Siti di scommesse esteri: quello che non vedi nella quota è quello che paghi
Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026, verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).
Chi cerca siti di scommesse esteri di solito cerca una cosa sola: un’offerta che in Italia non trova. Più mercati, un bonus più grosso, nessun documento da caricare, una quota che sembra scritta da qualcuno che non ha mai sentito parlare di palinsesto approvato. La richiesta è ragionevole, il prodotto che ne esce quasi mai lo è. Un bookmaker che accetta scommesse dall’Italia senza concessione non è un operatore italiano con qualche regola in meno: è un operatore di un altro ordinamento, che in Italia non ha titolo per raccogliere giocate, e il conto di quella differenza non finisce sulla quota. Finisce altrove, e questo articolo prova a metterlo in fila con i numeri che esistono e con quelli che, semplicemente, non esistono perché nessuno li pubblica.
Vale la pena dirlo subito, perché è il punto su cui ruota tutto il resto: la concessione ADM è il confine. Non è una formalità burocratica né un bollino da mettere in vetrina. È ciò che determina se il tuo conto di gioco è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, se qualcuno controlla il palinsesto prima che ci si scommetta sopra, se hai un limite di deposito scelto da te al momento della registrazione e se, quando qualcosa va storto, esiste un tribunale italiano davanti al quale discuterne. Nessuna di queste quattro cose si compra con un bonus più generoso. E per le prime tre non esiste nemmeno un equivalente offshore da confrontare: esiste il vuoto.
La classifica: dieci concessionari ADM messi in fila
Come si entra in questa lista
Il criterio ha una sola porta. Ogni operatore che compare in questa classifica è un brand presente nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, con un codice di concessione assegnato a un singolo sito .it. Nient’altro. Non ci sono punteggi, non c’è una pagella, non c’è un premio per chi offre più mercati: la concessione è attribuita per sito con gara pubblica, e chi non ce l’ha non è confrontabile su questo terreno perché gioca con un altro regolamento. Le concessioni assegnate con la gara di settembre 2025 sono 52, distribuite su 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni; il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Leggere quel numero serve a una cosa sola: capire quanto è costato entrare nell’elenco, e quindi quanto è improbabile che chi ne sta fuori lo faccia per puro spirito di libertà.
Poi c’è la parte che quasi tutti salterebbero. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Una riga ti dice che quel sito è autorizzato a offrire gioco a distanza con vincite in denaro, non ti dice che cosa ci trovi dentro: un concessionario può avere diritto a scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. La conseguenza pratica è che l’appartenenza all’elenco è condizione necessaria e mai sufficiente: l’offerta di scommesse sportive la vedi sul sito e sull’app dell’operatore, con il palinsesto che quel concessionario si è fatto approvare. E il passaggio che nessuno fa mai: essere citati in una classifica non è una concessione. Una pagina che ti mette venti brand in una tabella non garantisce niente su nessuno di loro.
I panorami a confronto: dieci brand, dieci concessioni, dieci .it
| Brand | Concessione ADM e concessionaria | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | App per le scommesse sportive su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote, risultati in tempo reale e streaming per giocare live |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Registrazione con documento in .pdf, .jpg o .png oppure SPID di livello 2 con codice temporaneo; limite di ricarica, di spesa e di tempo scelto in registrazione |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport con bonus da 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID, oppure bonus di verifica da 5 € con la registrazione manuale |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | App con scommesse sui principali eventi italiani e internazionali e varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Palinsesto su Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, più oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50 riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €, bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 € |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo e i suoi mercati a quota maggiorata |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e politica |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, streaming gratuito su calcio, volley, tennis e basket, Cash Out sulle giocate |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Scommesse pre evento e live su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis |
Tre colonne, tre livelli diversi di certezza, ed è bene non mescolarli. La seconda colonna è un dato di registro: un numero di concessione e una ragione sociale, verificabili sull’elenco pubblico. La terza è quello che l’operatore stesso scrive, nella sua app o nelle sue condizioni: è materiale dichiarato, non misurato, e serve a capire che tipo di casa hai davanti, non a stabilire chi paga meglio. La colonna che manca — e che nessuna tabella di questo tipo può riempire — è quella dei requisiti di puntata, delle quote minime e delle scadenze di ciascun bonus, che stanno nelle condizioni del singolo operatore e cambiano da offerta a offerta. Chi ti confronta dieci bonus in una griglia senza citarle ti ha dato dieci prezzi e nessun costo.
Su un punto la classifica va guardata con attenzione: la concessionaria quasi mai porta il nome del brand. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è la società che compare accanto a Eurobet, e una società può tenere più siti under la stessa struttura. Significa che «brand diverso» non vuol dire «società diversa», e che quando leggi le condizioni di gioco stai leggendo il documento di una società, non di un marchio. Se un problema diventa legale, il nome che conta è quello della concessionaria.
