul gioco responsabile
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi, con effetto su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. termini dell’operatore consultabili sul sito
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. termini dell’operatore consultabili sul sito
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. termini dell’operatore consultabili sul sito
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. termini dell’operatore consultabili sul sito
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. termini dell’operatore consultabili sul sito
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa termini dell’operatore consultabili sul sito
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc termini dell’operatore consultabili sul sito
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited termini dell’operatore consultabili sul sito

Due colonne su tre raccontano la stessa storia con parole diverse: la prima dice chi risponde delle giocate davanti ad ADM, la seconda dice cosa quell’operatore ha scelto di scrivere al giocatore prima che compili il primo biglietto. Nella terza colonna poche righe sono piene, e non è un caso: la trasparenza sui propri strumenti di tutela è una scelta editoriale dell’operatore, non un obbligo di formattazione. Dove la casella resta generica, la cosa onesta è dirlo e rimandare al documento, perché un limite che non si trova scritto non esiste finché non lo si va a cercare.

Il caso di Lottomatica e Goldbet merita una riga a parte, perché nella colonna della concessione compare due volte la stessa società. Chi apre un conto su uno dei due marchi ha davanti la stessa struttura, gli stessi obblighi e lo stesso titolare della concessione; cambiano il marchio e il palinsesto commerciale. Per un giocatore che confronta due conti, questo significa che il confronto tra Goldbet e Lottomatica è un confronto interno, non una scelta tra due soggetti giuridici diversi.

Quanto costa una giocata: quote, payout e margine del bookmaker

Fin qui si è parlato di chi può offrire. Ora la parte che decide se quell’offerta conviene: il prezzo. Una quota non è una previsione, è un prezzo con dentro il compenso di chi lo scrive, e il margine si legge dalle quote stesse senza bisogno di credere a nessuno.

Dalla quota alla vincita: il conto di base

Una scommessa a quota fissa si liquida con due moltiplicazioni. Il ritorno di una giocata singola è la puntata per la quota; il profitto netto è la puntata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 1,90 il ritorno è 19 € e il profitto è 9 €. Niente di misterioso, ma vale la pena dirlo perché metà delle discussioni sui bonus nasce dal confondere il ritorno con il profitto: quando una promozione promette di raddoppiare la prima giocata, non promette di raddoppiare il guadagno.

La combinazione cambia la scala, non la formula. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo: due eventi a 1,90 danno 3,61, tre danno 6,859. Il profitto cresce in fretta, e con lui la probabilità che il biglietto non arrivi mai, perché le condizioni si compongono allo stesso modo delle quote. Le schedine a sistema, che gli operatori italiani offrono accanto a singole e multiple, servono proprio a questo: coprire alcune combinazioni di una multipla senza rinunciare all’idea di farla lunga.

Il margine che il bookmaker trattiene: quanto vale su un mercato vero

Un mercato a due esiti quotati entrambi a 1,90 è l’esempio più comodo per vedere il meccanismo. La quota di payout — la parte di ogni unità giocata che il mercato restituisce — è uno diviso la somma degli inversi delle quote: con 1,90 e 1,90 si ottiene circa il 95 %. Il margine del bookmaker è quello che resta, ossia circa il 5 %. Se le quote scendessero a 1,80 contro 1,80, il payout scenderebbe intorno al 90 % e il margine salirebbe intorno al 10 %: su ogni 100 € giocati su quel mercato, la differenza tra le due configurazioni vale più o meno 5 € in tasca al bookmaker.

La banda va letta come tale, e il motivo è che la larghezza del margine non è la stessa su tutto il listino. Un mercato principale di calcio, con molta offerta e molti concorrenti, sta nella parte bassa; un mercato di nicchia, con pochi prezzi e poca liquidità, sta nella parte alta. Un tre per cento su un 1X2 di Serie A e un dieci per cento su un mercato raro descrivono lo stesso operatore in due momenti diversi della stessa giornata. Chi gioca quasi sempre i mercati principali si trova, senza far nulla, nella parte generosa della forchetta; chi cerca il mercato esotico paga sempre il prezzo della rarità, anche sullo stesso sito e con lo stesso conto.

