Scommesse sportive sui leghe — chi ha davvero la concessione

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Il numero che conta quando si sceglie dove giocare non è il bonus di benvenuto. È il codice di concessione che il bookmaker scrive nelle proprie condizioni, e che si può ritrovare nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza tenuto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una stampa di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.

Dati aggiornati al Ottobre 30, 2026, verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Un searcher che scrive «scommesse sportive sui leghe» cerca una cosa semplice: dove si può giocare, a quali condizioni, e se è legale. La risposta onesta comincia da un dettaglio che quasi nessuna pagina di comparazione mette in evidenza, e che invece decide tutto il resto. In Italia l’autorizzazione non è del marchio: è del singolo sito. La concessione si vince con una gara pubblica, si paga, dura un numero fisso di anni, e vale per un indirizzo preciso. Un concessionario può quindi gestire più siti, e un sito può esistere senza che il marchio che ci sta sopra abbia alcun titolo proprio.

C’è poi il punto che morde. L’elenco di ADM è la prova piena che un operatore può offrire gioco a distanza in Italia, ma non contiene alcuna colonna che dica quali giochi. Un nome su quella lista non dimostra da solo che quel sito accetti scommesse sportive. Lo dimostra il sito stesso, il suo palinsesto e la sua app. Una presenza in una classifica, invece, non dimostra niente: è una scelta editoriale, non una licenza.

Questo pezzo prende le cose nell’ordine in cui una persona le incontra davvero. Prima cosa ti serve per giocare qui e cosa può succedere se salti quel passaggio. Poi quali strumenti la legge ti mette in mano e cosa succede al tuo conto quando ne usi uno. Poi cosa significano davvero i numeri che vedi sulla schedina. Poi quali competizioni stanno dentro un palinsesto approvato e cosa succede quando l’evento che cerchi non c’è. Solo alla fine arrivano i dieci concessionari, letti uno per uno sulle loro stesse condizioni, e le risposte alle domande che tornano più spesso.

Chi cerca pronostici per la Lega Pro non troverà qui nessun nome di squadra vincente, e non per pruderie. Nessuno sa come finisce una partita. Un pezzo che te lo dicesse ti starebbe vendendo qualcosa con la tua parola, ed è l’unica cosa che questa pagina si rifiuta di fare.

Concessione ADM per sito: cosa vuol dire giocare lecitamente in Italia

La parola «AAMS» continua a girare, ma l’autorità che rilascia e controlla le concessioni è ADM (ex AAMS), l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Chi vuole offrire gioco a distanza a giocatori italiani deve avere una concessione, e una concessione non è una licenza aperta: è un titolo che si assegna con gara pubblica.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull'attività di gioco e auto esclusione.

Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore del gioco pubblico a distanza. L’articolo 6, comma 1 elenca tassativamente cosa si può offrire sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra i giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. La lettera a) è quella che interessa a chi cerca scommesse sportive, ed è anche la più larga: dentro ci stanno gli eventi simulati, che gli operatori chiamano Virtuali.

La durata massima della concessione è di nove anni, senza rinnovo automatico (art. 6, comma 3). Il concessionario deve essere una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, presentare un piano di investimenti e impegnarsi sui limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Condizioni e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Tradotto per chi gioca: il sito che scegli oggi non potrà cambiarti le regole del gioco a metà strada, e questo è un bene.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, porta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

Qui c’è la prima conseguenza che cambia il modo di scegliere. Se la concessione è per sito, chiedere «è affidabile questo marchio?» è la domanda sbagliata. La domanda giusta è: questo indirizzo specifico compare nell’elenco? Il marchio può essere lo stesso e il sito diverso, e la protezione che ne deriva diversa con lui.

Cosa trovi nell’elenco ADM e cosa invece non c’è scritto

L’elenco fa una cosa sola, ma la fa completamente: dice quali siti possono operare in Italia. Non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto di offrire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse exchange e bingo in qualunque combinazione, e l’elenco non lo dice.

Da qui una conseguenza pratica. Un nome nell’elenco non dimostra da sé che quel sito accetti scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, con il loro palinsesto e la loro sezione sport. La lettura va fatta in due passaggi: prima si verifica la concessione, poi si verifica l’offerta. Chi fa il secondo salto senza il primo sta scegliendo alla cieca.

Nell’elenco al 25 ottobre 2026 non compaiono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Sono marchi che accettano giocatori italiani da domini esteri, con licenze che in Italia non hanno alcun valore. Restano fuori dall’elenco, e con loro restano fuori le tutele che una concessione porta con sé. Le modifiche successive al decreto del 2024 sono, a questa data, sconosciute.

Concessione vera e «sito che sembra italiano»: la differenza che costa

Un dominio che finisce in .it, una grafica in italiano, un’assistenza in italiano: niente di tutto questo è una concessione. La prova sta in un elenco pubblico, non nell’aspetto di una pagina.

Per l’offerta illegale il legislatore ha costruito due liste, entrambe pubbliche, sui siti di ADM e della Guardia di Finanza: quella dei siti legali, legata ai concessionari, e quella dei siti di cui è inibito l’accesso. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 affida la tenuta di queste liste ad ADM insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM vengono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.

Il blocco funziona a livello di DNS e qualche operatore di rete resta indietro, quindi un sito inibito può restare raggiungibile per un po’. Un ordine del 2025, come riportato dalla stampa di settore, ha portato il totale a 11.481 domini; nel 2026 gli aggiornamenti aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati».

Per chi gioca, il conto è diverso e più pesante. ADM, in una nota del 28 febbraio 2024, richiama la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: la norma prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e — questa è la parte che quasi nessuno legge — anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore sono, a oggi, sconosciuti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

La conseguenza è netta e vale la pena dirla senza giri: scegliere un .com senza concessione non è una scorciatoia furba, è una scelta che ti mette fuori da ogni tutela italiana e, per come ADM stessa enuncia la norma, dentro il perimetro di una sanzione penale. Nessun bonus compensa questo rischio. E nessun bonus è più caro di una vincita che non riesci a prelevare perché il sito non risponde a nessuno.

Gioco responsabile: gli strumenti che il concessionario deve metterti in mano

L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che il concessionario deve offrire, e leggerli come un elenco di buone intenzioni è l’errore che si paga più tardi. Sono obblighi, non gentilezze.