Quanto vale davvero un bonus quando il margine lo consuma
Un bonus da 50 € e un mercato a due esiti: il conto
Prendi l’offerta più leggibile della lista, quella di NetWin: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per i nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Mettiamo di depositare 50 € e di ricevere 50 € di bonus. Ora la domanda che l’operatore non mette in vetrina: quanto costa far girare quella somma?
Il conto lo puoi fare su un mercato qualunque, e conviene usare un esempio trasparente invece di una quota reale, perché il risultato valga per il meccanismo e non per una partita. Un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90.
Margine del bookmaker: la quota di payout è 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90), cioè 0,95; il margine è il 5 %. Significa che su ogni euro puntato su quel mercato, il bookmaker trattiene in media 5 centesimi, indipendentemente da chi vince.
Supponiamo che il bonus vada rigiocato una volta sola: 50 € di puntate. Su un mercato con quel margine, il costo medio atteso è 50 € × 5 %, ossia 2,50 €. Sembra poco, ed è poco — perché l’ipotesi è generosa. Se i requisiti di puntata chiedono di rigiocare il bonus tre volte, il volume sale a 150 € e il costo medio atteso a 7,50 €. A dieci volte, il volume è 500 € e il costo medio atteso 25 €, cioè metà del bonus. Nessuno di questi numeri dice se vincerai: sono stime, medie su molte giocate ripetute nelle stesse condizioni, e il singolo esito resta un evento a sé. Dicono però una cosa che serve: il bonus non è denaro regalato, è volume di gioco acquistato, e il prezzo lo paga chi lo rigioca con il margine che si porta dietro ogni puntata.
E qui arriva la parte scomoda. Quei requisiti di puntata non stanno nella tabella che hai appena letto, non stanno nella comunicazione dell’offerta e non sono uguali da un operatore all’altro: stanno nelle condizioni, in fondo, con la quota minima che rende valida la giocata e la scadenza entro cui il volume va completato. Il bonus NetWin da 50 € è reale, non è un gioco di prestigio: è il rigioco a decidere se vale la pena, e quel numero lo trovi solo là sotto.
Lo stesso conto su una cifra che scegli tu
Cambia la scala, perché il punto non è il bonus ma il rapporto tra quanto giochi e quanto ti resta in mano. Un giocatore che decide un limite di ricarica settimanale di 100 € — la cifra che si sceglie al momento della registrazione presso un concessionario ADM — e lo punta una volta su un mercato a due esiti con margine del 5 % si porta a casa, in media, un costo atteso di 5 € a settimana, cioè 100 € × 5 %. Su un anno di gioco continuato alla stessa cifra sono 260 € di margine pagato, sempre come stima media, sempre con il margine che si comporta come una tassa silenziosa applicata a ogni puntata.
Il numero cambia se cambi mercato. Un mercato con margine più alto, come spesso accade sulle multiple e sulle combo, sposta il costo verso l’alto con la stessa matematica; un mercato più liquido lo sposta verso il basso. Il calcolo a due vie che stiamo usando è solo la misura più pulita per mostrare il meccanismo: quel 5 % è la differenza tra la probabilità implicita nelle due quote e la probabilità reale, ed è la ragione per cui una quota «maggiorata» di una combo non è quasi mai quello che sembra.
La domanda che conta su un sito senza concessione
Su un sito estero il calcolo del margine non lo puoi fare con la stessa fiducia, e non per una questione di aritmetica. Il problema è che manca il metro: nessun palinsesto approvato da confrontare, nessuna supervisione che renda la quota un numero verificabile, nessun obbligo di esporre in modo omogeneo ciò che viene trattenuto. Il costo del margine resta, perché il margine esiste in ogni mercato del mondo; quello che sparisce è la possibilità di sapere quanto pesa. E a quel costo, che non puoi misurare, se ne somma un altro che invece è scritto nero su bianco e di cui si parla pochissimo in Italia.
I fondamenti: che cos’è davvero un sito di scommesse estero
La concessione non è un bollino, è una struttura di tutele
Il quadro normativo italiano parte da un testo recente e da un principio semplice: offrire gioco a distanza con vincite in denaro in Italia si può solo con una concessione. Il riferimento è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non sono licenze aperte a chi le chiede: sono attribuite con gara pubblica, e l’art. 6, comma 3 fissa in nove anni il periodo massimo di esercizio, senza rinnovo automatico. Chi vince la gara deve essere una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, presentare un piano di investimenti e impegnarsi ai limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara stessa.