Il confronto tra operatori va quindi fatto per mercato, non per brand. Due siti che pubblicano la stessa quota su un derby possono avere margini molto diversi su un campionato minore, e nessuna graduatoria fatta sui titoli di giornata lo mostra.

Cosa cambia per chi gioca e per chi guarda soltanto

Il margine non è una tassa aggiuntiva, è la ragione per cui il valore atteso di una giocata isolata è negativo e non neutro. Non serve a giudicare una singola schedina: su un biglietto da 10 € nessuno sente un punto e mezzo di margine. Serve a giudicare centinaia di schedine, ed è lì che la differenza diventa visibile.

Chi punta due volte l’anno su una finale non ha molto da guadagnare dal confronto dei payout, ma prima di una giocata importante conviene comunque guardare le due quote. Chi gioca con regolarità, per contro, dovrebbe trattare il margine come il primo parametro e la quota di benvenuto come il secondo, perché il bonus è un evento una volta sola mentre il prezzo accompagna ogni singola giocata. Un’offerta generosa su un listino caro si consuma in poche settimane.

Il payout e il margine sono due letture dello stesso dato: se il payout è il 95 %, il margine è il 5 %. Scrivere l’uno o l’altro è indifferente; scriverli entrambi come se fossero due cose diverse è il modo in cui certi comparatori fanno sembrare ricco un listino povero.

Le regole che valgono su un sito con concessione ADM

Il quadro legale italiano è cambiato di recente e in modo pesante. Il riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Le concessioni non si concedono a sportello: sono assegnate con gara pubblica. La gara di settembre 2025 ha attribuito 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni.

La durata è il primo dato da tenere a mente: i vincitori della gara possono gestire uno o più dei giochi ammessi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Requisiti e condizioni restano fissati per tutta la durata — capitale sociale con sede nello Spazio economico europeo, piano di investimenti, impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara — e sia i termini della concessione sia il regime fiscale non cambiano durante il periodo.

L’articolo 6, comma 1 del decreto elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Un concessionario può detenerne uno o più, in qualsiasi combinazione.

Come si verifica se un bookmaker ha la concessione ADM

Il metodo è semplice e non richiede intermediari. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il numero. Ogni riga dell’elenco è legata a un sito .it e ogni operatore è tenuto a dichiarare la propria concessione e la propria società nei termini d’uso del sito. Le due cose devono coincidere.

Il passaggio che quasi tutti saltano è il secondo. Trovare un marchio nell’elenco dimostra che quel sito ha una concessione, non che offra scommesse sportive. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e la concessione può coprire casinò, poker, bingo o exchange senza scommesse sportive. Che il bookmaker esista lo dice il sito dell’operatore, con il suo palinsesto. È una distinzione che sembra accademica finché non si cerca di piazzare una giocata su un conto aperto altrove.

Il terzo passaggio riguarda i conti di gioco e la loro identificazione. Un conto di gioco richiede identificazione piena. Le strade sono due: la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure SPID. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’età non è una raccomandazione: l’articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto mette la tutela dei minori tra i principi, e le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco.

Il palinsesto approvato e i limiti che ADM non fissa

Alcuni confini del gioco italiano non stanno nei termini dell’operatore. Il palinsesto, definito dall’articolo 2, lettera s) del decreto come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, delimita cosa si può giocare: una giocata si accetta solo su eventi che stanno dentro quel programma, e ADM aggiunge eventi singolarmente. Nel settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.

Il rovescio della medaglia è che non esiste un tetto statutario in euro alle puntate sulle scommesse sportive. Gli strumenti che vincolano davvero sono due, e sono entrambi in mano al giocatore: i propri auto-limiti e il limite di deposito scelto in registrazione. La cifra del limite che ADM fissa nella gara di concessione non è pubblica, e chi cerca «il massimo di legge» sta cercando una cosa che non c’è.

