Siti di scommesse con licenza ADM: cosa controllare prima di aprirci un conto

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

La concessione che rende legale un bookmaker in Italia non è un timbro apposto a un marchio: è un titolo intestato a una società e legato a un singolo indirizzo .it. Questa è la prima cosa da capire, e cambia il modo in cui si legge qualsiasi classifica.

Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

Verificato al Ottobre 30, 2026 contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Un conto aperto su un sito senza concessione non è solo fuori dalla vigilanza: è fuori anche dalla rete che limita quanto puoi perdere. Questa pagina guarda il mercato italiano da quel lato, quello del costo, e i dieci concessionari che ci finiscono dentro sono descritti per quello che le loro condizioni e le loro schede dicono, non per quello che promettono.

La classifica: dieci concessionari ADM, quello che costano e a chi servono

I criteri di valutazione: prima il titolo, poi il resto

Ordino questi dieci marchi su una scala che parte da ciò che si può verificare e scende verso ciò che si può solo leggere.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Il primo posto della scala è il titolo: il numero di concessione e la società che lo detiene. Il secondo è l’identificazione con cui si apre il conto, perché determina quanto velocemente il tuo denaro entra nel circuito dell’operatore e quanto velocemente ne esce. Il terzo è la libreria di mercati e di eventi, quello che i bookmaker chiamano palinsesto. Il quarto sono gli strumenti che ti permettono di mettere un tetto alla spesa. L’ultimo è il peso delle condizioni scritte: un bonus dichiarato in grande e un requisito di puntata in piccolo dicono più cose del bonus stesso.

L’ordine con cui li presento è quello con cui il mercato li propone quando si cerca un bookmaker con concessione, e non è una graduatoria di qualità: sono dieci concessionari, non i migliori dieci del mercato. L’elenco dell’ADM letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe e 46 società dietro di esse; questa pagina ne guarda dieci, le altre quarantadue esistono eccome.

C’è poi una distinzione che serve più di tutte le altre. Il titolo abilita, la polizza delle condizioni decide il prezzo.

Le concessioni una accanto all’altra: numeri, titolari e cosa riservano

La tabella mette in fila le dieci concessioni con la società che le detiene, e accanto quello che le condizioni dell’operatore riservano al giocatore sui punti su cui questa pagina si interroga: quanto costa aprire il conto in termini di identificazione, e cosa si firma quando si apre.

Brand Numero di concessione e concessionario Cosa stabiliscono le condizioni dell’operatore
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Conto apribile anche con le procedure di identificazione SPID e CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Accesso al conto gioco con Touch ID dall’app Sisal Matchpoint, oltre alle credenziali ordinarie
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Nessuna indicazione specifica sulle modalità di apertura; l’app copre singole, multiple e sistemi
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale, dopo l’invio dei documenti entro 96 ore; 10 € di bonus immediato con registrazione SPID
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Nessuna indicazione specifica sulle modalità di apertura; fra gli strumenti di gioco responsabile figurano pause, limiti di versamento e autoesclusione
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Nessuna indicazione specifica sulle modalità di apertura; l’app copre i principali campionati nazionali ed europei
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Nessuna indicazione specifica sulle modalità di apertura; la sezione Supercombo raccoglie combinazioni a quote maggiorate
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Nessuna indicazione specifica sulle modalità di apertura; streaming per scommettere live seguendo la partita
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Apertura con caricamento del documento in .pdf, .jpg o .png oppure con SPID di livello 2, che richiede un codice temporaneo OTP
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Nessuna indicazione specifica sulle modalità di apertura; mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo

Che metà delle caselle della terza colonna resti asciutta è la notizia più utile della tabella. Molti concessionari non scrivono nulla di particolare su come si apre il conto e su come si preleva, e questo silenzio non è un difetto del titolo: è la struttura del prodotto. Un concessionario vende il palinsesto, la quota e la funzione cash out; i limiti e le tutele li fissa la legge, non la fantasia del reparto marketing.

Il dettaglio che salta all’occhio è la distribuzione delle società. Dietro dieci insegne ci sono dieci ragioni sociali diverse, e nessuna di queste dieci porta il nome del marchio: Betflag S.p.a., Sisal Italia S.p.a., Snaitech Spa, William Hill Malta Plc, Hillside (New Media Malta) Plc, Pwo S.p.a., Betfair Italia S.r.l., Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Admiral Bet S.r.l., Azzurri Limited. Chi cerca «concessionario» e legge il nome del marchio nel campo sbagliato si ferma alla prima riga e non trova niente.