L’art. 6, comma 1 elenca che cosa si può offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; e il bingo. La parola «palinsesto» ha qui un significato tecnico preciso: è il programma degli eventi e delle tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può scommettere solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, secondo la stampa di settore. Non è un dettaglio procedurale. È la ragione per cui un mercato che trovi su un .it esiste, e uno che trovi altrove esiste perché qualcuno ha deciso di aprirlo e nessuno l’ha controllato.
Poi c’è la parte che al giocatore interessa più di tutte, e che sta in un articolo che nessuno legge. L’art. 15, comma 1 prevede gli strumenti di autotutela: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni alla settimana, otto ore al giorno. L’art. 15, comma 2 aggiunge che ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, con un tetto di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile. Quando su un sito estero ti dicono che «il gioco responsabile è importante per noi», prova a chiedere a quanto ammonta lo 0,2 %: non c’è nessun obbligo che produca quella cifra, e infatti la cifra non esiste.
Che cosa si può giocare, e che cosa cambia quando il palinsesto lo decide ADM
La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale del sistema, e il totalizzatore è previsto dalla legge accanto a essa. Accanto alla quota fissa, un .it può avere una sezione «Virtuali», perché l’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — eventi sportivi, ippici e altri, generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro la concessione per le scommesse sportive. L’ippica è due cose distinte, e la distinzione è utile perché quasi nessuno la fa: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale», cioè le giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, hanno bisogno di una concessione a sé. Se un brand ti propone ippica online, vale la pena sapere quale delle due cose sta offrendo.
Il live lo offrono tutti i grandi operatori, ma le regole di ADM sui mercati in tempo reale, sui ritardi di trasmissione e sugli eventi ammessi non sono ricostruibili da qui, e non esiste un elenco pubblico dei mercati live. Un giocatore che si orienta sulla profondità del live sta quindi scegliendo su una base che nessuna fonte gli mette per iscritto. L’exchange è ammesso come gioco separato: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) descrivono il meccanismo — il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come fonte di regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, come un limite minimo di puntata a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario; quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è però materia che sfugge. Sugli esports, sui mercati che il palinsesto contiene davvero e su un tetto legale in euro alle puntate sportive, la risposta onesta è che non c’è una risposta: gli strumenti che vincolano sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
Che cosa fa un .com quando lo digiti, e che cosa non ti dice
«Oscurati»: come funziona il blocco, e perché non basta
Le regole del gioco sono scritte dall’altra parte, e vale la pena vederle per intero. ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale reindirizzandoli verso una pagina di avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Il fondamento è l’art. 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Non è un elenco consultato una volta: è un obbligo continuativo, e riguarda anche i prestatori di servizi di pagamento.
Il meccanismo tecnico è cambiato da poco, e la cronologia conta. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. ADM blocca siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. I numeri danno la misura del fenomeno: un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti, secondo la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta. Le copie speculari, però, ricompaiono nel giro di ore. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori di connettività sono più lenti di altri.
Che cosa significa per chi sta leggendo? Che il blocco non è una barriera, è un pedaggio. Chi vuole arrivare a un dominio inibito ci arriva, e questo è il motivo per cui la lista cresce di centinaia di voci invece di esaurirsi. Ma ogni passaggio ha un costo: la copia speculare non ha la reputazione del dominio bloccato, cambia indirizzo, e chi la gestisce sa che l’utente non ha alternative. È il terreno perfetto per tutte le pratiche che un operatore con concessione non può permettersi, dal conto che si svuota senza spiegazioni al prelievo che diventa un labirinto.
Chi paga l’inibizione, e quanto
Non sono solo gli operatori a rispondere dei blocchi. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come prevede l’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. Ciascuna violazione accertata: non un importo una tantum, ma una cifra che si moltiplica. È la ragione per cui l’elenco viene aggiornato e consultato con una certa serietà, e anche la ragione per cui il sistema dei pagamenti intorno al gioco illegale è più fragile di quanto sembri. L’art. 22, comma 1 prevede inoltre un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore è però da confermare, e fino ad allora il filtro è meno solido di quanto la norma prometta.