Il primo gruppo sono gli auto-limiti: su tempo, spesa e perdita. Poi i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, che il concessionario fissa in base all’età e al comportamento del giocatore, seguendo protocolli approvati da ADM. Ci sono i messaggi automatici su durata e spesa, gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Il secondo gruppo è quello che il giocatore sceglie da sé. Alla registrazione si indica un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite già impostato. Questa asimmetria è il cuore del meccanismo: puoi rallentarti quando vuoi, non puoi accelerare quando vuoi. Chi ha giocato d’impulso almeno una volta nella vita sa esattamente perché la norma è scritta così.

Il limite di deposito che ADM fissa nella gara di concessione è, a oggi, sconosciuto. Nessun tetto statutario in euro sulle puntate di scommesse sportive risulta noto: gli strumenti che mordono sono gli auto-limiti del giocatore e il limite scelto all’iscrizione. Chi cerca «quanto posso giocare» non troverà un numero di legge, troverà una casella da riempire.

L’età minima è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18. È il primo filtro e non è negoziabile: l’identificazione piena del conto di gioco passa da lì.

Limiti, verifiche e autoesclusione: quello che succede al tuo conto

Un conto di gioco richiede identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e la registrazione con SPID; Goldbet consente anche la CIE tramite un provider SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non ne sono passati trentuno.

L’autoesclusione è la parte più interessante, perché è quella che il giocatore usa quando è troppo tardi per gli auto-limiti. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e alle sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che stabilisce il giocatore.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Una stampa di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Le due cose vanno lette insieme: il periodo lungo diventa configurabile su misura e le esclusioni per singola categoria di prodotto cominciano a esistere davvero.

Qui c’è una conseguenza che nessun banner spiega. L’autoesclusione protegge solo dove c’è una concessione. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che si rifugia su un .com estero è, per il registro, invisibile e, per sé stesso, scoperto. Chi usa il RUA come rete di sicurezza deve sapere dove finisce la rete.

Al fianco degli obblighi del concessionario c’è quello che il legislatore ha messo in capo agli operatori in tema di informazione: l’art. 15, comma 2 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È poco, ed è comunque più di quanto la maggior parte dei giocatori immagina esista.

Per i residenti in Italia gli operatori indicano il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero è gratuito, la linea è pubblica, e non serve avere un problema per chiamarlo: serve avere una domanda. Le regole sull’età, sul RUA e sull’identificazione appartengono solo agli operatori che giocano con una concessione italiana; un bookmaker offshore applica le proprie regole di casa, che nessuno qui può sindacare e che nessuno qui garantisce.

Quota, margine e vincita: la matematica che decide prima del risultato

Prima di parlare di strategia, conviene guardare cosa c’è dentro un numero che sembra soltanto un numero. La quota è il prezzo di un esito, e il prezzo contiene sempre due cose: la probabilità che il bookmaker attribuisce a quell’esito e la propria commissione.

Prendiamo un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati. È un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da qualcuno. La quota dello stesso mercato si legge come un tetto al netto del margine, mai come una probabilità pura.

Se il bookmaker non trattenesse nulla, le due quote di un mercato a due esiti sarebbero esattamente 2,00 e 2,00. La probabilità implicita sarebbe il 50 % per lato, e la somma delle probabilità farebbe 100 %.

Con 1,90 e 1,90 la somma delle probabilità implicite supera il 100 %, e la differenza è la parte che resta al bookmaker. Il payout, cioè la quota di tutto il giocato che quel mercato restituisce, sta intorno al 95 %, e di conseguenza il margine sta intorno al 5 %. In una singola partita quella differenza è invisibile: due punti percentuali su una puntata da 10 € non si sentono. Su cento partite, su un anno, su un conto che gira ogni settimana, quella differenza è la ragione per cui il banco non ha bisogno di vincere sempre.

Vale la pena dirlo in modo crudo, perché è il punto che tutta la comunicazione degli operatori aggira. Il margine non è una tassa che paghi quando perdi: è un costo che paghi anche quando vinci. Ogni volta che incassi una quota di 1,90 su un mercato a due esiti, il prezzo che hai incassato è già scontato del margine, e quel margine è tuo solo in apparenza. Chi fa sessanta giocate al mese su mercati con margine intorno al 5 % non ha sessanta occasioni: ha sessanta prelievi automatici di una frazione di ogni puntata.

Questo è un calcolo che appartiene al mercato, non al singolo esito. Sopra ho usato un mercato a due vie perché è il caso più semplice da leggere. Nel calcio il mercato più comune ha tre vie — 1X2 — e con tre esiti il discorso cambia forma: la stessa quota apparentemente generosa sul pareggio convive con due prezzi più bassi, e la somma delle tre probabilità implicite dice tutto quello che serve. Una quota alta su un esito non significa che quel bookmaker paghi meglio su quel mercato: significa che quella parte del mercato è prezzata più cara. Il confronto tra operatori va fatto sullo stesso mercato, nello stesso momento, sullo stesso evento, altrimenti si stanno confrontando due cose diverse.

Puntata, quota e vincita: come si legge una schedina

La vincita si calcola dalla puntata e dalla quota, e la formula è quella che si impara in un minuto e si sbaglia per anni. Con una puntata di 10 € a quota 1,90, il ritorno lordo è 19 € e il profitto netto è 9 €: vale a dire puntata moltiplicata per la quota meno uno. La puntata torna indietro insieme alla vincita nelle scommesse a quota fissa, quindi importo accreditato e guadagno non sono la stessa cosa.

Nella multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano e danno un prezzo unico. Tre selezioni a 1,90, 2,10 e 1,75 pagano, per una puntata da 10 €, un ritorno lordo di circa 69,83 €, cioè un profitto di circa 59,83 €, a condizione che tutte e tre le giocate siano vincenti. Il punto che qui frega: il margine si moltiplica insieme alle quote. Ogni gamba porta la sua commissione, e la scommessa combinata la somma senza che il numero finale lo mostri. Una multipla da cinque gambe è una scommessa con il margine più alto che prenderai oggi.

Il sistema è la terza gamba del discorso, e ha una funzione precisa: ridistribuisce il rischio invece di concentrarlo. Costa più puntate, quindi costa più margine, ma non pretendo che tutte le selezioni arrivino. È lo strumento di chi preferisce incassare qualcosa che perdere tutto, e il prezzo di questa preferenza è il margine moltiplicato per il numero di combinazioni.