Cosa dicono davvero i numeri di concessione

Il numero identifica il titolo, non il marchio. La concessione è rilasciata per un sito, quindi un marchio che compare nel tuo elenco dei preferiti con un indirizzo diverso da quello che l’operatore dichiara nei termini non è coperto da quel numero.

Le condizioni di AdmiralBet lo scrivono senza giri di parole: la società si dichiara concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e indica il sito attraverso cui fornisce il servizio. È il modello che vale per tutti e dieci. Se in fondo alla pagina dei termini non trovi né la società né il numero, hai trovato la cosa che conta più di ogni quota.

Il secondo malinteso riguarda i vecchi codici 16000 e dintorni. Il mercato continua a chiamare «AAMS» ciò che oggi è l’ADM (ex AAMS): la sigla storica sopravvive nel linguaggio comune delle ricevitorie, ma l’autorità che pubblica l’elenco è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

E poi ci sono i 52 numeri. La tornata di gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società sulle 93 domande presentate, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Un titolo da sette milioni non si regala a chiunque, ed è per questo che l’elenco è corto.

Meccanismi e panoramica: come si verifica una concessione senza credere a nessuno

L’elenco ADM è il test, e non guarda cosa offrono i siti

L’ADM pubblica l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza; l’elenco letto il 25 ottobre 2026 contiene 52 righe, con codici che vanno da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. La verifica quindi si fa in tre minuti: si apre l’elenco, si cerca il marchio o la società, si controlla che l’indirizzo corrisponda.

Il limite dell’elenco è che non ha una colonna per i giochi. Una riga dice che quel concessionario è autorizzato per il gioco a distanza, non che quel marchio tratti scommesse sportive. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Il nome compare, e poi tocca a te scoprire se dietro c’è il palinsesto che cerchi.

Il regio decreto che sta dietro il sistema non lascia scampo alle scorciatoie: il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’ADM, e la verifica si fa sull’elenco dell’Agenzia. Non esiste un’autocertificazione, non esiste una licenza estera che valga come sostituto.

Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riscritto il quadro. Le concessioni si assegnano con gara pubblica, non con un’autorizzazione a sportello, e l’art. 6, comma 1 elenca i giochi ammessi: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori; bingo.

L’art. 6, comma 3 fissa la durata: chi vince la gara può gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. L’art. 6, comma 5 pretende una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara. Gli artt. 4, comma 3 e 5, comma 3 congelano condizioni e regime fiscale per tutta la durata della concessione: quello che firmi oggi non viene riscritto domani dalla parte che ci guadagna.

Sui contenuti che puoi giocare la legge è più dettagliata di quanto il pubblico immagini, e vale la pena leggerla perché è la fonte del vincolo. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa si può accettare solo su un evento che sta dentro quel palinsesto approvato. Non è una formalità: le tipologie di evento entrano una per una. Nel settembre 2026, come riporta la stampa di settore, l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner.

Da SPID al conto attivo: passaggi, attese e costi

Aprire un conto di gioco in Italia richiede l’identificazione piena, e questo è il punto in cui la teoria della verifica diventa una coda di pratica.

La strada più rapida passa dal Sistema Pubblico di Identità Digitale. Il conto AdmiralBet si apre caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda, accanto alla registrazione classica, alle procedure di identificazione con SPID e con CIE. William Hill costruisce intorno alla scelta una differenza di premio: chi si registra con SPID vede accreditato subito un bonus sport da 10 €, mentre la registrazione manuale prevede un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Il messaggio implicito è chiaro e vale la pena dirlo: l’identità digitale viene pagata, quella cartacea ti costa un documento fotografato e due giorni di attesa. Nessuno dei due percorsi è gratis nel senso pieno, ma il primo ti fa arrivare prima al palinsesto.

Senza SPID il conto resta in attesa: le pagine degli operatori indicano la validazione entro 30 giorni, oltre i quali il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Un conto con i prelievi bloccati è un conto che non hai, per quanto la quota sull’1X2 ti sembri buona.

Pagamenti e palinsesto: dove il titolo non dice nulla

Il titolo ti dice che puoi giocare. Non ti dice quanto scorre lento il denaro, e questo è il vero costo nascosto.