Quello che l’articolo 15 del decreto impone al concessionario è un pacchetto di strumenti: auto-limiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. È l’elenco che rende la frase «gioco responsabile» qualcosa di verificabile invece di uno slogan.

Pubblicità, bonus e quello che il Decreto Dignità vieta

Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.

La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, e il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Nel 2026 è stata proposta, senza esito noto, una modifica alla legge di bilancio per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Il divieto resta in vigore.

Per il giocatore la conseguenza è doppia e vale la pena spiegarla. Da un lato le promozioni non possono più essere raccontate in televisione, allo stadio o sui giornali: quello che arriva è meno, e arriva per canali diretti. Dall’altro il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus, che resta perfettamente legale e resta regolato solo dai termini dell’operatore. L’effetto è un mercato in cui le condizioni delle offerte sono scritte in documenti che pochi leggono — ed è esattamente il motivo per cui conviene leggerli.

Imposta unica e vincite: chi paga cosa

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è pagata dall’operatore, non dal giocatore: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Lato giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte», e chi vuole certezza sul proprio caso deve consultare un commercialista. È una posizione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria.

Il discorso cambia radicalmente fuori dal perimetro delle concessioni. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come redditi diversi, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va intesa come andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Siti non autorizzati: cosa rischia chi ci gioca

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il blocco funziona a livello di DNS e alcuni fornitori tardano ad applicarlo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore: il termine tecnico per il risultato è «oscurati», e descrive bene la natura provvisoria della misura.

Poi c’è il lato del giocatore, che è la parte che il marketing offshore non racconta. ADM, il 28 febbraio 2024, ricorda che la legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’articolo 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Quanto valga l’ammenda in euro, e se esistano casi concreti contro un giocatore, non è dato sapere. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano; un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM stessa, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non valgono nulla. Quella zona è semplicemente priva di protezione: non c’è un registro a cui appellarsi e non c’è un’autorità a cui rivolgersi.

Il betting exchange, un gioco con una regola diversa

Il decreto prevede anche il betting exchange, chiamato punta e banca: all’articolo 6, comma 1, lettera e) come gioco ammesso, e all’articolo 2, lettera u) come scommessa a quota fissa con interazione diretta tra i giocatori, dove il giocatore può fare la parte del puntatore o quella del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.

La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 cent, e un articolo di stampa del 2024 afferma che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028. Un giocatore abituato al bookmaker tradizionale che si affaccia all’exchange trova un prodotto in cui può anche perdere denaro facendo il banco, e in cui il margine non è incorporato nella quota: è la struttura dell’offerta a essere diversa, non il prezzo.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che il giocatore trova davanti

Le regole di cui sopra diventano concrete solo quando si aprono gli strumenti. La parte di prevenzione che conta per un giocatore è fatta di tre cose: il limite che sceglie all’inizio, la pausa che prende quando vuole fermarsi e l’autoesclusione che chiude tutto. Nessuna delle tre è un consiglio; sono funzioni dentro il conto.

Il limite di deposito scelto in registrazione

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e la scelta fa parte dell’apertura del conto, non di un’impostazione facoltativa. Il meccanismo che conta è l’asimmetria: una riduzione ha effetto immediato, mentre un aumento richiede sette giorni. È un ritardo pensato per togliere valore al momento di entusiasmo, e funziona proprio perché è scomodo.

AdmiralBet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa regola: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È il tipo di schermata che si compila di fretta per arrivare al pulsante successivo. Chi sceglie un tetto alto «tanto poi lo abbasso» ha capito il meccanismo al contrario: la parte facile è abbassare, e conviene usarla.

Il limite di deposito non è l’unico strumento di questo tipo. Il decreto impone al concessionario anche auto-limiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici su durata della sessione e spesa, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Sono obblighi che non dipendono dalla buona volontà del singolo operatore, e questo li rende la parte del quadro su cui un giocatore può contare davvero su tutti i concessionari.