Le regole che riguardano il giocatore, non solo l’operatore
Qui il discorso cambia tono, perché non stiamo parlando di multe alle aziende. L’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM stesso lo ha riassunto in un comunicato del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. La frase che quasi nessuno cita è la seconda: «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Il partecipante. Cioè tu, che stai solo scommettendo. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta un caso concreto instaurato contro un giocatore: questo va detto con la stessa chiarezza con cui va detta la norma, perché sono due cose diverse. Ma il fatto che la regola esista, che sia ADM a enunciarla e che non sia mai stata ritirata pesa su ogni valutazione di convenienza, e pesa in modo asimmetrico: il vantaggio di un bonus offshore è qualche decina di euro, l’esposizione è una previsione di legge penale. Lo stesso art. 4, comma 4-bis copre, per gli operatori, la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
C’è poi il versante di chi fa pubblicità. ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È il motivo per cui non troverai qui il nome di nessun operatore senza concessione, la sua quota, il suo bonus o un metodo di deposito: non è una scelta di prudenza editoriale, è la stessa regola che il lettore incontra quando prova a cercare quel nome su un motore di ricerca e trova una pagina di avviso.
Che cosa cambia per la tua quota, in concreto
Mettiamo tutto insieme su una situazione reale, perché le regole da sole non dicono niente. Un giocatore italiano che apre un conto presso un concessionario ADM fa tre cose in sequenza: sceglie in registrazione un limite di ricarica settimanale o mensile, identifica il conto, e da quel momento gioca dentro un palinsesto approvato con quote che ADM può guardare. Se domani vuole fermarsi, chiede l’autoesclusione e il Registro Unico degli Autoesclusi la fa valere su ogni piattaforma di gioco legale, indipendentemente dal concessionario presso cui l’ha chiesta. Se litiga con l’operatore, la causa si discute in Italia. Se il conto viene usato da qualcun altro, le procedure di identificazione sono le stesse per tutti e passano per documenti o per SPID e CIE.
Un giocatore che apre un conto su un .com senza concessione fa la stessa prima mossa — deposita — e poi non ha nessuna delle altre. Non perché l’operatore sia malvagio per definizione, ma perché non ha nessun obbligo di offrirgliele e nessuna autorità italiana che gliele imponga. Il conto non è collegato al RUA: chi si è autoescluso e apre un conto estero si è autoescluso da un sistema che non lo riguarda più. Non c’è un limite di deposito protocollato, non c’è un canale di contatto con orari fissati, non c’è una sede legale italiana. Sulle vincite, la questione fiscale fa un salto che vale la pena guardare da vicino, e lo facciamo nella sezione che segue.
La normativa: concessione, vigilanza, giurisdizione
Concessione per sito, non per società
Il primo malinteso da smontare riguarda che cosa la concessione copra. Non è un permesso che una società prende una volta e poi usa su qualunque dominio: è attribuita per sito. Una società può tenerne più di uno — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale — ma ogni sito ha la sua concessione, e l’elenco aggiornato al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un .it. Il corollario è brutale: un brand che conosci come affidabile in un altro paese, o lo stesso gruppo che gestisce un .it, non porta con sé niente quando il dominio è diverso. La concessione non si estende, non si importa e non si trasferisce. Quando un operatore scrive il proprio numero di concessione e la propria ragione sociale nelle condizioni, sta pubblicando esattamente il dato che ti permette di controllare se quella riga esiste.
ADM tiene due elenchi pubblici, e servono a due cose opposte. Uno è quello dei siti legali, legato ai concessionari; l’altro è quello dei siti inibiti, pubblicato sui siti di ADM e della Guardia di Finanza, insieme alle modalità di aggiornamento. Il primo risponde alla domanda «chi può», il secondo a «chi non può». Entrambi sono consultabili e nessuno dei due è un’opinione. Il test dell’autorizzazione, per come è costruito l’elenco, si fa così: cerchi il dominio sulla lista dei concessionari, verifichi che la riga esista e che il codice corrisponda a quello scritto nelle condizioni, e poi controlli sul sito che l’offerta di scommesse sportive ci sia davvero, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi. Se una delle tre verifiche salta, la risposta è no.
Sul confine ci sono anche nomi che in Italia girano molto e che non compaiono tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Non è una valutazione su di loro, è una fotografia di un elenco pubblico in una data precisa, e va letta come tale: un brand assente dall’elenco non è per ciò stesso illegale in assoluto, ma non può raccogliere giocate in Italia con una concessione, e il lettore italiano si trova nella posizione descritta dall’art. 4 della legge 401/1989. Si noti anche il rovescio della medaglia: l’elenco non è esaustivo del mercato, altri concessionari esistono, e un brand che non compare in questa pagina non è per questo privo di concessione. Questa è una selezione, non un censimento.
La licenza straniera vale zero, e non è una questione di opinioni
Una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan è un’autorizzazione rilasciata da un altro ordinamento a operare secondo le regole di quell’ordinamento. In Italia non ha alcuno status: non abilita a raccogliere giocate, non apre un conto di gioco tutelato, non attiva gli strumenti dell’art. 15, comma 1 e non collega nulla al RUA. Non è una licenza «più leggera», è una licenza di un altro paese. Chi presenta quel documento come garanzia sta usando l’idea di regolamentazione come argomento di vendita, e l’idea è vera solo nel paese che l’ha rilasciato.