Il cash out è la quarta. Chiude la giocata prima che l’evento finisca, e il prezzo che ti offre non è la tua quota originale ma una valutazione fatta sul momento, che include il margine del bookmaker e non nasconde niente per te. È utile se il tuo obiettivo è gestire il rischio; è costoso se lo usi per prendere decisioni di impulso. Molti operatori lo offrono su una parte del palinsesto, non su tutto.

Dove il margine si vede e dove resta nascosto

Il margine è leggibile solo dove puoi confrontare tutti gli esiti dello stesso mercato con lo stesso operatore, nello stesso momento. Su un mercato secondario — il numero di cartellini, il minuto del primo gol, il marcatore — la copertura si assottiglia e il margine si allarga. Non è una truffa: è il prezzo della copertura limitata.

La conseguenza per chi gioca è una gerarchia. I mercati principali di una partita di campionato sono quelli su cui puoi fare confronto e su cui il margine tende a essere più contenuto. I mercati esotici sono quelli dove il bookmaker si prende più spazio, perché sa che tu non hai un metro per misurarlo. Chi sceglie un mercato alla volta sulla base delle «quote maggiorate» in vetrina sta comprando il prodotto che il bookmaker ha deciso di vendere, non quello che gli conviene quotare.

Il termine «payout» descrive la stessa cosa dal lato opposto del margine: la quota di tutto il giocato che il mercato restituisce. Un payout del 95 % e un margine del 5 % sono lo stesso mercato visto da due lati. Quando un operatore annuncia una quota più alta, sta annunciando un payout più alto su quel mercato specifico, in quel momento, su quell’evento. Non è una politica generale, e non si estende alle altre partite.

Bankroll e disciplina: cosa fare con i numeri, non con le sensazioni

Qui la pagina fa la cosa che una pagina di pronostici non fa: parla di metodo senza promettere risultati. Nessuno può sapere come finisce una partita. Chi te lo dice sta vendendo fumo.

Il punto di partenza è il margine descritto più sopra. Sapere che in ogni quota c’è una commissione non cambia l’esito, ma cambia il comportamento di chi la capisce. Significa che il volume di gioco è un costo, non un’opportunità: giocare trenta partite invece di tre non aumenta la probabilità di finire in attivo, aumenta la probabilità di aver pagato trenta volte il margine.

Il secondo elemento è il bankroll, cioè l’importo che hai deciso di destinare al gioco prima di cominciare. Non è una cifra che decide il bookmaker, ed è la parte della disciplina che si può impostare in anticipo. La misura utile è la puntata in percentuale del bankroll, concordata con sé stessi prima di aprire la prima schedina, quando nessuna partita è ancora cominciata e nessun risultato parziale sta spingendo la mano.

Il terzo elemento è il limite di deposito. È già impostabile in registrazione, l’abbassamento ha effetto immediato e l’aumento richiede sette giorni. Chi imposta il limite quando apre il conto ha costruito un freno settimanale che non dipende dalla propria forza di volontà. Chi lo lascia al massimo e conta di abbassarlo quando serve sta contando sulla persona più inaffidabile del tavolo, cioè sé stesso all’ottavo minuto del secondo tempo.

Il quarto elemento è l’analisi, ed è quello di cui si parla di più e si pratica di meno. Guardare una competizione significa guardarla: la forma delle squadre, il turnover della rosa, il calendario, le condizioni del campo, i precedenti del confronto. Il valore non sta nel pronostico astratto, sta nel fatto che il mercato potrebbe prezzare quella partita in modo diverso da come tu la leggi. Quando il prezzo e la tua lettura divergono, c’è un motivo, e la disciplina sta nel capire se quel motivo esiste o se stai semplicemente guardando la partita con gli occhi del tifoso.

Il quinto elemento, che vale per tutte le competizioni minori, è la copertura informativa. Una partita di Serie A ha telecamere, statistiche, cronache e una tifoseria che confronta ogni numero. Un girone di una lega minore ha molto meno di tutto questo, e un mercato che poggia su poca informazione è un mercato in cui il bookmaker ha più margine e più probabilità di prezzare bene. Non è un difetto; è una condizione da conoscere prima di scegliere dove metterai la puntata.

Le regolarità valgono più dell’ispirazione. Un conto che tiene un limite di deposito, una cifra fissa per schedina, una decisione presa prima e non durante, e nessuna rincorsa dopo una perdita, ha più possibilità di arrivare a fine stagione di una strategia brillante gestita male. E il traguardo non è «vincere alla lunga»: è arrivare a fine anno senza che il gioco ti abbia spostato il budget che non dovevi toccare.

Una nota di metodo vale per ogni competizione minore: lo storico degli scontri diretti mente più spesso di quanto sembri, perché le rose cambiano in un mercato, in un mercato di riparazione e a gennaio. Un dato vecchio su una squadra diversa è un’opinione, non una statistica.

Quote sulle leghe minori: quali mercati coprono e dove si fermano

Il mercato più diffuso su un campionato di lega è 1X2: esito finale, tre vie, pareggio compreso. Accanto ci sono i mercati a due vie — Under/Over, GG/NG, DNB, il draw no bet che gli operatori italiani indicano come «rimborso in caso di pareggio», l’handicap — e poi la fascia dei mercati sui dettagli della partita.

Qui la copertura si stringe e conviene dirlo con chiarezza: sulle leghe minori il palinsesto è più corto che sulla massima serie. Lo stesso mercato esiste, ma con meno selezioni, meno eventi e, tipicamente, margini meno generosi. Non c’è un numero unico da citare, perché il margine cambia da partita a partita, da operatore a operatore e da momento a momento.

Per i playoff la logica è quella dei mercati a eliminazione. Quando un incontro può finire con i supplementari o ai rigori, il mercato non è più quello dei novanta minuti: gli operatori separano il risultato dei tempi regolamentari da quello della qualificazione, e sono due mercati con due prezzi. Chi non distingue i due si troverà con una schedina vincente sul campo e persa sul biglietto, o viceversa. È l’errore più comune sui playoff, e non ha niente a che vedere con la fortuna.

Fuori dal calcio la copertura cambia forma. Le scommesse sportive non sono soltanto calcio: il palinsesto di molti operatori comprende basket, tennis, pallavolo, automobilismo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, oltre all’ippica. Su un campionato di basket i mercati sono il testa a testa e l’handicap più che il 1X2, perché il pareggio non esiste nei tempi regolamentari. Su un incontro di tennis il mercato è il vincitore dell’incontro e il numero di set. Chi arriva dal calcio deve rileggere il listino, non applicare le stesse abitudini a uno sport con una struttura di punteggio diversa.