Pause, avvisi e autoesclusione: come si ferma un conto

AdmiralBet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La seconda parte del dato è quella che cambia la vita a chi ha un problema: un periodo breve serve a un raffreddore, non a una ricaduta.

Bet365 elenca fra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La pausa e l’autoesclusione non sono la stessa cosa, e la differenza si sente sul portafoglio: una pausa chiude il conto per il tempo scelto, un’autoesclusione entra nel RUA e non si aggira aprendo un conto da un’altra parte.

Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. È la ragione per cui l’autoesclusione è uno strumento serio e non un pulsante decorativo, ed è anche la ragione per cui conviene farlo solo quando lo si vuole davvero: uscirne non è immediato. Dal 1° febbraio 2026 si aggiungono forme di esclusione parziali, per categoria di prodotto, e i periodi e le forme sono quelli che gli operatori e ADM pubblicano nelle proprie pagine.

Il punto che sfugge quasi sempre: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com estero non è protetto da nessuno, e non c’è un registro che lo fermi. Lo strumento più efficace del sistema italiano è anche quello che si perde per primo uscendo dal perimetro autorizzato, ed è la ragione più concreta per cui la concessione conta anche quando non si ha nessuna intenzione di escludersi.

Trasparenza e campagne: un decimo dello zero virgola

L’articolo 15, comma 2 del decreto impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. La cifra è modesta e va letta per quello che è: un obbligo reale ma minuscolo, che nessun operatore userebbe come argomento di vendita.

Il fatto che il Decreto Dignità vieti la pubblicità ai giochi e consenta al contempo al concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo non è una contraddizione: è la struttura della norma, che vuole separare la promozione del gioco dalla promozione del gioco sicuro. Per il lettore significa che un annuncio con il logo di un bookmaker e un messaggio di tutela non è una pubblicità mascherata, è ciò che la legge permette. Il messaggio sul Telefono Verde che bet365 indica ai residenti in Italia appartiene a questa categoria.

Dove si cerca aiuto, e perché conviene saperlo prima

Il primo posto è il conto stesso: limiti, pause, avvisi sono a un paio di tocchi. Il secondo è il RUA, che è il meccanismo vero quando il problema è più grande di una serata. Il terzo è il numero verde nazionale, che bet365 indica ai propri giocatori residenti in Italia e che è lo stesso per chiunque altro. Nessuno di questi tre canali richiede di spiegare la propria situazione a un operatore commerciale.

La prevenzione funziona per come è costruita, non per come viene raccontata: un limite che si abbassa in un secondo e si alza in una settimana è un freno, una pausa che si prende da soli è un freno, un registro che vale su tutte le piattaforme autorizzate è un freno. Fuori da quel perimetro non c’è nessuno dei tre, e chi gioca su un sito senza concessione sta usando un prodotto che ha rinunciato a frenare.

Le schede dei dieci concessionari

Dieci schede, un marchio ciascuna, nell’ordine in cui compaiono nell’elenco dei concessionari ADM. Ogni scheda dice cosa quell’operatore ha di suo rispetto agli altri nove: la concessione e la società che la detiene, quello che i suoi termini dicono, quello che la sua app offre. Nessuna di queste righe è un invito ad aprire un conto.

NetWin, il bonus reale con la soglia d’ingresso più bassa

Netwin Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16035 e opera sul proprio sito .it. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il fatto che sia un bonus reale — denaro che si comporta come il saldo — è ciò che distingue questa scheda dalle altre, e il fatto che chieda un conto verificato prima di accreditarlo è la condizione che nessuna pagina promozionale mette in evidenza.

La soglia di 20 € e il tetto di 50 € raccontano un’offerta pensata per chi vuole provare senza impegnare molto. Un giocatore che deposita 20 € e rispetta le condizioni si trova con 40 € sul conto, che è il doppio della cifra messa, ma non è la stessa cosa di un raddoppio del profitto: i 20 € di bonus vanno giocati, e il margine delle giocate li erode. Chi cerca l’importo massimo possibile su questa offerta deve depositare 50 €, non di più.

