Scommesse sugli esports 2026: la guida che parte dal costo, non dal bonus
Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026; concessioni e numeri di concessione verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.
Chi cerca notizie sulle scommesse sugli esports di solito arriva qui con una domanda semplice: si può, e su cosa? La risposta breve è che la partita legale si gioca su due tavoli diversi. Uno è quello delle concessioni, dove ADM (ex AAMS) decide chi può raccogliere giocate in Italia. L’altro è quello del palinsesto, cioè l’elenco degli eventi e dei tipi di giocata che ogni concessionario prepara e che ADM approva. Gli esports stanno nel primo tavolo come possibilità, nel secondo come incognita: se il palinsesto approvato di un operatore contenga o meno i videogiochi non risulta, e l’unica prova di cosa un concessionario offra davvero resta la sua app, la sua sezione sport e i suoi termini. Il resto — quanti tornei, quali titoli, quali mercati — lo si legge lì.
Prima di qualunque altra cosa, il lettore onesto deve sapere che questa pagina non promette pronostici e non sa chi vincerà la prossima partita di League of Legends. Nessuno lo sa. Quello che si può sapere, e che qui si spiega, è l’aritmetica dell’offerta: quanto trattiene un bookmaker, quanto costa far girare un bonus, quanto rende in media una freebet, e che cosa si rischia firmando su un sito senza concessione italiana. Il costo è la lente con cui vale la pena guardare tutto il resto, perché il bonus in vetrina è pubblicità e il margine è denaro.
Fondamenti: che cosa sono gli esports e come nasce una giocata
Un videogioco che diventa competizione
Gli esports sono una forma di competizione che usa i videogiochi, di solito organizzata tra giocatori professionisti, singoli o in squadra. Detta così sembra una definizione da manuale, e in effetti lo è: quello che conta per chi scommette è la conseguenza pratica di quella frase. Una competizione tra professionisti produce un calendario, un formato, dei risultati verificabili e — soprattutto — una struttura di eventi ripetibile. È esattamente il materiale con cui un bookmaker costruisce un palinsesto, perché una giocata ha bisogno di un esito che si possa accertare allo stesso modo per tutti.

Il salto culturale sta nel fatto che i titoli non sono discipline nel senso tradizionale. Non c’è una federazione unica che governa tutto, non c’è un regolamento condiviso tra un torneo di Dota 2 e una tappa di Counter-Strike, e il gioco può cambiare radicalmente con una patch. Per il lettore abituato alla Serie A, questo è il primo punto di attrito: le regole del gioco cambiano mentre la stagione è in corso. Chi scommette deve sapere su quale versione del gioco, con quale formato di partita e con quale regolamento di torneo sta giocando la sua giocata. Non è un dettaglio tecnico: è la differenza tra una giocata su un evento definito e una scommessa su qualcosa che gli organizzatori possono riscrivere.
I titoli che finiscono nei palinsesti
I titoli più popolari sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. Questo elenco non è la lista di ciò che un concessionario italiano offre, ed è bene dirlo con chiarezza: è la lista delle competizioni che nel mondo generano il volume maggiore, e quindi il bacino da cui un palinsesto attingerebbe se decidesse di coprire gli esports. Tra i due estremi c’è tutta la distanza che separa la domanda del pubblico dalla decisione commerciale di chi raccoglie le giocate.
Un dettaglio che sfugge spesso: questi giochi hanno pubblici molto diversi per età, piattaforma e Paese, e di conseguenza hanno mercati diversi. League of Legends e Dota 2 vivono di grandi finali stagionali seguite da milioni di spettatori; Counter-Strike e Valorant vivono di circuiti internazionali con partite frequenti; Fortnite e Rocket League hanno formati più agili e community più frammentate. Per chi scommette, la differenza si traduce in frequenza degli eventi disponibili: un circuito con partite ogni settimana offre più occasioni di un torneo annuale, e più occasioni significano più volte in cui si paga il margine.