Sul fronte dei versamenti l’Italia ha un pezzo di infrastruttura che pochi conoscono: i punti vendita ricariche. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM tenga un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Due cose che quei punti non fanno: non pagano vincite e non liquidano il saldo. Chi si presenta al tabaccaio per ritirare una vincita ha frainteso il servizio.

Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici, bonifico, buoni e ricariche in contanti in tabaccheria. Fuori da questo elenco, il terreno è incerto: la posizione delle criptovalute presso i concessionari ADM è ancora aperta e non esiste una norma che nomini le rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco di operatori senza concessione; la data di entrata in vigore non è confermata.

Il palinsesto è l’altro capitolo che il numero di concessione non sfiora. La legge nomina le scommesse sportive a quota fissa come prodotto centrale e aggiunge il totalizzatore; se un marchio online offra totalizzatori sportivi è materia aperta al lettore. Gli eventi simulati — quelli definiti dall’art. 2, lett. v) come eventi sportivi, ippici e altri generati al computer o mostrati come evento reale pre-registrato — stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e infatti i siti degli operatori tengono una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli a quota fissa o a totalizzatore stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c), con vincente, accoppiata, tris e formule di tipo quarté e quinté, richiedono una concessione a parte. Se un marchio tratti online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere da qui.

Il live lo offre ogni operatore di dimensioni serie, e la legge italiana sui mercati in tempo reale, sui ritardi e sugli eventi ammessi non è ricostruibile con precisione. Anche il betting exchange è materia separata: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono come gioco a sé, dove il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair è descritta come portatrice di regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima back di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Chi arriva dall’exchange internazionale trova quindi un prodotto grammaticalmente simile e numericamente diverso.

La normativa: cosa succede a chi gioca senza concessione

La lista dei siti inibiti è pubblica, il blocco è un palliativo

Il pezzo di legge che il lettore incontra per primo quando cerca «siti non AAMS» è l’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Non è una blacklist privata: è un atto pubblico, consultabile.

I prestatori di servizi internet e quelli di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso, e il termine tecnico del risultato è «oscurati».

Il blocco agisce a livello di DNS e non tutti gli operatori di rete lo applicano con la stessa puntualità. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riporta la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono alcune decine o centinaia di domini per volta. I mirror riappaiono in poche ore. Un muro che si ricostruisce ogni mese contro qualcuno che scava un buco ogni settimana è una misura pensata per alzare il costo della ricerca, non per renderla impossibile.

La norma sulla pubblicità, e quanto poco la paghi davvero

Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, trasmissioni televisive e radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet.

L’ADM lo ha ricordato il 28 febbraio 2024 con un comunicato che vale la pena citare per intero, perché è la norma più fraintesa del settore: la legge vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un bonus di benvenuto è legale; il manifesto che lo annuncia a bordo campo non lo è.

L’AGCOM vigila sulla norma, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il numero è enorme rispetto all’infrazione media e questo ha prodotto un contenzioso: nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica della norma.

Il futuro prossimo, con tutta la prudenza del caso: una proposta di modifica alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio sulle sponsorizzazioni, è stata presentata e il suo esito non risulta definito. Alla data di verifica il divieto è in vigore, e non c’è un emendamento che cambi la sostanza del discorso: la pubblicità non è la prova della concessione.

Lo stesso decreto firmato nel 2018 promuove la pubblicità del gioco pubblico orientata al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). È la sola finestra pubblicitaria sopravvissuta, e il legislatore l’ha aperta verso la tutela, non verso l’acquisizione di clienti.

Il conto, alla fine, si fa con le tasse

Nessuno apre un conto di gioco pensando al regime fiscale. Eppure è l’unica voce che entra nel conteggio di chi vince.

Sul lato dell’operatore, l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le giocate e le vincite corrisposte. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere passate da un regime molto più pesante. Le giocate su eventi simulati pagano invece il 24,5 % dell’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel cosiddetto Decreto Sport, per portare le aliquote al 21 % e al 25 %, non è entrata in vigore.

Per chi gioca, la conseguenza è diretta e vale la pena scriverla senza giri di parole. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, descrive il meccanismo come una tassazione alla fonte, con il giocatore che riceve la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione prudente è sempre la stessa: prima di fare affidamento su questa lettura, consultare un commercialista.