Il totalizzatore è la voce che il legislatore prevede e che quasi nessuno usa online. L’art. 6, comma 1, lett. a) include i totalizzatori tra i giochi a concessione; se poi un singolo marchio online offra scommesse sportive a totalizzatore è, a questa data, sconosciuto. Chi cerca sul sito una sezione «totalizzatore» può non trovarla, e non sta sbagliando a cercare.

Quello che il lettore vede in quasi tutte le app italiane è invece una sezione Virtuali, che il legislatore chiama in modo diverso: l’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive. Non sono partite, e i loro prezzi non si confrontano con quelli del calcio reale: si comportano come un prodotto a sé, con il proprio listino.

C’è poi il betting exchange, che è una cosa diversa da tutto il resto. Il legislatore lo ammette come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo i due lati. La documentazione di Betfair — il primo operatore del settore, con concessione 16028 — è indicata riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è, a oggi, sconosciuto.

Il palinsesto approvato da ADM è il confine di tutto questo. L’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma degli eventi — sportivi, corse di cavalli incluse, e non sportivi — e delle tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie di giocata contenga il palinsesto è, in dettaglio, sconosciuto.

Competizioni, tornei e eventi fuori standard

Il calendario è la parte più visibile e la meno spiegata. Su un campionato di lega gli operatori costruiscono il listino partita per partita, e il listino cambia con il calendario: una giornata di campionato porta decine di eventi, una sosta ne porta pochi, un turno infrasettimanale ne porta molti in fretta.

La cosa che un lettore italiano cerca spesso è dove si gioca tutto questo. C’è chi si concentra sui principali campionati nazionali ed europei: Planetwin365 scrive nella propria app di coprire Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, oltre a Champions League, Europa League e Conference League, e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. C’è chi punta sulla quantità: Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. C’è chi porta la competizione interna alle app: Goldbet descrive la Goldbet League come un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing come corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.

Il punto è che la profondità del listino è una scelta commerciale, non una conseguenza della concessione. Due siti con lo stesso codice di tipo di autorizzazione possono avere palinsesti molto diversi. Chi gioca abitualmente su una competizione, e su quella competizione cerca regolarità di prezzo, farà meglio a verificare la profondità del listino su quella competizione specifica prima di aprire il conto, invece di fidarsi della categoria «sport» nella descrizione dell’app.

Lega Pro, basket, campionati esteri: cosa cambia davvero

La lega minore italiana è il caso più interessante, perché è quello su cui si concentra la ricerca degli utenti e su cui l’informazione disponibile è più scarsa. Il listino esiste, ma più corto e con meno mercati per partita. Il girone, la posizione in classifica, le condizioni del campo pesano più di quanto pesino in Serie A, e i bookmaker lo sanno.

Nella lega minore italiana i playoff sono un altro calendario, non solo un altro torneo. Il numero di partite cambia, il formato cambia, e i mercati cambiano con loro: chi punta sulla qualificazione sta giocando un mercato diverso da chi punta sui novanta minuti, e i due prezzi non sono comparabili.

Sul basket di vertice, la Serie A italiana, il listino è ampio e stabile, con testa a testa, handicap e totali come colonna portante. La copertura è migliore che su una lega di calcio minore perché il campionato è seguito, trasmesso e commentato. Questo è il criterio vero che decide la lunghezza di un listino: quanto è osservata quella competizione.

Stessa logica nei campionati esteri. La prima lega di un Paese con un campionato molto seguito ha un listino ricco; una prima lega di un Paese con poca copertura mediatica ha un listino sottile. Non è una questione di geografia né di prestigio: è una questione di quante persone guardano quella partita. Le competizioni con squadre italiane coinvolte ricevono attenzione editoriale aggiuntiva, ed è la ragione per cui certe partite hanno un listino più fitto di altre partite dello stesso torneo.

Eventi speciali, virtuali e competizioni autorizzate

Fuori dai campionati, l’universo del palinsesto si allarga in direzioni diverse. Ci sono i grandi eventi internazionali, che gli operatori trattano come punte di copertura. Ci sono le corse di cavalli, che nella legge italiana sono due cose separate: le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale», cioè le giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h), richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga online i totalizzatori di ippica nazionale è, a oggi, sconosciuto.

Poi ci sono gli eventi che il legislatore ammette per categoria e che l’operatore declina in modi molto diversi. I Virtuali sono l’esempio più evidente: Goldbet ha una lega virtuale con partenze ogni pochi minuti, NetWin propone centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, Sisal ne conta oltre 3.000 al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte, SNAI ne propone oltre 3.000 al giorno tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, Eurobet ha nel suo Virtual una sezione con partite simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0, e Lottomatica mette nei Virtuali calcio, trotto e galoppo e corse di levrieri con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Planetwin365 aggiunge ai Virtuali calcio, corse di cavalli e corse di levrieri.

Sugli esports la risposta oggi è una sola e non piace: se il palinsesto li includa è sconosciuto. Chi cerca specificamente una competizione di videogiochi in un palinsesto italiano ha una sola strada, controllare la sezione dedicata dell’operatore. Un’app che elenca esports tra i propri sport — NetWin.it lo fa, con calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports con live score — è il posto dove cominciare.

Resta il capitolo più torbido: le scommesse sugli eventi che coinvolgono i minori. Esiste una delibera di un direttore di ADM su scommesse e minori che richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto è, a questa data, sconosciuto. Su un tema del genere l’ignoranza non è una scusa e non è nemmeno una risposta, e chi trova un mercato che riguarda atleti minorenni dovrebbe leggere le condizioni dell’operatore prima del biglietto, non dopo.

Come ho valutato i dieci concessionari, e su cosa li si può confrontare

Dieci marchi, in ordine alfabetico ricostruito dalla struttura del confronto: BetFlag, William Hill, Betfair, bet365, Eurobet, AdmiralBet, StarCasinò, Lottomatica, Sisal, NetWin. Il primo criterio non è negoziabile, ed è l’unico che esclude: la presenza di una concessione ADM per il sito in questione. Tutto il resto si valuta solo dopo.

Il secondo criterio è cosa possono fare gli operatori con quel titolo, perché il limite è nella struttura della legge. La concessione dura al massimo nove anni e non si rinnova (art. 6, comma 3). Le condizioni e il regime fiscale restano fissi per la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). Tradotto: il listino che scegli oggi ha una vita utile stabilita, e le regole del gioco non cambiano sotto i piedi del giocatore durante quel periodo. È un vantaggio che non si vede nel banner e che vale più di una quota maggiorata.