Normativa: chi può raccogliere giocate in Italia, e a quali condizioni
La concessione non è una licenza aperta
Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le autorizzazioni non si comprano a sportello: sono concessioni assegnate con gara pubblica. Il comma 1 dell’articolo 6 elenca i giochi che si possono offrire a distanza in regime di concessione, e tra questi figurano le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — compresi quelli simulati — e su corse di cavalli, i concorsi pronostici sportivi e ippici, l’ippica nazionale, i giochi di abilità, di carte e di sorte a quota fissa, le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange, e il bingo. È una lista ampia, ma va letta per quello che è: un catalogo di diritti, non un menù di ciò che ogni concessionario vende.

Il comma 3 dello stesso articolo dice che i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Chi partecipa deve essere una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, presentare un piano di investimenti e impegnarsi a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara, come prevede il comma 5; le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (comma 3 dell’articolo 4 e comma 3 dell’articolo 5). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Il punto che riguarda direttamente chi legge è un altro, ed è quello che le pagine di comparazione tendono a sorvolare: la concessione è per sito, non per azienda. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Una stessa società può comparire più volte: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Sul sito della concessione, e non sul gruppo, si gioca.
Che cosa dice e che cosa non dice l’elenco di ADM
L’elenco è il test completo di chi ha una concessione, e insieme una fonte che viene letta per più di quanto contenga. Non ha una colonna dedicata ai giochi, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, alle scommesse exchange e al bingo. Il nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, che nei propri termini dichiarano numero di concessione e società titolare. La presenza in una classifica, va da sé, non è una concessione.
Sul lato opposto, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe alla data del 25 ottobre 2026. Non è un’opinione, è un riscontro su una lista pubblica, e per il lettore italiano è la differenza tra un operatore che risponde ad ADM e uno che risponde a se stesso. Gli emendamenti successivi al decreto del 2024 non sono noti.
Palinsesto, eventi simulati e ippica: tre cose diverse
L’articolo 2, lettera s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM; una giocata si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta: a settembre 2026 è stato autorizzato il Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga non risulta. È la ragione per cui nessuno può dire in anticipo, e con certezza, se una giocata su un videogioco sia disponibile su un dato sito: bisogna guardare il palinsesto di quel sito, quel giorno.
Gli eventi simulati sono un’altra cosa e hanno una definizione propria: l’articolo 2, lettera v) chiama «scommesse su eventi simulati» quelle su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Chi confonde le due cose — esports e virtuali — sta confrontando un videogioco giocato da esseri umani con una simulazione prodotta da un software. Le logiche di scommessa si somigliano, il rischio informativo no: nel virtuale l’evento è generato dal sistema che lo trasmette.
L’ippica, infine, è due cose separate nella legge: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la lettera a) del comma 1 dell’articolo 6; i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e altre giocate a totalizzatore, secondo la definizione dell’articolo 2, lettera h) — richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online Ippica nazionale non risulta.
Live, exchange e ciò che resta senza risposta
Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori; le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e qui non esiste un elenco dei mercati live. Chi scommette in diretta dovrebbe sapere che sta giocando in una zona dove la cornice normativa è meno leggibile della parte statica.
Il betting exchange è invece un gioco previsto a sé: articolo 6, comma 1, lettera e) e articolo 2, lettera u). Il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 afferma che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non risulta; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Su un punto la legge è esplicita nel tono e muta nel contenuto: esiste una decisione del direttore di ADM sulle scommesse e i minori, che richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto. Restano senza risposta anche la quota massima di puntata per legge nelle scommesse sportive — che non risulta esistere, perché gli strumenti vincolanti sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione — e la questione centrale di questa pagina: se il palinsesto includa gli esports.
La pubblicità è vietata, ma il bonus esiste
Qui il lettore incontra una contraddizione che vale la pena sciogliere. Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge n. 96/2018, è in vigore; ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’applicazione spetta ad AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto, all’articolo 3, lettera l), promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile, e alla lettera m) consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo (e su questo si veda anche il comma 3 dell’articolo 15). La pubblicità di operatori non autorizzati, aggiunge ADM, può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi che la ospitano.