Cambia tutto se il sito non ha la concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, e l’art. 69 del TUIR le rende tassabili per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è questa: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è ricostruibile da qui, e la posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, il che non è consulenza fiscale.

Qui il costo smette di essere teorico. Un bookmaker con licenza europea che accetta giocatori italiani ti consegna una vincita sulla quale, in linea di principio, la dichiarazione la fai tu, senza che nessuno ti abbia trattenuto nulla alla fonte.

Cosa si perde, in concreto, su un sito oscurato

La domanda che ogni tanto arriva è se convenga un .com straniero. La risposta è nella lista dei diritti che evaporano in un colpo solo.

L’offerta di gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. E la norma non si limita al gestore: l’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, nella lettura che ne dà l’ADM nel comunicato del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un caso concreto contro un giocatore non sono ricostruibili da qui.

Sul lato dell’operatore, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. Un concessionario senza titolo che raccoglie nel nostro paese non sta in una zona grigia: sta dentro una fattispecie.

Il confronto onesto sta in quattro voci. Una concessione ADM porta il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com senza licenza italiana non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come scrive l’ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore.

Prevenzione e tutela: i limiti che decidi tu, e i due che non decidi

Nel RUA non resti mai solo

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 e noto come RUA, non è una lista di persone con un problema: è il meccanismo che rende irreversibile, per un periodo, una decisione presa in un momento lucido.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale, e in quel caso riguarda tutti i concessionari con blocco dell’apertura di nuovi conti; oppure limitata a un singolo concessionario; oppure ancora a una singola categoria di gioco, per esempio le scommesse a quota fissa. Questa granularità è la parte che il giocatore medio non conosce, e nella pratica è la più utile: chi vuole continuare a seguire il calcio senza giocare sulle partite può chiudere solo quella categoria e lasciare aperto il resto.

La durata può arrivare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi. L’autoesclusione a tempo determinato, invece, non può essere revocata prima della scadenza — una regola che esiste per un motivo preciso, e il motivo è che la tentazione di revocare arriva puntualmente due giorni dopo.

> Da non confondere con quanto scrivono le condizioni di alcuni operatori: Admiralbet prevede periodi di autoesclusione di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e indica che dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono le durate del singolo marchio; il quadro generale è quello dell’Agenzia.

Dal 1° febbraio 2026 esistono anche forme parziali di esclusione, come riporta la stampa di settore, e i periodi e le forme corrispondono a quanto scrivono i termini degli operatori e la pagina dell’ADM.

La richiesta si presenta da due punti: dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Chi preferisce non passare da nessuno dei due può chiamare il numero verde nazionale 800 558822, che offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco.

Quello che il RUA blocca, e quello che non blocca

Il funzionamento del registro è una clausola di ferro, e va letta con attenzione perché ha conseguenze pratiche immediate. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi né giocate, e non si possono aprire conti, presso alcun operatore con concessione ADM. Si può però prelevare il saldo prelevabile.

La differenza tra le due metà della frase è tutta lì. Il denaro che hai dentro lo recuperi; il denaro che vorresti metterci dentro non entra. E c’è una conseguenza che vale più di ogni avvertimento: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto su una piattaforma offshore. Chi cerca un sito non AAMS dopo essersi escluso dal circuito legale non trova la libertà: trova l’unico posto dove la sua decisione non è registrata.

Cosa metti nel conto prima di aprirlo

Il limite di deposito è la decisione più importante che prendi in fase di registrazione, e la prendi una volta sola.

Il D.Lgs. 41/2024, all’art. 15, comma 1, elenca la strumentazione che ogni concessionario deve mettere a disposizione: limiti che il giocatore si dà su tempo, spesa e perdita; limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

In pratica, in registrazione ti si chiede di scegliere un limite di deposito settimanale o mensile. Le condizioni di Admiralbet chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e stabiliscono la regola che conta: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quel ritardo non è un dispetto. È il tempo che serve perché una decisione presa dopo una serata storta non diventi operativa prima che tu ci ripensi.

La figura del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota, e non serve conoscerla per decidere il proprio.

Il costo di far girare cento euro su un mercato a due esiti

Qui entra in scena il numero che nessun bonus mette in vetrina.