Il terzo criterio è la trasparenza sulle condizioni d’uso. Un operatore che scrive nelle proprie condizioni il codice di concessione e la società concessionaria ti dà lo strumento per verificarlo. Uno che non lo scrive ti lascia senza una presa. La verifica è manuale e richiede due minuti: si prende il codice, si va nell’elenco ADM, si cerca il codice, si controlla che il sito .it corrisponda. Se non corrisponde, non c’è niente da discutere.

Il quarto criterio è la copertura del palinsesto, intesa come ampiezza degli sport, presenza del live, presenza del virtuale, presenza dello streaming. Su questo i dieci stanno in posti diversi, e le differenze sono commerciali. Il quinto criterio è la qualità delle condizioni sul gioco: strumenti di auto-limitazione, chiarezza sui tempi di verifica dell’identità, presenza di indicazioni di aiuto. Qui la legge fissa un minimo comune, ma il modo di raccontarlo cambia molto.

Un’avvertenza sul confronto, perché senza di essa la tabella si legge male. Il codice di concessione non ha una colonna per i giochi: due siti con codici consecutivi possono avere offerte profondamente diverse, e un marchio che si presenta come casinò con un bookmaker accanto non sta facendo nulla di irregolare. La concessione abilita il gioco a distanza; il prodotto lo decide il concessionario.

Panoramica | Marchio | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul tema

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Welcome Bonus Sport pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; apertura conto anche con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. nell’app Sport mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc strumenti di gioco responsabile: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale palinsesto dall’app: calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica; promozioni di benvenuto Welcome Bonus per sport e virtuali
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited nell’app scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto a slot e Live Casinò
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) app con Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, quote e risultati in tempo reale e streaming per il live; Virtuali con calcio, trotto e galoppo, levrieri e giocate Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket, oltre 3.000 eventi virtuali al giorno dalle 7 alle 3, Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni, cash out
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. app con calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati 1X2, combo bet e marcatori, live score

Tre cose che la tabella non mostra e che vale la pena mettere accanto. La concessione è per sito: BetFlag, William Hill, bet365, Eurobet, AdmiralBet, Sisal e NetWin hanno omonimia fra marchio e società, mentre Lottomatica è gestita da Goldbet Better Organization Italy, StarCasinò da Azzurri Limited e Betfair da Betfair Italia S.r.l. Se cerchi il marchio e non trovi la società, non è un errore tuo. Le società concessionarie hanno sede nello Spazio economico europeo e questo è un requisito della gara (art. 6, comma 5); Betfair Italia S.r.l., Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, Sisal Italia S.p.a. e Netwin Italia S.p.a. portano la nazionalità nel nome, William Hill Malta Plc e Hillside (New Media Malta) Plc portano Malta, Azzurri Limited porta una denominazione societaria senza Paese nel nome. La terza cosa è che il marchio casinò-first non è una bandiera rossa: StarCasinò è un casinò con una sezione sport, e NetWin è un bookmaker con una sezione virtuale e ampia copertura sportiva. La concessione copre entrambe le cose; l’utente sceglie cosa usare.

Se la tabella ti sembra lunga, è perché il confronto onesto è fatto di specifiche e non di aggettivi. Una comparazione che dice «ottimo per il calcio» senza dirti cosa copre, quale limite ti impone e quale strumento di tutela ti mette in mano non ti sta aiutando: ti sta facendo scegliere sulla fiducia.

I dieci concessionari, uno per uno

BetFlag: il bonus più grande del gruppo, e la verifica dell’identità che lo accompagna

BetFlag è il portale di Betflag S.p.a., concessionaria che opera con concessione ADM n. 16008. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È la cifra più alta che compare in questo confronto, ed è anche la più facile da leggere male: un 100 % del deposito accreditato su saldo non è denaro che esce dal conto con un prelievo immediato, è saldo di gioco che va speso sulle condizioni dell’operatore.

Sul lato dell’ingresso, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi ha SPID può aprire il conto in pochi minuti e con l’identità già verificata. Chi non ce l’ha percorre la strada del modulo e del documento, e ricade nella regola generale dei 30 giorni per la validazione: senza SPID il conto va validato entro quel termine, altrimenti è sospeso e i prelievi restano bloccati.

La dimensione del bonus pone una domanda che l’operatore non pone: quanto deposito vuoi davvero mettere in gioco, in una volta sola, su un conto nuovo? Un 100 % del primo deposito fino a 5.000 € incentiva la ricarica grande, e una ricarica grande su un conto appena aperto non è la mossa di chi ha un limite di spesa settimanale già impostato. La cifra è vera; la domanda che nasconde lo è altrettanto.

Il verso di questo operatore è chiaro: chi ha un’identità digitale pronta e vuole partire con una cifra importante trova qui l’offerta di benvenuto più generosa della lista. Chi preferisce un ingresso più lento e una ricarica piccola troverà la stessa corsia di registrazione ma nessuno sconto sul fatto che il bonus è saldo da giocare, non denaro.

William Hill: la freebet settimanale che paga la costanza, non la prima ricarica

William Hill è William Hill, concessionaria William Hill Malta Plc, concessione ADM n. 16044. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

La meccanica è l’opposto del bonus di benvenuto. Non si paga una volta all’ingresso: si paga una volta a settimana, e solo se quella settimana hai giocato una multipla con cinque gambe a quota complessiva 10.0 o più. Cinque gambe a quota aggregata 10.0 significano cinque selezioni dal prezzo medio intorno a 1,60-1,65 — una multipla costruita con cura, non una schedina buttata lì — e la probabilità che arrivi tutta è la probabilità che i cinque prezzi impliciti suggeriscono, non un dato di fatto. Il premio per essere arrivato, quando arrivi, è una freebet da 5 €.

C’è un punto tecnico che vale più della cifra. Una freebet da 5 € non è 5 € di denaro: nella forma standard la sua puntata non viene restituita insieme alla vincita, quindi il valore sta nell’eventuale profitto, non nell’importo nominale. E poiché nessuna quota minima di utilizzo sul singolo esito è qui definita, il valore reale della freebet dipende da come decidi di spenderla: su un mercato a due esiti intorno a 1,90 il contributo medio è modesto, su un esito molto più lungo cambia l’ordine di grandezza. Quella scelta è tua, e nessuna tabella dell’operatore la fa per te.