La cronaca 2025-2026 aggiunge sfumature: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la sanzione minima fissa di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, il cui esito non è stato trovato. Alla data di verifica il divieto è in vigore.
Da qui una conseguenza che riguarda il portafoglio di chi legge. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, non un’invenzione del marketing televisivo, e non risulta né un tetto statale ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata. Importi, rigioco e quota minima vengono quindi dai termini di ciascun operatore, che sono l’unico documento vincolante. In un mercato dove non si può fare pubblicità, la vetrina si sposta dentro l’app e dentro i termini del bonus, cioè nel posto meno comodo da leggere per un giocatore che ha fretta.
Le tasse: chi paga, e da quale parte del tavolo
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: si applica al 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi tassi, che prima erano il 43 % e il 47 %; le giocate sui virtuali pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Per il giocatore la questione è più semplice, almeno sulla carta: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario — la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il consiglio pratico è quello che vale sempre quando si parla di fisco: consultare un commercialista.
Discorso diverso per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta. In sintesi: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questo non è consulenza fiscale.
L’offerta illegale, l’oscuramento e l’ammenda
Offrire giochi ai giocatori italiani senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. L’oscuramento funziona a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, con i mirror che ricompaiono in poche ore.
Il lato che riguarda il lettore è il meno pubblicizzato. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, come ADM stessa la riassume il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola lato giocatore nella formulazione dell’autorità. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano; per gli operatori, il comma 4-bis dello stesso articolo copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Vale la pena mettere le due colonne una accanto all’altra, perché è qui che il costo diventa concreto. Una concessione ADM porta con sé la RUA, la vigilanza dell’agenzia, gli strumenti obbligatori di limite e un foro legale italiano. Un marchio non autorizzato su dominio .com non porta nulla di tutto questo, è esposto all’oscuramento DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. Quella zona è descritta come non protetta, e chi ci entra lo fa senza rete.
Gioco responsabile: gli strumenti che il costo non mostra
Diciotto anni, conto di gioco e identificazione
L’articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è una formalità: il conto di gioco nasce solo dopo identificazione completa della persona, e da lì passano i prelievi, i limiti e le tutele.
Sul come, gli operatori si sono adeguati in modo disomogeneo. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori; SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione offerti da alcuni operatori. Chi apre un conto la domenica sera per giocare su una partita che comincia tra due ore dovrebbe saperlo prima: la registrazione classica con documento è più lenta di un accesso con identità digitale già attiva, e i 30 giorni non sono un termine che si negozia con l’assistenza.
Limiti di deposito, di spesa e di tempo
L’articolo 15, comma 1 elenca gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione: limiti autoimposti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
La parte che si tocca con mano è la seconda. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per alzare un limite. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La figura del limite di deposito che ADM fissa nella gara, invece, non risulta.
L’asimmetria è la parte intelligente del meccanismo, e vale la pena dirla per quello che è: la fretta di alzare un limite è esattamente il momento in cui il limite serve, e sette giorni sono un freno messo lì per far scendere quella fretta. Chi trova la regola fastidiosa ha capito la regola.
Autoesclusione e RUA: l’unico interruttore davvero generale
Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La differenza tra le due formulazioni non è burocrazia: è la differenza tra un’interruzione di un mese e un’interruzione che si revoca solo dopo nove.
Il meccanismo generale è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, che blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. L’articolo 15, comma 1, lettera e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore; una testata di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che stabiliscono i termini degli operatori e la pagina di ADM. Ecco il punto che rende il RUA diverso da un pulsante «pausa»: uno strumento interno al sito vale su quel sito, il registro vale sul mercato autorizzato nel suo complesso. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla.