Immagina un giocatore che entra con un limite di deposito di 100 € a settimana e li gioca una volta sola su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. Non è un prezzo di listino: è un esempio costruito per far vedere la meccanica. Ogni euro puntato torna al giocatore in ragione di 0,95 €, perché la quota di restituzione del mercato è 1 diviso la somma dei reciproci delle due quote, e il margine del bookmaker, cioè quel che resta sul giro di puntate, è il 5 % circa.

Il costo atteso di quel giro di cento euro sta quindi intorno ai 5 €, e la forbice si apre o si stringe a seconda del mercato che scegli: su un palinsesto di nicchia, con margini più larghi, la stessa cifra giocata una volta sola può costare due o tre volte tanto, fino a una quindicina di euro. È la stima di una media su molte giocate ripetute nelle stesse condizioni, non il risultato che ti aspetta su quella singola schedina: su un colpo solo vinci o perdi, e il margine è un fatto statistico.

Il conto diventa interessante quando il giro non è uno solo. Se quei 100 € vengono rigiocati dieci volte, il costo atteso si avvicina ai 50 €, perchè il margine si applica a ogni passaggio, non al deposito. Ed è esattamente qui che il requisito di puntata di un bonus smette di essere un dettaglio contrattuale e diventa un costo misurabile.

Un’ultima riga di aritmetica, per chi legge le condizioni con la calcolatrice in mano. William Hill fissa a 100 € l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa e precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Cento euro di bonus non sono cento euro di denaro: sono cento euro che esistono solo dopo che hai giocato, alle condizioni che l’operatore scrive nei termini.

La pubblicità li chiama bonus, i termini li chiamano requisiti

C’è una parola che ricorre in ogni offerta di benvenuto e che vale la pena smontare: bonus.

Il divieto pubblicitario del 2018 ha prodotto un effetto collaterale che pochi osservano. La promozione non è scomparsa, si è spostata dentro i termini e condizioni, dove nessuno la legge. L’operatore non può comprare un cartellone allo stadio, ma può scriverti cinque righe di condizioni in corpo otto sul sito.

Il numero che smonta la parola sta già in questa pagina e non è un’opinione: un bonus con requisito di giocata si trasforma in denaro solo dopo un giro di puntate la cui dimensione la decide l’operatore, e su ogni giro il margine del mercato resta nelle casse della casa. Un bonus da 100 € giocato al requisito minimo su un mercato a due esiti con margine intorno al 5 % costa in media qualche euro di margine per ogni passaggio, e il valore netto dell’offerta è quello che resta dopo il conteggio. Chi legge «100 € di bonus» e pensa a cento euro di tasca propria ha già perso il filo del discorso.

I dieci concessionari, uno per uno

BetFlag: concessione 16008, l’identità digitale come prima scelta

BetFlag è il concessionario più comodo per chi ha già SPID o CIE attivi e non vuole caricare documenti. Il sito rimanda, accanto alla registrazione classica, alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, e l’apertura del conto si riduce a un flusso che importa i dati al posto tuo.

Il titolo è il numero 16008, intestato a Betflag S.p.a. Il marchio è fra quelli che il mercato associa storicamente alle scommesse sportive più che al casinò, il che conta per un lettore che vuole un palinsesto prima di tutto.

La condizione da tenere a mente è la più banale e la più importante: il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’identificazione serve esattamente a garantirlo. La comodità di SPID e CIE non è un servizio al cliente, è un adempimento più rapido.

Verdetto. Chi ha SPID e cerca un accesso che non passi dalla fotocamera del telefono trova qui il percorso più corto; chi non ce l’ha non perde nulla, ma apre un conto destinato alla validazione manuale entro i trenta giorni.

Sisal: concessione 16020, il palinsesto enorme e l’accesso con Touch ID

Sisal porta in dote una libreria che pochi possono eguagliare. L’app Sisal Matchpoint indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Sui tipi di giocata la copertura è larga: la scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. C’è anche il cash out, la funzione che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e l’app consente di accedere al conto gioco con Touch ID.

Il numero è il 16020, intestato a Sisal Italia S.p.a. Quindicimila eventi live non sono un numero di marketing: sono un’infrastruttura, e la si paga con un palinsesto denso di mercati derivati dove il margine del bookmaker è più difficile da calcolare a occhio.