Il tetto di 100 € dice il resto. La freebet settimanale da 5 € arriva a 100 € in venti settimane, cioè circa cinque mesi di Serie A. Non è un premio: è un abbonamento, e come ogni abbonamento ha senso per chi quella multipla l’avrebbe giocata comunque. Chi lo inseguirebbe solo per il bonus sta aggiungendo quattro gambe a una schedina che non aveva.

Il giudizio è semplice: una promozione per chi ha già un’abitudine di gioco costruita e un volume settimanale stabile, non per chi apre il conto e cerca il regalo d’ingresso.

Betfair: un’altra cosa, e vale la pena dirlo subito

Betfair è il portale di Betfair Italia S.r.l., concessionaria che opera con concessione ADM n. 16028. È l’operatore che nel settore viene descritto come il primo dell’exchange, e la sua app Sport propone mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.

L’exchange, però, non è una variante del bookmaker: è un gioco diverso che sta nell’art. 6, comma 1, lett. e) e nell’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024. Nel punta e banca il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo i due lati. Questo cambia il ruolo del margine: dove un bookmaker fissa i prezzi e trattiene il proprio margine dentro ogni quota, un exchange mette in contatto due giocatori e si paga in un altro modo, con regole proprie del mercato.

Le regole specifiche del mercato italiano esistono e sono riportate nella documentazione dell’operatore: fra queste una puntata minima — la parte back — di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. È un dettaglio tecnico con conseguenze pratiche: chi è abituato a puntate minime da un euro e a importi arbitrari dovrà adattare il modo di entrare in un mercato, e chi opera su liquidità sottile lo sentirà prima. Un articolo della stampa di settore del 2024 riporta inoltre che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali altri marchi gestiscano oggi un exchange in Italia e con quali commissioni è, a questa data, sconosciuto.

Chi cerca un modo di giocare in cui il prezzo non sia fissato da una controparte ma emerga dall’incontro fra due lati trova qui uno strumento che gli altri nove non hanno. Chi cerca una quota da leggere e un margine da calcolare sta cercando un bookmaker, e Betfair in quella veste resta un’applicazione con un listino ordinario.

bet365: il palinsesto più largo, e il costo che la larghezza comporta

bet365 è il portale di Hillside (New Media Malta) Plc, concessionaria che opera con concessione ADM n. 16030. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live. Nell’app si trovano decine di migliaia di mercati live e la Diretta TV con centinaia di migliaia di eventi ogni anno, tra cui calcio, NBA e NFL, oltre a statistiche sportive, notifiche personalizzate e Live Golf Tracker.

Sul prodotto puro, l’argomento è forte. bet365 offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Il nome «Quote Maggiorate» merita una pausa: una quota maggiorata è una quota migliore di quella che l’operatore avrebbe offerto, non una quota migliore di quella giusta. Il confronto va fatto sullo stesso mercato, nello stesso momento, altrove. Se non hai il metro, la parola non significa niente.

Sul versante del gioco responsabile, bet365 elenca strumenti che comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È la lista che la legge richiede, esposta con chiarezza e con il riferimento all’aiuto, che è la parte che molti operatori trattano come una nota a piè di pagina.

Il palinsesto ha un prezzo che non è monetario: la quantità di mercati rende facile spostare la puntata da un mercato principale a uno esotico, dove il margine è più largo e il confronto con altri operatori non è possibile. Un operatore con un listino sterminato è un buon posto per trovare un prezzo, ed è anche un buon posto per perderlo.

Chi vuole la copertura più ampia possibile, stream incluso, ha qui un candidato serio e con un partner tecnico di primo livello. Chi gioca pochi mercati e vuole confrontare il prezzo su ognuno troverà in questa ampiezza più una tentazione che un vantaggio.

Eurobet: dal calcio all’elezione, il listino che non si ferma agli sport

Eurobet è Eurobet.it, concessionaria Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012. La società è la stessa che gestisce Bwin.it e giocodigitale.it: una sola impresa, tre siti, e questo è il modo più concreto per capire che la concessione è per sito e non per marchio.

Il palinsesto dell’app va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. È la copertura più eccentrica della lista. Il legislatore definisce il palinsesto come il programma degli eventi sportivi — corse di cavalli incluse — e non sportivi predisposto dal concessionario e approvato da ADM (art. 2, lett. s): gli eventi di spettacolo e di politica stanno dentro quella categoria, e non sono un extra fuori norma.

Sul gioco, le scommesse live di Eurobet si raggiungono dall’icona Live e comprendono calcio, tennis, basket e pallavolo: quattro sport, non venti. Nella sezione Virtual, Eurobet offre partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0. Ai nuovi iscritti offre promozioni di benvenuto chiamate Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali, mentre l’assistenza clienti è raggiungibile via chat o telefono con consultazione delle FAQ.

Il profilo che emerge è quello di un operatore con un listino pre-evento molto largo e un live più concentrato. Chi ama i mercati laterali — una gara di Formula 1, un torneo di scacchi, uno spettacolo televisivo — trova qui una profondità che gli altri non hanno. Chi fa del live la propria modalità principale ha un catalogo più corto di quello che il numero degli sport farebbe pensare, e dovrebbe verificarlo prima.

AdmiralBet: l’operatore che ha scritto le regole di tutela in modo leggibile

AdmiralBet è il portale di Admiral Bet S.r.l., concessionaria che opera con concessione ADM n. 16048. Sul gioco responsabile fa la cosa che molti operatori non fanno: scrive le regole con i numeri dentro.

L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Tre livelli temporali su tre diverse dimensioni — ricarica, spesa, tempo — e il differimento di sette giorni sull’aumento: è un impianto che rende l’auto-limitazione una decisione presa in anticipo e non un gesto impulsivo. La finestra fino a 270 giorni, con revoca possibile solo dopo nove mesi, è la parte che vale la pena leggere due volte: un’esclusione lunga non è una pausa, è una porta chiusa per un pezzo di stagione, e la revoca a nove mesi è una condizione, non una formalità. Chi la attiva deve sapere in che cosa sta entrando.

La conseguenza pratica è la più importante di questa recensione. Se il tuo problema non è scegliere dove giocare ma non giocare troppo, questo è il profilo con le condizioni più chiare della lista e il vantaggio non è nel prodotto. E se stai per usare un’autoesclusione lunga, controlla che l’operatore sia quello con cui giochi davvero: il registro blocca le piattaforme autorizzate in Italia, e un conto aperto altrove resta fuori da quella rete.