Tra gli strumenti del gioco responsabile di bet365 figurano periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero verde non risolve un conto in rosso, ma è il canale che esiste anche quando il sito è chiuso o il conto è sospeso.
L’obbligo di informazione, pagato dai concessionari
L’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una curiosità che vale la pena raccontare così com’è: il settore finanzia, entro un tetto, la comunicazione che lo mette in guardia. Vale anche come promemoria per il lettore: le informazioni sul gioco responsabile che trova dentro un’area di gioco sono, in parte, il risultato di un obbligo di legge.
Calendario: tornei, titoli e che cosa arriva nel palinsesto
I grandi appuntamenti
Tra i principali tornei esports ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters. Sono quattro format molto diversi: una finale stagionale a inviti, un torneo che storicamente vive di montepremi sostenuti dalla community, un evento dedicato ai giochi di combattimento e un circuito che attraversa più città nell’anno. Per chi guarda il calendario con occhio da scommettitore, la differenza sta nella prevedibilità delle date e nella frequenza delle partite.
Il dato che rende l’idea della scala è The International 2021 di Dota 2, con un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo. Un montepremi così non è un premio per chi scommette — quel denaro va ai team — ma è il segnale di quanto un singolo evento possa mobilitare in visibilità, e quindi di quanto un palinsesto abbia interesse a coprirlo.
Il calendario 2026: Esports World Cup
L’Esports World Cup 2026 si svolge dal 6 luglio al 23 agosto 2026 a Parigi con un montepremi di 75 milioni di dollari USA e 24 giochi; l’edizione 2025 aveva un montepremi di 71,5 milioni di dollari USA. Sette settimane, ventiquattro titoli, una città: è il tipo di manifestazione che concentra l’offerta in un periodo definito, e per chi scommette significa che un’estate può valere più di un anno di tornei sparsi. Il Team Falcons ha vinto l’Esports World Cup Club Championship nel 2025, difendendo il titolo del 2024 — un dettaglio che interessa chi segue le squadre, non chi cerca un pronostico: la continuità di un roster è una informazione, non una garanzia.
Sul lato italiano, quello che resta da fare è sempre lo stesso: prendere il calendario degli eventi e confrontarlo con il palinsesto approvato di un concessionario. Le due cose possono non coincidere, e non per negligenza: il palinsesto si costruisce evento per evento.
Classifica: dieci concessionari e quello che i loro termini dicono
Prima della tabella, una precisazione che riguarda il metodo e non il merito: ogni riga è un marchio presente sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione, e ogni riga riporta, come descrizione del palinsesto, quello che l’app o i termini di quell’operatore dichiarano. Non è una graduatoria di qualità e non è un invito ad aprire un conto: la concessione è rilasciata per sito, l’elenco non ha una colonna per i giochi, e la vicinanza in una tabella non è un giudizio.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dichiarano i termini e l’app dell’operatore |
|---|---|---|
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality show) e di politica (elezioni) |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento |
Due brand della tabella condividono lo stesso concessionario: Betsson e StarCasinò rispondono entrambi ad Azzurri Limited, con due codici distinti e due siti distinti. È la prova più chiara di quanto detto nella parte sulla normativa: la concessione è per sito, e una società può tenerne più di una. Se il lettore cercasse in questa tabella una risposta sugli esports, deve consultare direttamente l’app o il sito dell’operatore: i palinsesti descritti parlano di calcio, tennis, basket, motori, ippica e mercati, e la disponibilità di un titolo esportivo è un dato che va verificato caso per caso sull’offerta del giorno.
La geometria dell’offerta che emerge dalla tabella ha un effetto sul costo. Chi copre più di 20 tipologie di sport e chi dichiara 15.000 eventi live sta comprando ampiezza, e l’ampiezza si paga: più eventi significano più occasioni di giocare, e ogni occasione porta con sé il margine del mercato. Un catalogo stretto come quello di un’offerta musicale e televisiva non è né meglio né peggio: è più piccolo, e quindi offre meno occasioni di spendere lo stesso margine.