Verdetto. Un catalogo di quelle dimensioni è il posto giusto per chi cerca il mercato secondario — un tiro in porta, un cartellino — e il posto sbagliato per chi cerca la quota secca sull’1X2 e nient’altro.

SNAI: concessione 16032, singole, multiple e sistemi

SNAI presidia il terreno delle giocate composte. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il numero è il 16032, intestato a Snaitech Spa. Il marchio è uno dei nomi storici delle ricevitorie italiane, e la sua app porta sul telefono una struttura di giocata che chi ha imparato allo sportello riconosce subito.

Le multiple e i sistemi sono anche la voce di costo più sottovalutata del listino: ogni gamba aggiuntiva entra con il proprio margine, e combinare cinque eventi significa moltiplicare fra loro cinque prezzi costruiti per lasciare qualcosa alla casa. La comodità di compilare tutto dal telefono non riduce quel conto.

Verdetto. Chi costruisce sistemi e multiple da tempo trova qui un’interfaccia costruita intorno al modo in cui gioca; chi punta sul singolo mercato non ha in cambio nulla di particolare.

William Hill: concessione 16044, il premio per chi arriva con SPID

William Hill è il caso più leggibile di questa lista, perché mette nero su bianco quanto vale venire con l’identità digitale. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Il numero è il 16044, intestato a William Hill Malta Plc. Sulle condizioni generali dei bonus l’operatore è più esplicito di molti concorrenti: l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.

Quella precisazione vale più dell’offerta. Un bonus non prelevabile è credito di gioco, non denaro; e il tetto di 100 € per scommessa definisce la dimensione massima di singola alla quale il credito può essere usato. Il premio per l’identità digitale, in altre parole, è di 5 € di differenza: è il prezzo che l’operatore attribuisce alla verifica automatica.

Verdetto. La differenza fra i due percorsi di registrazione è la variabile che cambia il valore dell’offerta, e con SPID il conto si attiva prima che con il documento caricato a mano.

bet365: concessione 16030, il palinsesto globale e i limiti di versamento

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live. È il ritratto di un operatore che ha puntato su una copertura internazionale larga invece che sulla profondità di un solo campionato.

Il numero è il 16030, intestato a Hillside (New Media Malta) Plc.

Sul versante della tutela gli strumenti dichiarati comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. I limiti di versamento sono la voce da controllare per prima: sono lo strumento che agisce sul deposito, cioè sul momento in cui il denaro esce davvero dalle tasche del giocatore.

L’autorizzazione della Setka Cup del settembre 2026, con bet365 primo partner, dice qualcosa di interessante sulla meccanica del palinsesto: gli eventi entrano uno per uno, e il primo che si muove su una competizione appena autorizzata è l’operatore che sceglie di investire lì.

Verdetto. Un catalogo internazionale di quella ampiezza si sposa bene con chi cerca sport minori o competizioni estere; chi vuole solo Serie A e una quota media non ha motivo di pagare la complessità.

Planetwin365: concessione 16007, i campionati e i risultati in diretta

Planetwin365 costruisce l’offerta sui campionati che il pubblico italiano segue davvero. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il numero è il 16007, intestato a Pwo S.p.a.

La profondità sulle serie minori è la cosa che distingue questo palinsesto: Serie C e Coppa Italia dentro l’app significano che chi segue il campionato cadetto o la coppa nazionale trova il mercato senza cambiare operatore. Sui campionati minori i margini sono tipicamente più larghi, un fatto che vale la pena sapere prima di puntarci una multipla.

Verdetto. Chi segue il calcio italiano a tutti i livelli trova qui la copertura più larga del gruppo; chi cerca profondità sugli sport americani ha poche caselle da spuntare.

Betfair: concessione 16028, Supercombo ed exchange nello stesso conto

Betfair è il marchio che in questa lista ha la doppia natura più interessante. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate; sotto quella superficie sta l’identità di exchange, con la concessione 16028 intestata a Betfair Italia S.r.l.

È il numero che vale la pena leggere con attenzione, perché il betting exchange in Italia è un gioco separato ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. e): il giocatore può essere punta o banca e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair è descritta come portatrice di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima back di 200 centesimi in passi da 50 centesimi — un vincolo che chi arriva dall’exchange internazionale nota subito.

Le Supercombo a quote maggiorate sono la proposta più ambigua del gruppo: una quota maggiorata su una combinazione non è un regalo, è un prezzo costruito su un mercato con margine più alto della media.