Questo è anche il punto in cui la parola «sicuro» perde ogni senso utile. Un operatore con concessione ADM è vigilato da un’autorità che ha il potere di controllarlo, sanzionarlo e — nei casi estremi — di escluderlo dalla gara successiva. Su un operatore estero, l’autorità italiana non ha alcun potere, e l’autorità straniera ha potere su un’azienda che non serve il mercato per cui quel potere è stato pensato. La domanda da farsi non è «è affidabile?», ma «affidabile davanti a chi?». Se la risposta è «davanti a un tribunale a cui non posso rivolgermi», la garanzia è teorica.
Che cosa vieta il Decreto Dignità, e che cosa non vieta
Il Decreto Dignità è in vigore, e vale la pena leggerlo nella formulazione che ADM ha ripreso il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La norma è l’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, e a farla rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Due precisazioni che cambiano la lettura del divieto. La prima: il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Il divieto colpisce la promozione commerciale, non l’informazione sulla tutela. La seconda, e più importante per chi legge: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. Non esiste un tetto legale ai bonus di benvenuto né un tetto ai requisiti di puntata; importi, condizioni di rigioco e quote minime vengono dalle condizioni del singolo operatore. Chi ti dice che «lo Stato ha messo un tetto ai bonus» sta confondendo il divieto pubblicitario con una regola che nessuno ha scritto.
Lo stato applicativo è meno granitico di quanto la formulazione suggerisca, e va raccontato com’è. La stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica del divieto. È proposta e non è legge l’emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sull’indiretta, cioè sulle sponsorizzazioni: il suo esito non è dato sapere, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi legge un titolo su «pubblicità scommesse di nuovo libera» stia tranquillo: non ancora.
Il conto fiscale: due binari diversi
Sul fronte fiscale le due strade si separano in modo netto. Le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, descrive la cosa come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la formulazione corretta è quella, e per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Il prelievo che cade sull’operatore è l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi tassi, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Sui siti esteri il binario è l’altro, e qui la partita cambia. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va scritta per quello che è — andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Fermati un secondo su che cosa significa. Il bonus offshore non è solo un bonus che non ha una ritenuta: è un importo che entra nel tuo reddito complessivo, con tutto quello che comporta in termini di scaglione e di adempimenti. La differenza tra i due regimi non è una sfumatura burocratica, è la differenza tra un guadagno di cui non devi parlare a nessuno e una somma che devi ricostruire, dichiarare e difendere. Aggiungici che il conto senza concessione non produce documentazione omogenea con quella italiana, e il quadro è completo: il fisco ti chiede i conti che l’operatore non è tenuto a darti.
La prevenzione: che cosa protegge il giocatore, e che cosa no
Limiti scelti in registrazione: quanto costano
Il primo strumento è anche il più sottovalutato perché non assomiglia a una protezione: sembra un modulo. In registrazione presso un concessionario ADM si imposta un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La meccanica è pensata per non essere aggirabile nell’eccitazione del momento: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Non è un dettaglio di design, è la differenza tra una decisione presa lucidamente e una presa alle due di notte dopo tre sconfitte.

AdmiralBet mostra il meccanismo per intero: in fase di registrazione chiede di impostare il limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e le sue condizioni confermano che la riduzione vale subito e l’aumento dopo 7 giorni. L’art. 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 mette in cima all’elenco i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore su protocolli approvati da ADM. La cifra che ADM stabilisce nella gara come limite di deposito non è pubblica, e non è un caso che la cosa funzioni così: il numero lo sceglie chi gioca, non chi vende.
L’aspetto che sfugge è che questo limite è un moltiplicatore di convenienza. Chi ha un tetto di ricarica settimanale basso non può recuperare una perdita aumentando la posta lo stesso giorno, e questo non è un vincolo, è il vincolo che rende sostenibile il gioco nel tempo. Su un sito estero quel tetto non c’è, e non perché l’operatore sia generoso: perché nessun protocollo lo impone, e la funzione di controllo è passata al giocatore, cioè alla persona meno adatta a esercitarla nel momento peggiore. Il costo di questa libertà si paga in una serata, non in un anno.
Autoesclusione e RUA: come si esce, e da che cosa
L’autoesclusione registrata nel RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, copre l’intero sistema del gioco online in Italia e le sale sul territorio, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. È il pezzo di sistema che nessun sito estero può replicare, e la ragione è ovvia: per far valere un divieto su tutti gli operatori serve un registro che tutti gli operatori autorizzati consultino. Un .com non è collegato a quel registro, quindi un giocatore autoesclusosi in Italia e poi registratosi là si è autoescluso da un sistema che non lo riguarda più. Il paradosso è amaro: la protezione più efficace del sistema italiano è anche quella che si perde più facilmente, perché basta digitare un dominio diverso.