Valutare un operatore: le domande che contano prima del bonus
Quanto trattiene il mercato
Un mercato a due esiti e quote identiche è il modo più onesto di vedere il margine, perché non c’è nessuna storia da raccontare su quale esito sia favorito. Prendiamo un caso illustrativo, non una quota quotata da nessuno: quota 1,90 su un esito e 1,90 sull’altro. La somma degli inversi, 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, dà 1,0526 circa; la quota di payout è quindi il reciproco, cioè circa il 95 %, e il margine del bookmaker è il resto, all’incirca il 5 %. Tradotto: su questo mercato l’operatore restituisce in media circa 95 centesimi per ogni euro puntato, e si tiene il 5 %. Il numero vale con la sua condizione — due esiti, due quote uguali a 1,90 — e con quote diverse cambia il conto. Sui mercati reali il margine sta in una banda che dipende dall’esito, dal tipo di giocata e da quanto è affollato il mercato, e non esiste un valore unico che valga per tutto il palinsesto di un operatore. Un mercato a due esiti come il 1X2 di una partita di calcio non ha la stessa geometria di un mercato con dieci esiti o di una combo costruita a mano, e chi confronta le quote di un operatore con quelle di un altro dovrebbe farlo sullo stesso evento e sullo stesso tipo di giocata, altrimenti confronta due cose diverse.
La freebet da 5 € del Extra Bet Club, letta per quello che è
L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Il nome dice «freebet» e la parola invita a pensare a denaro regalato; la condizione dice un’altra cosa. Cinque eventi con quota totale minima 10.0 significa una schedina costruita per raggiungere un numero, non una giocata che il lettore avrebbe fatto comunque. Su una multipla di cinque partite con quota minima 10.0, l’evento in cui il margine si accumula è più di uno: il costo non è solo la quota minima, è il fatto che una condizione di quota spinge verso giocate con più gambe, e ogni gamba porta il proprio margine.
Il tetto di 100 € dice a chi è destinata l’iniziativa: a un giocatore che fa quello stesso tipo di multipla ogni settimana per mesi, non a chi prova una volta. Chi ha già nel suo modo di giocare le multiple da cinque eventi a quota 10.0 trova nell’Extra Bet Club una riduzione del costo che avrebbe comunque pagato; per tutti gli altri è un incentivo a spingere una singola fino a farla diventare una multipla, e il costo di quella trasformazione non si vede nel conto del club.
Le varianti di giocata e il costo che non si vede
Le combinazioni si sprecano. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. La funzione Cash Out chiude la schedina prima della fine dell’evento, e un comodo esempio di come un prodotto di comodità abbia un prezzo: il valore di chiusura lo decide il sistema, e chi incassa prima rinuncia alla parte di quotazione che resta. Tra le giocate proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Il punto, per chi guarda il costo, è che ogni prodotto di comodità — cash out, combo combinabili, quote maggiorate — aggiunge un parametro che il giocatore non controlla. Il Cash Out non è un’assicurazione regalata: è un prezzo applicato al momento. Chi scommette pensando di poter sempre uscire sta comprando flessibilità a un costo che non vede.
Per ricevere il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. È un esempio di una delle due grandi famiglie di offerta che il lettore incontra: quella dove c’è una ricarica di mezzo, e quella dove la freebet arriva su un requisito di giocata. Il primo tipo mette denaro nuovo nel conto, il secondo premia il volume di gioco. Sono cose diverse e il secondo, per chi non gioca già a quei ritmi, costa più di quello che sembra.
Quanto costa far girare un bonus
Quando un operatore lega un bonus a requisiti di puntata, la domanda giusta non è quanto vale il bonus ma quanto betting richiede. I numeri che servono sono tre: la base su cui si applica il requisito, il moltiplicatore del rigioco e la puntata per giocata; le giocate sotto la quota minima, semplicemente, non contano. Il quarto numero è il margine del mercato su cui si farà girare l’offerta, ed è quello che nessuno mette in vetrina.