StarCasinò: il casinò con il bookmaker accanto, e quando conviene davvero

StarCasinò è il portale di Azzurri Limited, concessionaria che opera con concessione ADM n. 16026. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Sul calcio e sullo sport in generale l’applicazione non aggiunge molto di specifico: il listino è dichiarato, la copertura degli eventi è ordinaria, e le tipologie di scommessa sono quelle comuni. Non c’è una caratteristica tecnica che la distingua dai nove concorrenti sul versante sportivo, e non c’è nemmeno un difetto che la penalizzi.

Il punto sta altrove, ed è un punto che la concessione rende possibile. La stessa concessione copre scommesse e gioco di tipo casinò, e uno stesso conto di gioco tiene insieme le due cose. Per chi usa la sezione sport come contorno e passa la maggior parte del tempo sulle slot o sul tavolo dal vivo, la comodità di un unico saldo e di un unico portafoglio ha un valore reale. Per chi ha un limite di deposito settimanale e gioca sport in modo disciplinato, quella stessa commistione può diventare il posto dove il limite si esaurisce su un prodotto e non sull’altro: il limite è uno, il conto è uno, e quello che entra nel casinò non entra più nella schedina.

Il verso di questo operatore è chiaro: chi ha già una predilezione per il casinò dal vivo e vuole una scommessa sportiva occasionale nello stesso posto trova una combinazione coerente. Chi vuole misurare sé stesso sulla sola scommessa sportiva ha strumenti di controllo migliori altrove, e nessuna ragione tecnica per scegliere questa.

Lottomatica: streaming, virtuali e un nome societario che non ti aspetti

Lottomatica è il sito di Lottomatica, e il primo dato che sorprende è societario: la concessione n. 16010 è di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy. Se cerchi «Lottomatica» nell’elenco ADM non troverai una società con quel nome, troverai la società che la gestisce. È l’esempio più utile di questo confronto, perché mostra nella pratica cos’è la concessione per sito: due marchi distinti, Lottomatica e Goldbet, e un’unica struttura societaria dietro.

Sul prodotto, l’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. I Virtuali dell’app comprendono calcio, corse di cavalli di trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.

Lo streaming gratuito cambia il modo di giocare il live più di quanto sembri. Chi guarda la partita mentre scommette non deve più ricostruire l’andamento da un tabellino: vede il campo. Ed è anche il motivo per cui il live di questo operatore è una scelta ragionata e non un caso, perché senza il flusso video il live resta un mercato in cui paghi un premio di velocità senza avere gli occhi sull’evento.

Il dato che pesa è altro, e sta nella struttura societaria. Chi vuole verificare l’autorizzazione di Lottomatica deve cercare GBO Italy e abbinare la riga a Lottomatica.it; chi non lo sa conclude che un concessionario importante non abbia licenza. La tabella qui sopra è ordinata proprio per togliere quel dubbio: il codice c’è, la società è un’altra, la verifica si fa lo stesso.

Sisal: il numero più grosso del listino e la funzione che chiude la schedina

Sisal è il portale di Sisal Italia S.p.a., concessionaria che opera con concessione ADM n. 16020. I numeri dichiarati nella propria app sono i più grandi di questo confronto: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Sui mercati, l’offerta comprende la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Accanto, il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.

Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Nella descrizione non compare un requisito di puntata, e in questo caso l’unica fonte utile è la pagina delle condizioni dell’operatore: è lì che si legge se il bonus va rigiocato, con quale quota minima e entro quando. Un bonus su cui non conosci il requisito di puntata è un bonus di cui non conosci il prezzo.

Il Cash Out merita una riga a parte, perché è il tipo di funzione che si usa sempre nel momento sbagliato. Chiuderla prima della fine ha senso quando l’obiettivo è ridurre il rischio; diventa una spesa inutile quando serve a evitare dieci minuti di tensione. Il prezzo che l’operatore offre per chiudere è una valutazione del momento e include il proprio margine, non la quota che avevi in mano.

Il giudizio: chi vuole la sensazione di non restare mai senza un evento da giocare — live, virtuale, ippica, casinò, tutto nello stesso conto — trova qui la copertura più dichiarata del gruppo. Chi vuole capire la matematica sott’acqua deve invece aprire la pagina dei requisiti di puntata, che è l’unico posto dove il bonus rivela il suo costo.

NetWin.it: il bookmaker con il listino più tecnico del gruppo

NetWin è Netwin.it, concessionaria Netwin Italia S.p.a., concessione ADM n. 16035. La concessione è dello stesso ordine di grandezza delle altre, il prodotto no.

L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali che partono ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, e live score. Gli esports sono l’unico punto in cui un operatore di questa lista dichiara esplicitamente una copertura, e vale la pena notarlo, perché su tutte le altre app la presenza di un listino esports è quanto meno incerta.

La cadenza dei virtuali è il secondo dettaglio che distingue: partenze ogni 2 minuti significano un prodotto costruito per un ciclo quasi continuo, molto diverso dalle partenze ogni 5 minuti della Goldbet Racing di Goldbet o dalla fascia oraria densa ma delimitata che Sisal dichiara per i propri. È una scelta di ritmo, e il ritmo è esattamente il fattore che conta per chi gioca virtuali: più rapido il ciclo, più rapida la successione delle puntate, più rapido il consumo di un limite di deposito.

Il profilo è quello di un listino tecnico, con sport di nicchia e un prodotto virtuale ad alta frequenza, e con i mercati essenziali del calcio — 1X2, combo bet, marcatori — coperti. Chi segue sport diversi dai soliti quattro e chi cerca un listino virtuale serrato trova qui il posto in cui guardare per primo.

Le regole che valgono per tutti, dal deposito all’imposta

Sul denaro che esce e che entra le regole sono dello Stato, non del bookmaker, e conviene conoscerle prima di impostare il primo deposito.

I punti vendita ricariche sono disciplinati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Un punto di ricarica non può pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Due conseguenze pratiche: il contante che entra ha un tetto settimanale basso, e il contante che entra non ha un modo per uscire dalla stessa porta.

Gli altri binari che le pagine di comparazione mostrano presso gli operatori con concessione ADM sono le carte, PostePay e altre prepagate, i portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco aggiornato di ogni operatore sta nelle sue condizioni. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono un terreno non definito e nessuna norma che nomini binari approvati è nota.