AdmiralBet dettaglia le opzioni disponibili: l’autoesclusione può durare 30, 60 o 90 giorni oppure essere a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore: puoi escluderti dal casinò e continuare a giocare alle scommesse, o viceversa. Questa granularità non esiste altrove, e vale più di quanto sembri a chi non ha mai provato a smettere con una parte sola del proprio gioco.
Identificazione e conto di gioco: la trafila che protegge
Il conto di gioco richiede un’identificazione completa, e non è un ostacolo messo lì per scoraggiare: è ciò che rende possibile tutto il resto, dal limite di deposito alla validità di un prelievo. Le strade sono due, e la differenza tra loro è una questione di tempo. La registrazione classica prevede il caricamento del fronte e del retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png; in alternativa c’è SPID, che per AdmiralBet significa SPID di livello 2 con codice temporaneo (OTP) e importazione automatica dei dati. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Goldbet consente anche CIE attraverso un provider SPID.
Qui c’è un dettaglio che quasi nessuno conosce e che vale la pena sapere prima di scegliere la strada manuale: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non ci si accorge di aver caricato una foto sfocata. Chi sceglie SPID salta il problema e guadagna anche un vantaggio sulle promozioni: William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Il messaggio implicito dell’operatore è chiaro e non è sbagliato: chi si verifica prima, vale di più.
Il diritto italiano fissa l’età a 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana chiude la questione lì. Sul versante degli strumenti, bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero di telefono non è una funzione del prodotto, ed è per questo che vale la pena nominarlo: è l’unico strumento della lista che esiste anche quando il sito è chiuso.
La zona senza tutele
Metti in fila le quattro cose — limiti protocollati, autoesclusione valida su tutto il sistema italiano, identificazione obbligatoria, canale di contatto con orari fissati — e hai la misura esatta di che cosa si lascia per strada passando a un .com senza concessione. Non è una di quelle differenze che si compensano con qualche mercato in più. Un operatore estero che accetta giocatori italiani vive in una zona in cui ADM non lo vigila, l’ordinamento italiano non lo riconosce e il giocatore non ha nessuno a cui rivolgersi per un prelievo negato o un conto chiuso. La parola che descrive questa condizione è «non tutelata», e non ha bisogno di aggettivi.
E c’è un costo che non compare in nessun conto, ma che è il più alto di tutti. Chi si autoesclude lo fa in un momento in cui ha deciso di smettere. Se quella decisione può essere disfatta cambiando indirizzo, il sistema di protezione ha un buco che nessuna sanzione ai fornitori di connettività chiuderà, perché il problema non è tecnico. Il blocco DNS rende il percorso più lungo; non rende impossibile arrivarci. Chi cerca un sito estero per giocare «senza regole» dovrebbe leggere questa parte non come una minaccia, ma come una descrizione di quanto vale la propria rete di sicurezza, e decidere se il prezzo vale il prodotto.
Operatori ADM a confronto: dieci schede, dieci giudizi
Lottomatica: il catalogo più largo, con lo sport in secondo piano
Lottomatica opera sull’omonimo sito con concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il palinsesto cavalca gli eventi di massa, e lo fa con un prodotto mobile costruito bene: la diretta è integrata, non un ripiego.
Per chi cerca il calcio italiano e la MotoGP, è una casa solida e senza sorprese. La lettura più interessante però è un’altra: Lottomatica è un marchio generalista con un’anima da casinò, e lo sport non è la sua vetrina. Chi arriva qui per le scommesse sportive trova tutto ciò che serve, ma trova anche una home page costruita intorno ad altro. Il verdetto è di posizionamento: un portafoglio ampio, una diretta ben fatta, e nessun argomento specifico per preferirlo a un operatore che sullo sport ha puntato tutto.
AdmiralBet: la trasparenza sui limiti è il vero prodotto
AdmiralBet è una concessione n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., con il proprio sito .it. È l’unico operatore di questa lista che la ricerca segnala come titolare di fatti specifici sugli strumenti di autotutela, e quei fatti sono più interessanti del catalogo. Il conto si apre con la registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione il sito chiede di impostare il limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Le condizioni vanno oltre, e meritano di essere lette per quello che sono: l’autoesclusione può durare 30, 60 o 90 giorni oppure essere a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Pochi brand mettono questo testo dove un cliente lo trova senza cercarlo, ricordando che l’autoesclusione vale su ogni operatore autorizzato.