La versione pulita del conto, con numeri tondi a scopo illustrativo e non presi dall’offerta di nessuno: un bonus di 100 € con requisito di rigioco pari a cinque volte la base richiede 500 € di giocate complessive; con puntate da 5 € significa 100 giocate alle quote che soddisfano il minimo richiesto. Se quelle giocate si fanno su un mercato che restituisce il 95 % della somma puntata, il costo medio atteso per completare il requisito è il 5 % di 500 €, cioè 25 €. In pratica: incassare un bonus da 100 € con queste regole ha un prezzo medio atteso di 25 €, che scende solo se il margine su cui si gioca è più basso di quello. Se la quota minima richiesta è alta, l’insieme dei mercati utilizzabili si restringe e il margine medio di quel sottoinsieme tende a essere peggiore; se la scadenza è breve, chi non ha tempo di distribuire le giocate su più giorni si ritrova a giocarle tutte sui mercati a margine più alto. Il conto non dice che il bonus è un cattivo affare, e non dice nemmeno che è un buon affare: dice che costa, e che il requisito di puntata è la cifra che decide se vince qualcosa anche chi non vince niente.
Vale la stessa logica per la freebet. Una freebet da 5 € giocata su un mercato a due esiti con margine del 5 % non vale 5 €: una parte del suo valore si perde nella quota che la accoglie, e il valore medio atteso dell’offerta sta al di sotto dell’importo nominale. Chi chiama «gratis» una cosa che costa una frazione del suo valore usa un aggettivo e non un numero, e il numero esiste. Vale anche per i «bonus senza deposito»: se sono legati a requisiti di puntata e a quote minime, il modo corretto di leggerli è come una riduzione di costo, non come denaro.
I dieci concessionari, uno per uno, e per chi ha senso ciascuno
Eurobet: il palinsesto più largo della lista, eventi di spettacolo compresi
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È una scelta che dice molto su come l’operatore vede il proprio pubblico: non un bookmaker per tifosi, un catalogo per chi vuole avere sempre qualcosa su cui giocare. La concessione è la n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale.
La larghezza del catalogo ha un costo per il giocatore, e non è la quota. Una scelta troppo ampia aumenta la probabilità di giocare su un mercato che non si conosce — le elezioni e i reality show non hanno la stessa letteratura di una partita di Serie A, e la quota su un evento che non si sa leggere è la più difficile da valutare. Chi cerca varietà e non ha fretta trova qui il catalogo più ricco della lista; chi vuole concentrarsi su un solo sport non guadagna nulla da questa ampiezza.
Sisal: volume, streaming e un bonus che passa dalla ricarica
Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. La concessione è la n. 16020 di Sisal Italia S.p.a. Il numero da leggere è quello dei live: quindicimila eventi in diretta non sono un dettaglio di marketing, sono un’infrastruttura, e lo streaming gratuito su quattro discipline è la parte che rende le giocate in-play praticabili anche a chi non ha un secondo schermo.
Il rovescio è il costo del formato. Le scommesse live su un evento che si svolge in una finestra di pochi minuti sono quelle dove il margine batte più in fretta, e il volume enorme di eventi disponibili è anche un volume enorme di occasioni di giocare. Per chi è arrivato per guardare una partita e non per fare dieci micro-giocate in un’ora, l’offerta è migliore di quella che sembra: lo streaming serve anche solo a guardare.
William Hill: la freebet settimanale e il requisito che la sostiene
L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. La concessione è la n. 16044 di William Hill Malta Plc. Il requisito è l’intera offerta: 5 € a settimana su una giocata che deve valere almeno 20 € e costruita con almeno cinque eventi.
Il tetto di 100 € è la parte che dice di più. Venti settimane di multipla identica per arrivare in fondo: non è un’offerta per chi si avvicina, è un programma di fidelizzazione travestito da regalo. Chi gioca già così ogni settimana prende una riduzione di costo reale; chi non lo fa dovrebbe confrontare i 5 € con quello che gli costerebbe costruire una multipla che non avrebbe mai giocato.