Verdetto. Il vantaggio competitivo non sta nelle combo ma nella doppia natura del conto, ed è quello che un giocatore che ragiona in termini di prezzi trova raramente nella stessa piattaforma.

Lottomatica: concessione 16010, streaming e quote in tempo reale

Lottomatica porta sul tavolo un’infrastruttura pensata per il live. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Il numero è il 16010, e il nome che ci sta dietro è la prova migliore di quanto la concessione sia un fatto societario e non un fatto di insegna: il titolare è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., società nota come GBO Italy.

Lo streaming gratuito cambia l’esperienza di chi gioca live, ed è un argomento economico prima che tecnologico: seguire la partita dentro la piattaforma significa non interrompere il flusso di scommessa, e un flusso che non si interrompe è anche un flusso che non lascia tempo per ripensarci.

Verdetto. Chi gioca in tempo reale trova qui l’ambiente più coerente; chi scommette in pre-match non ha nulla da guadagnare da uno strumento che non userà.

AdmiralBet: concessione 16048, i limiti scritti meglio degli altri

AdmiralBet è il concessionario su cui la documentazione pubblica permette l’analisi più precisa dei limiti. Le condizioni chiedono, in registrazione, di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e stabiliscono che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato diventa operativo dopo 7 giorni.

Il numero è il 16048, intestato a Admiral Bet S.r.l. L’operatore dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: si scrive concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e indica il sito attraverso cui fornisce il servizio.

L’apertura del conto offre le due strade già viste altrove: registrazione classica con caricamento fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2 con codice temporaneo OTP e importazione automatica dei dati. Sul fronte dell’autoesclusione le condizioni indicano periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e segnalano che dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Verdetto. La distinzione fra i tre tipi di limite — ricarica, spesa, tempo — è il dettaglio che rende queste condizioni più leggibili di quelle dei concorrenti, e chi vuole darsi un tetto su tutte le dimensioni trova qui la griglia già pronta.

Betsson: concessione 16027, il catalogo classico e i mercati di base

Betsson chiude la lista con un profilo sobrio. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Il numero è il 16027, e la società che lo detiene è Azzurri Limited — un nome che non ha nulla a che vedere con il marchio visibile, e che riassume bene la regola generale: nel registro si cerca la società, sul sito si cerca il numero.

Il catalogo di base è tutto quello che serve a chi gioca i mercati principali, e niente di più. Un palinsesto costruito su migliaia di eventi con i mercati classici è il posto in cui la quota sull’1X2 è la voce che il mercato guarda davvero, e quindi il posto in cui il prezzo è più competitivo.

Verdetto. Un’offerta senza ornamenti si presta a chi scommette su 1X2, Under/Over e GG/NG e vuole un conto dove il costo per giocata resta contenuto, senza pagare il sovrapprezzo dei prodotti derivati.

Domande frequenti su siti di scommesse con licenza

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

In due passaggi. Si apre l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, si cerca il nome del marchio o della società e si controlla che il sito indicato sia quello che si intende usare. Il numero di concessione dichiarato nei termini dell’operatore deve coincidere con la riga trovata.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

La concessione è legata al singolo sito e ogni riga dell’elenco dell’ADM corrisponde a un indirizzo .it. Il titolo è intestato a una società ma vale per una piattaforma, quindi il dominio italiano è la sede in cui il titolare esercita il gioco autorizzato: un indirizzo diverso dal quello dichiarato non è coperto da quel numero.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

È il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, e blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID o a un concessionario presso cui si ha un conto; durante l’esclusione non si depositano né si giocano somme e non si aprono nuovi conti, ma si prelevano i saldi disponibili.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite lo sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile, in base all’età e al comportamento secondo i protocolli previsti dalla legge. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre un limite aumentato diventa operativo dopo 7 giorni: è il tempo che separa una decisione presa d’impulso dal momento in cui diventa operativa.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuno degli strumenti di tutela segue il giocatore fuori dal circuito dei concessionari: i siti non collegati al RUA non registrano l’autoesclusione, l’ADM non vigila e non esiste tutela sul prelievo. Il dominio è soggetto al blocco DNS e, come scrive l’Agenzia, il partecipante a scommesse non autorizzate è sanzionato con ammenda e arresto.

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