Il verdetto è che AdmiralBet vince su un terreno che non si vede nelle griglie comparative: rende leggibile il funzionamento dei propri freni. Per un giocatore che vuole sapere in anticipo come si comporta un operatore quando chiede di rallentare, è il punto di partenza più informativo della lista. Chi invece sceglie in base alla profondità del palinsesto troverà altrove argomenti più forti.
William Hill: il bonus che dipende da come ti registri
William Hill opera con concessione n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul proprio .it. Il suo Benvenuto Sport ha una struttura che vale la pena decifrare: accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Due strade, due importi, e la metà del valore per chi sceglie il percorso più lento.
È un incentivo all’identificazione digitale, e per una volta l’incentivo spinge verso la cosa giusta: SPID significa conto verificato, prelievi più semplici e nessuna corsa contro i 30 giorni di validazione. Ma va detto anche il rovescio: un bonus da 10 € è un benvenuto di scala ridotta, e il valore reale dipende dai requisiti di rigioco che le condizioni dell’operatore pongono. Il giudizio è che la promozione funziona come manuale d’uso del prodotto più che come offerta: chi legge quella differenza tra 10 e 5 € capisce come l’operatore vuole gestire i conti.
StarCasinò: lo sport come reparto di un casinò
StarCasinò ha la concessione n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio .it. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il quadro è chiaro dal nome: la scommessa sportiva qui convive con l’offerta da casinò, che è il cuore del marchio.
Per chi cerca un bookmaker puro, questo è un compromesso da conoscere: la sezione sportiva è completa sul piano degli eventi principali, ma il prodotto è pensato per chi frequenta anche altro. Il verdetto riguarda la coerenza dell’esperienza: nessuno dei fatti disponibili indica una specializzazione sportiva, e la struttura del marchio suggerisce che lo sport resti un’appendice ben fatta. Chi si riconosce in un profilo da casinò trova qui una casa coerente; chi vuole un bookmaker e basta ha motivi per guardare altrove.
Planetwin365: il palinsesto calcistico più dettagliato
Planetwin365 è titolare della concessione n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È l’elenco più fitto di questa lista sul calcio, e comprende anche i campionati minori italiani, che molti operatori trattano come riempitivo.
La differenza tra un palinsesto «ampio» e un palinsesto «profondo» si vede tutta qui: chi segue la Serie C o la Conference League trova gli stessi mercati che trova su una partita di cartello. Il verdetto è di sostanza: se la tua settimana di gioco passa dal calcio e dalle sue serie minori, questa è la struttura che ti serve, e le oltre 20 discipline accanto non sono una promessa di marketing ma un secondo livello di copertura. Non ci sono in questa lista altri brand con un’offerta calcistica descritta con la stessa granularità.
NetWin: un bonus reale con la condizione in chiaro
NetWin opera con concessione n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a. La sua offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. È una struttura semplice e leggibile, senza costruzioni condizionali nascoste: 50 € depositati diventano 50 € di bonus, e il conto verificato è il prerequisito.
Il punto non è la generosità, è la chiarezza: il bonus è «reale», cioè denaro e non un gettone, e la soglia di ingresso a 20 € tiene la promozione alla portata di chi vuole provare con poco. Quello che la promozione non dice è quanto rigioco chiederà, e quel numero sta nelle condizioni dell’operatore. Il verdetto: è l’offerta più facile da valutare della lista, perché l’unica variabile che manca — i requisiti di puntata — è anche l’unica che devi andare a leggere da solo. Un esempio riuscito di promozione che non promette più di quanto scrive.
Betfair: mercati diversi, non solo un listino più lungo
Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione n. 16028 per il proprio .it. La sua app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo e le sue combo e mercati unici a quote maggiorate. Non è un catalogo di partite in più: è una proposta di struttura di giocata, orientata a chi ragiona per combinazioni invece che per singole.
La cautela d’obbligo riguarda proprio le quote maggiorate: una combo con margine più alto può risultare più cara di due singole, e il confronto va fatto sul costo, non sull’etichetta. Su questo terreno Betfair è anche un caso particolare del mercato italiano, essendo descritta come il primo operatore con un exchange — una formula ammessa come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e), in cui il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a mettere in contatto le parti in forma anonima. Il verdetto: è la casa giusta per chi vuole uscire dallo schema 1X2 e non si spaventa davanti a un mercato composto; per chi punta singole, il vantaggio si assottiglia.
Eurobet: il palinsesto che va oltre lo sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è la concessionaria dietro Eurobet, con il numero n. 16012. La sua app Sport copre calcio, tennis e basket, ma anche Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. È una copertura che esce dal perimetro sportivo e va cercare l’evento che si guarda in televisione.