Planetwin365: la copertura dei campionati e le 20 discipline
L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la n. 16007 di Pwo S.p.a. È il profilo dell’operatore che vuole essere completo sul calcio senza essere specializzato su altro: la parte calcistica arriva fino alla Serie C, che è un livello di profondità che pochi tengono.
Per chi scommette sul calcio italiano, questa profondità è la cosa che conta più di ogni promozione, perché un campionato minore con molti eventi offre più occasioni di trovare una divergenza tra la propria lettura e la quota. L’ampiezza sulle altre venti discipline, dal canto suo, resta un’assicurazione contro le domeniche senza calcio.
Lottomatica: streaming e tempo reale, con un portafoglio ridotto
L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La concessione è la n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy. Il catalogo elencato è più corto di quello dei concorrenti, e la presenza dello streaming più della copertura suggerisce dove sta l’investimento: far vedere la partita, non elencare un campionato in più.
La conseguenza pratica è una questione di alternative. Una lista corta significa che un lettore con interessi fuori dal calcio italiano ed europeo o dai motori può trovare meno occasioni di giocare, e quindi di spendere il proprio margine. È un catalogo costruito per il pubblico generalista, e per quel pubblico è adeguato.
bet365: partnership globale e la lista delle discipline
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La concessione è la n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc. La partnership è il tipo di credenziale che un operatore mostra volentieri: dice scala, non dice prezzo.
Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. Sul piano dell’offerta, la lista di discipline è quella di un bookmaker generalista con una spina dorsale di calcio, ippica e sport americani. ADM ha autorizzato il Setka Cup a settembre 2026 con bet365 come primo partner, secondo la stampa di settore: è un segnale su come questo operatore entra per primo sugli eventi nuovi, e vale la pena tenerlo a mente quando si valuta se una disciplina arriverà presto nel palinsesto.
Betsson: il catalogo dei mercati senza fronzoli
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La concessione è la n. 16027 di Azzurri Limited. La descrizione è breve e onesta: i mercati elencati sono quelli che un giocatore di calcio usa davvero, dal risultato finale al marcatore.
Il confronto interessante è con la profondità. Un operatore che elenca cinque famiglie di mercato non sta dicendo che ne ha cinque; sta dicendo quali considera identitari. Per chi legge il proprio costo in funzione del margine, la domanda utile è su quali mercati il margine sia più basso, e su questo l’etichetta dell’app non risponde: la risposta sta nelle quote, che si confrontano evento per evento.
StarCasinò: un casinò con un bookmaker dentro
L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la n. 16026 di Azzurri Limited, la stessa società di Betsson. Qui l’ordine delle parole nel nome dell’app è la descrizione più precisa che si possa fare: il casinò è il prodotto principale, le scommesse sportive sono un servizio accanto.
Per un lettore che arriva da questa pagina — cioè uno che cerca scommesse sugli esports — la struttura è un avviso. Un catalogo sportivo descritto in una riga è un conto su cui è facile giocare al casinò e difficile trovare profondità di mercato su discipline di nicchia. Chi vuole scommettere e basta ha opzioni migliori nella stessa lista; chi è già cliente del casinò ha la comodità di un conto unico, che è una comodità e non un vantaggio economico.
Betfair: l’exchange come prodotto a parte
L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione è la n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., ed è l’operatore legato al betting exchange, il gioco previsto a sé dall’articolo 6, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 41/2024, dove il giocatore può essere punta o banca e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima.
L’exchange è il caso in cui il margine non esiste nella forma usuale. Non c’è un prezzo imposto da un bookmaker, c’è un incontro tra due intenzioni opposte, e quello che il concessionario trattiene prende la forma di una commissione. La documentazione dell’operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 afferma che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non risulta. Il messaggio per il lettore è che l’exchange si valuta con una metrica diversa: non il margine su un mercato, ma la commissione su una vincita, più la liquidità disponibile sulla partita che interessa.