Il verdetto è che questa è l’offerta più leggibile delle dieci sul piano della forma: un tipo di bonus dichiarato senza ambiguità e un requisito di verifica che ha senso, perché senza conto verificato il credito non si può incassare. Chi apre un conto solo per valutare il mercato italiano e non ha intenzione di restare troverà qui la rampa d’ingresso meno ripida. Chi invece cerca profondità di palinsesto non è in questa scheda che la trova.

AdmiralBet, l’operatore che scrive per intero le regole dei limiti

Admiral Bet S.r.l. risponde della concessione ADM n. 16048 sul proprio sito .it. È il marchio che in questa pagina pubblica la descrizione più dettagliata dei propri strumenti: un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco da impostare in registrazione su base giornaliera, settimanale e mensile, con riduzione immediata e aumento dopo 7 giorni, e un’autoesclusione di 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, valida su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, con la nuova disciplina dal 1° febbraio 2026 che porta la durata da 7 a 270 giorni e prevede la revoca dopo 9 mesi nel caso indeterminato.

C’è una qualità in questa scheda che non si vede nelle altre: l’operatore mette per iscritto, in un documento consultabile, quello che gli altri lasciano alla formulazione generica. Un limite che si trova scritto è un limite che si può far valere; uno che vive solo in una schermata durante la registrazione è più difficile da citare quando serve.

Il verdetto riguarda la sostanza più che la forma: i tre tipi di limite richiesti in registrazione — ricarica, spesa e tempo — coprono un giocatore su tre fronti, e il fatto che uno di questi sia il tempo è la differenza tra un tetto economico e una tutela vera. Chi ha il problema di restare collegato troppo a lungo trova qui lo strumento dichiarato per nome. Chi cerca solo il prezzo più basso su un mercato di Serie A deve guardare altrove, perché la scheda non lo dice.

bet365, il partner di una competizione e la diretta come prodotto

Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione ADM n. 16030 sul sito .it del marchio. Bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, con offerte pre evento e live. Fra i suoi strumenti di gioco responsabile elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

La combinazione è insolita: una partnership dichiarata dentro una competizione per club, un palinsesto che allarga il calcio a sport con pubblico stabile come freccette e boxe, e un elenco di strumenti di tutela che include i limiti di versamento. Le freccette e il golf non muovono i volumi del calcio, ma per chi cerca mercati con margini meno battuti quella parte del palinsesto è spesso più interessante del derby di turno.

Il verdetto sta nel rapporto tra la visibilità e la sostanza. Un partner globale di una coppa è un soggetto che paga per stare al centro, e quella visibilità si riflette in un’offerta sportiva costruita intorno agli eventi che il pubblico guarda. È una scelta che serve chi vuole giocare su quello che trasmettono le televisioni, e che dice poco a chi cerca un campionato minore o una competizione che nessuno commenta.

Goldbet, il catalogo essenziale su tutti i campionati

Goldbet Better Organization Italy S.p.a., conosciuta come GBO Italy, detiene la concessione ADM n. 16009. L’app permette di giocare schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

La scheda descrive il prodotto più che l’offerta. Singole, multiple e sistemi sono le tre forme di giocata di base, e la loro presenza dichiarata su tutti i campionati di calcio è il tipo di affermazione che si può verificare in pochi minuti aprendo il palinsesto di una giornata di Serie C. Chi gioca sempre e solo le tre forme classiche non ha bisogno di altro, e non troverà qui le funzioni avanzate che altre schede elencano.

Il verdetto riguarda quello che manca, non quello che c’è: in una pagina dove altri marchi elencano My Combo, Bet Scanner o Cash Out, questa scheda resta sul catalogo tradizionale. Il fatto non è un difetto in sé — le tre forme di base coprono la maggior parte delle giocate reali — ma un giocatore che ha preso l’abitudine di chiudere la schedina prima della fine dell’evento non la trova descritta qui, e deve verificarla nel palinsesto.