Il palinsesto di questo tipo ha un vantaggio e un difetto simmetrici: la copertura raggiunge cose che nessun bookmaker puramente calcistico tocca, e la profondità per singola disciplina non può essere la stessa. Il verdetto premia la versatilità: per chi vuole una quota su una serata di premi o su un evento politico, questa è la lista che lo comprende; per chi vuole venti mercati su un derby di provincia, l’offerta è meno interessante. Va ricordato che Eurobet Italia è anche la società che gestisce Bwin e Giocodigitale, il che dice quanto la struttura sia più grande del singolo marchio.
Sisal: il volume, il live e il cash out
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16020 per Sisal. I numeri della sua app sono i più alti di questa lista: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. La sua app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Tra le scommesse proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il Cash Out è il punto da guardare con attenzione, perché è uno strumento che sembra un favore e ha un prezzo: chiudere prima significa accettare la valutazione che l’operatore dà a quel momento, e quella valutazione incorpora il margine. Non è un male in sé — è una scelta di rischio legittima — ma non è nemmeno una funzione gratuita. Il verdetto: sul volume e sulla copertura live Sisal non ha concorrenti in questa lista, e chi gioca in diretta lo nota subito; chi cerca strumenti di uscita li trovi qui, sapendo che il prezzo lo decide l’operatore.
bet365: il marchio globale con la quota italiana
bet365 opera su Bet365 con concessione n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il catalogo è internazionale nella composizione e nella comunicazione, con una copertura che insiste su competizioni di primo livello.
La concessione italiana è per sito, e questo dettaglio va tenuto fermo: quello che vale qui è la riga 16030 e il dominio .it, non la notorietà del marchio a livello globale. bet365 è anche il primo partner della Setka Cup autorizzata da ADM a settembre 2026, secondo la stampa di settore: un modo elegante di ricordare che il palinsesto di un operatore con concessione cresce su autorizzazione, evento per evento. Il verdetto riguarda la riconoscibilità del prodotto: chi ha già usato bet365 altrove ritrova la stessa impostazione, e questo è un vantaggio per chi cerca familiarità, non un argomento sul prezzo.
La sintesi: che cosa resta dopo aver letto le dieci schede
Messe in fila, le dieci concessioni raccontano una cosa che nessuna griglia comparativa dice: il prodotto sportivo italiano è differenziato per vocazione, non per qualità complessiva. Sisal domina il volume live, Planetwin365 la profondità calcistica, Eurobet l’ampiezza tematica, Betfair la struttura dei mercati, William Hill il rapporto tra identificazione e benvenuto, NetWin la semplicità dell’offerta, AdmiralBet la leggibilità dei propri limiti. Chi cerca il brand di richiamo trova bet365 e Lottomatica; chi cerca un’esperienza da casinò con lo sport accanto trova StarCasinò.
Il filo che li unisce è il costo, ed è sempre lo stesso: il margine dentro la quota, i requisiti di rigioco dentro il bonus, il prezzo incorporato nel Cash Out. Su questo terreno gli operatori con concessione sono tutti nella stessa posizione di partenza e nessuno può permettersi di nascondere la propria struttura, perché la struttura sta nel palinsesto approvato e nelle condizioni che pubblicano. La scelta tra loro si gioca su quale di queste leve pesa meno sul modo in cui giochi tu. Un conto estero non aggiunge nessuna leva nuova: toglie quelle che esistono e non mette niente al loro posto.
Domande frequenti sui siti di scommesse esteri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il primo è di legge: ADM precisa che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. A questo si aggiungono il blocco DNS dei domini e, sul piano pratico, l’assenza di tutele italiane su prelievi, conti chiusi e reclami.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM: ogni riga riporta un codice e un sito .it. Poi si confronta il codice con quello scritto nelle condizioni dell’operatore e si controlla sul sito che l’offerta di scommesse sportive esista davvero, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: l’autoesclusione registrata vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e sulle sale sul territorio, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. I siti senza concessione non sono collegati al registro, quindi lì la tutela non opera.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
Vale la formulazione ripresa da ADM: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si scelgono i limiti di ricarica, spesa e tempo, validi su base giornaliera, settimanale e mensile. Le condizioni degli operatori confermano la meccanica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La cifra che ADM stabilisce nella gara non è pubblica.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario: la stampa di settore parla di somme «tassate alla fonte». Per la posizione sui siti esteri, che l’Agenzia delle Entrate tratta come redditi diversi, conviene consultare un commercialista.
Siti non AAMS ed esteri – scommessericarica
Contenuto creato dal team «scommessericarica»