SNAI: schedine costruite a mano e Cash Out
L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento; la funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. La concessione è la n. 16032 di Snaitech Spa. È il profilo dell’operatore che vende la costruzione della giocata come esperienza: mercati granulari, sistemi, combinazioni su misura.
Il costo di questa flessibilità è duplice. I mercati granulari — tiri in porta, cartellini, rigori — hanno margini che l’app non dichiara, e un giocatore che sceglie un mercato di nicchia paga quel margine senza confronto, perché la maggior parte dei concorrenti non lo offre nemmeno. Il Cash Out, dal canto suo, ha un prezzo applicato al momento della chiusura. Per chi costruisce schedine con criterio, la granularità è un vantaggio reale; per chi la usa per provare cose nuove ogni domenica, è un modo costoso di pagare la curiosità.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM: la definizione dell’articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 comprende eventi sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi, ma non una colonna dedicata ai videogiochi. L’elenco aggiornato degli eventi autorizzati è quello che il concessionario pubblica nella propria sezione sport.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che alla data del 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, una per sito .it. Il marchio deve comparire con il proprio codice e la propria società, che gli operatori dichiarano nei termini e nelle condizioni.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto; a quota 2,50 la stessa puntata ne restituisce 25 €, con 15 € di profitto. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si prende il reciproco. Su un mercato illustrativo a due esiti con quota 1,90 e 1,90 la somma vale circa 1,0526, la quota di payout è circa il 95 % e il margine è all’incirca il 5 %, cioè quello che l’operatore trattiene in media su ogni euro puntato.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore parla di somme «tassate alla fonte». Le vincite su siti non autorizzati o esteri andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, un abbassamento con effetto immediato e sette giorni di attesa per alzare un limite. Admiralbet chiede anche limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco, con la stessa regola sui sette giorni.
Si possono scommettere gli esports in Italia?
Il palinsesto approvato può contenere eventi sportivi e non sportivi, ma se includa i videogiochi non risulta. L’unica prova di cosa un concessionario offra è la sua app: chi cerca esports confronti il palinsesto del sito con il calendario dei tornei prima di aprire un conto, perché la disponibilità cambia da operatore a operatore e da un periodo all’altro.
Conviene scommettere su un sito senza concessione ADM?
No. Un sito non autorizzato non è collegato al RUA, non è soggetto alla vigilanza di ADM e non offre gli strumenti obbligatori di limite; è esposto all’oscuramento DNS e, come afferma ADM citando l’articolo 4 della legge n. 401 del 1989, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le quote maggiorate di un operatore sono davvero un vantaggio?
Solo se lette dentro il mercato che le contiene. Una quota alta su una singola giocata può convivere con un margine più alto sul resto del palinsesto, e la sezione Supercombo di Betfair è l’esempio di una categoria di mercati presentata come «a quote maggiorate» senza che il confronto sia dichiarato nel nome. La verifica è evento per evento, sulle stesse giocate.
Il Cash Out riduce il rischio di una schedina?
Cambia la forma del rischio, non il suo costo. La funzione permette di chiudere la giocata prima della fine dell’evento, ma il valore di chiusura lo determina il sistema al momento, e chi incassa prima rinuncia alla parte di quotazione che resta. È uno strumento di liquidità con un prezzo, non una copertura gratuita.
Che cosa cambia tra scommesse sugli esports e scommesse su un evento simulato?
Sono cose diverse nella legge e nell’esperienza. Gli esports sono competizioni tra giocatori professionisti con un calendario di tornei; le «scommesse su eventi simulati» sono generate al computer e mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive e raccolte nella sezione «Virtuali» dei siti. Nel primo caso l’incertezza è quella di una partita umana, nel secondo quella di un software.
Tennis, motori e sport individuali – scommessericarica
Contenuto creato dal team «scommessericarica»