Planetwin365, il palinsesto più largo sui campionati sotto la Serie A

Pwo S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16007. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La Serie C nell’elenco non è un dettaglio da appassionati. È la voce che separa il palinsesto costruito sulle partite che tutti guardano da quello costruito sui calendari completi, e per un giocatore che segue una squadra di provincia è la differenza tra avere un mercato e non averlo. Le più di 20 tipologie di sport, con i risultati in diretta, completano un quadro pensato per chi apre l’app ogni giorno.

Il verdetto sta nella copertura, non nella profondità: un elenco di campionati così ampio serve chi distribuisce le proprie giocate su tante competizioni diverse, mentre chi concentra tutto su un singolo grande campionato ricava poco da questa larghezza. E la copertura larga non dice nulla sui prezzi: quelli si confrontano mercato per mercato, con la quota davanti.

Sisal, il marchio con i volumi dichiarati più alti e il negozio collegato all’app

Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

La parte che nessun altro descrive allo stesso modo è il rapporto con la rete fisica: con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Il conto online e lo sportello diventano due facce dello stesso conto, il che ha un effetto pratico sui prelievi: chi ha un punto vendita sotto casa ha una via di uscita in più rispetto al bonifico.

L’offerta di benvenuto richiede di essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app e fare una prima ricarica; il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi al giorno, dalle sette del mattino alle tre di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. L’accesso dall’app può avvenire anche con Touch ID, e le scommesse si piazzano da mobile.

Il verdetto riguarda l’integrazione, che qui è il prodotto: chi alterna negozio e app non trova un secondo marchio con la stessa continuità. Il rovescio è che la parte promozionale resta descritta in modo vago — «bonus di benvenuto» subordinato a una ricarica — e chi vuole sapere quanto vale in denaro deve leggere i termini, che è esattamente quello che il resto di questa pagina suggerisce di fare comunque.

Lottomatica, il marchio con Paypal e Postepay tra i metodi del conto

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. detiene anche la concessione ADM n. 16010, quella del sito Lottomatica. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita, e i Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Per i nuovi iscritti che aprono un conto gioco sono previsti bonus, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.

La menzione di PayPal e PostePay è il tipo di dettaglio che si nota solo quando si deve prelevare. Non è una lista completa — la scheda dice «oltre ad altri» — ma è la conferma che i due strumenti più usati dai giocatori italiani per gestire denaro online sono presenti sul conto tanto in entrata quanto in uscita.

Il verdetto si gioca sulla comodità e sul palinsesto: Formula 1 e MotoGP accanto ai campionati di calcio e allo streaming live coprono un pubblico che non è solo calcistico, e il marchio appartiene alla stessa società di Goldbet, il che rende il confronto tra i due un confronto interno alla stessa struttura di concessione. Chi sceglie tra i due lo fa sul prodotto, non sul soggetto che risponde delle giocate.

SNAI, il marchio con la combinata interna alla partita

Snaitech Spa detiene la concessione ADM n. 16032. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.

Questa è la funzione che distingue la scheda, e vale la pena spiegare cosa cambia. Una combinata tradizionale mette insieme partite diverse; My Combo mette insieme cose diverse dentro la stessa partita, come il risultato e il numero di goal, con una quota unica che il sistema calcola. Il prezzo di quella comodità è che i pronostici legati alla stessa partita non sono indipendenti tra loro, e il bookmaker lo sa: la quota unica non si ottiene moltiplicando le singole.

L’offerta ippica e virtuale è ampia: oltre 3.000 eventi virtuali al giorno tra calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, un’offerta di streaming gratuito e scommesse live. Con l’app si verifica un biglietto giocato in un punto vendita SNAI inquadrando il QR Code stampato sul ticket. Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e l’assistenza è indicata a disposizione sette giorni su sette. Per i nuovi utenti dell’app c’è un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche.

Il verdetto riguarda il pubblico che questa struttura serve meglio: chi costruisce schedine ragionate sullo stesso match, invece di accumulare partite diverse, trova qui uno strumento che gli altri non elencano nello stesso modo. Chi gioca una singola secca su un pronostico e non tocca più non ricava niente da My Combo, e per lui il Cash Out resta l’unica funzione che cambia davvero il modo di giocare.

William Hill, due strade per il benvenuto a seconda di come ti identifichi

William Hill Malta Plc detiene la concessione ADM n. 16044. Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Le due strade non portano allo stesso posto, e il divario è doppio: cinque euro contro dieci, un accredito immediato contro uno subordinato all’invio dei documenti e a una finestra di 96 ore. La finestra è la parte da leggere due volte, perché non è un tempo massimo di attesa ma una scadenza: chi supera le 96 ore senza inviare i documenti non riceve il bonus di verifica, e il conto resta comunque soggetto alla validazione entro 30 giorni prevista per i conti aperti senza SPID.

Il verdetto è che questa è l’unica scheda delle dieci in cui la scelta del metodo di identificazione ha un prezzo dichiarato in euro. Chi ha SPID e lo usa incassa subito il doppio; chi non lo ha paga la differenza in denaro e in attesa, e farebbe bene a decidere prima di iniziare la registrazione, non durante. È l’esempio più chiaro del fatto che l’identificazione in Italia non è una formalità amministrativa: è una variabile economica.

StarCasinò, il marchio casinò-first con un bookmaker dentro

Azzurri Limited detiene la concessione ADM n. 16026 per il sito StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Questa scheda va letta per quello che è, e non è una scheda da bookmaker. Il marchio nasce sul casinò, la concessione copre un sito in cui le scommesse sportive sono una sezione accanto ad altre, e chi arriva qui cercando il listino di calcio più profondo del mercato italiano sta guardando dalla parte sbagliata. La concessione, però, è quella che è: il sito è nell’elenco dei concessionari e ricade sotto le stesse regole di tutti gli altri.

Il verdetto è sul tipo di giocatore a cui questa struttura conviene. Chi usa un conto per il casinò e ogni tanto gioca una partita non deve aprire due conti, e questa è la ragione per cui la scheda esiste in una pagina di scommesse. Chi invece passa la giornata sui mercati calcistici non trova qui niente che non trovi altrove, e sul piano del palinsesto sportivo questa è la proposta meno profonda delle dieci.

Domande frequenti

Come si fa a verificare che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il numero nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e lo si confronta con quello che l’operatore dichiara nei propri termini: devono coincidere. Attenzione al secondo passaggio, però. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi una riga non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il palinsesto.

Come si calcola la vincita di una scommessa da puntata e quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Dieci euro a quota 1,90 tornano 19 €, con 9 € di guadagno. Nelle multiple le quote dei singoli eventi si moltiplicano in un prezzo unico: due eventi a 1,90 danno 3,61.

Come si capisce dalle quote quanto margine trattiene un bookmaker?

Si prende una quota per ogni esito dello stesso mercato e si sommano i loro inversi: uno diviso ciascuna quota. Quella somma è ciò che il bookmaker incassa per pagare un’unità; la parte restituita è uno diviso la somma, il resto è il margine. Con due esiti a 1,90 entrambi, il payout è circa il 95 % e il margine circa il 5 %.

Che limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite lo sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile, e la scelta fa parte dell’apertura del conto. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. Alcuni operatori prevedono inoltre limiti giornalieri, settimanali e mensili per ricariche, spesa e tempo di gioco.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui siti con concessione ADM l’imposta unica la paga l’operatore, e le vincite pagate al giocatore non sono tassate in capo a chi le incassa né vanno dichiarate: è quanto riporta la stampa di settore, e per il proprio caso conviene consultare un commercialista. Fuori dal perimetro delle concessioni il discorso è diverso e la posizione è quella dei redditi diversi.

Che rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione?

Nessuno degli strumenti di tutela italiani vale lì: l’autoesclusione non passa dal RUA, quindi un giocatore escluso resta libero di giocare, e la vigilanza dell’agenzia non copre quel sito. In più manca la protezione del blocco DNS, che è temporaneo. ADM ricorda che anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Contenuto creato dal team «scommessericarica»