C’è poi una disposizione pensata per il lato sporco del mercato: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. La sua entrata in vigore è, a oggi, non confermata. È la regola che, se e quando entrerà in funzione, chiuderebbe il canale di pagamento ai siti non autorizzati: la stessa logica delle liste dei siti inibiti, applicata al denaro invece che al dominio.

La pubblicità è vietata, i bonus esistono: la contraddizione che conviene capire

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare provvedimenti di AGCOM anche sui media.

Sul fronte applicativo, la stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità o meno della notifica del divieto. Una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non è diventata legge, e l’esito non è stato trovato; alla data della verifica il divieto è in vigore.

Chi legge questa parte di solito arriva alla domanda sbagliata. La domanda giusta è perché il divieto riguardi la pubblicità e non l’esistenza del bonus, e la risposta è nella struttura della norma: il decreto vieta di promuovere il gioco, non di offrirlo. Un bonus di benvenuto continua a esistere, scritto nelle condizioni dell’operatore, mentre la campagna che lo reclamizzava non può esistere. Per chi gioca, la conseguenza è precisa: l’informazione sul bonus va cercata nelle condizioni, non nel messaggio che ti ha portato sul sito. E il «100 %» scritto in grande su una pagina promozionale non è un’informazione, è un’esca.

Nessun tetto statutario al bonus e nessun tetto statutario al rigioco risulta noto: importi, requisiti di puntata e quote minime derivano dalle condizioni di ciascun operatore. «Bonus di benvenuto» è il termine che usano gli operatori. Su questo terreno la legge non ti protegge dal numero, ti protegge solo dal fatto che il numero debba stare scritto.

Imposta unica e vincite: chi paga e chi no

Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore paga l’imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite pagate, come riporta la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, dopo che prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è, a oggi, sconosciuto.

Nota bene la base: si tratta della differenza fra raccolta e vincite, non della raccolta. È il motivo per cui l’imposta non compare sulla tua schedina: non è calcolata su quello che punti, è calcolata sul margine dell’operatore. E il fatto che l’aliquota sia più alta per la raccolta a distanza — 24,5 % contro 20,5 % — dice qualcosa di interessante sul canale che stai usando.

Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. La stampa di settore lo riporta come «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una dichiarazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi va trattata per quello che è, e su una situazione personale conviene consultare un commercialista.

Il quadro cambia completamente se il sito non ha una concessione italiana. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata è, a questa data, sconosciuta. La posizione va enunciata per quello che è: vincite del genere andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Mettiamo le due cose una accanto all’altra, perché è qui che la scelta del sito smette di essere una questione di quote. Con un concessionario ADM incassi e non dichiari, e il prelievo l’ha già pagato qualcun altro. Con un sito estero senza concessione incassi e, secondo l’interpretazione dell’Agenzia, devi dichiarare l’intero importo senza deduzioni, in una dichiarazione che stai firmando tu. Il confronto tra le due quote era già sfavorevole per il sito estero una volta messo il margine nella bilancia. Aggiungendo la parte fiscale, non c’è più partita.

Fondamenti: cos’è una scommessa sportiva e cosa compri davvero

Torniamo all’inizio, perché a questo punto si può dire in modo più preciso cosa succede quando premi «gioca» su una schedina.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Una scommessa a quota fissa è un contratto a prezzo noto. Tu paghi una puntata, l’operatore fissa un prezzo per un esito, e se l’esito si verifica l’operatore ti paga la puntata moltiplicata per la quota. Non stai comprando una previsione: stai comprando un prezzo su un evento incerto. La differenza fra le due cose è tutta la pagina.

Le forme che una scommessa può prendere sono cinque o sei e vale la pena riconoscerle. La singola è una selezione e un prezzo. La multipla è più selezioni e un prezzo unico, ottenuto moltiplicando le quote: paghi la combinazione, e la combinazione è più difficile di ciascuna gamba. Il sistema è un insieme di multiple costruite su un numero di selezioni maggiore del numero di gambe che ogni multipla contiene, e serve a incassare qualcosa anche quando non arrivano tutte. Il live è una scommessa presa mentre l’evento è in corso, su un prezzo che si muove. Il cash out è la chiusura anticipata di una scommessa ancora aperta.

Su ogni forma, il meccanismo di fondo non cambia. La quota resta un prezzo con un margine dentro, la puntata resta la variabile che decidi tu, e il risultato resta l’unica cosa che nessuno può sapere prima.

Cosa fare nelle prossime ventiquattro ore se vuoi aprire un conto

Un ordine di operazioni che non dipende da quale operatore scegli.

Prima si verifica il codice. Si prende la concessione indicata nelle condizioni dell’operatore, si cerca nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, si controlla che la riga corrisponda al sito .it su cui stai per giocare. Se la riga non c’è, la partita è finita prima di cominciare.

Poi si sceglie come identificarsi. Con SPID o CIE il conto è pronto e verificato in pochi minuti; con la registrazione classica si apre il conto ma si entra nella finestra dei 30 giorni di validazione, oltre la quale il conto viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Chi ha il documento in mano e venti minuti di tempo può fare la seconda strada senza problemi; chi rimanda, si ricordi di quella finestra.

Poi si imposta il limite di deposito prima di versare. Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, un limite più basso ha effetto immediato e un aumento richiede sette giorni. Chi imposta il limite quando apre il conto sta comprando tempo e non lo sa.

Infine si legge il requisito di puntata del bonus, ammesso che si voglia prenderlo. È la parte che decide se l’offerta è comoda o pesante. Sapere che quegli strumenti esistono prima di averne bisogno è la differenza tra usarli e cercarli. Per le condizioni di Admiralbet si rimanda a quanto già esposto, con la possibilità dal 1° febbraio 2026 di durate da 7 a 270 giorni o indeterminate con revoca a 9 mesi; bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.

E se in qualunque momento la domanda cambia — non più dove giocare, ma se continuare — il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è il numero che gli operatori indicano per i residenti in Italia. Il RUA è lo strumento, e vale solo sui siti con concessione.

Domande frequenti su scommesse sportive e leghe

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi sportivi, corse di cavalli incluse, e non sportivi predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia. Nella pratica significa calcio, basket, tennis e altri sport, virtuali, ippica e anche eventi di spettacolo. ADM aggiunge gli eventi uno per uno.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si prende il codice di concessione scritto nelle condizioni dell’operatore, si cerca nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si controlla che la riga corrisponda al sito .it in questione. La concessione è per sito, non per marchio. La presenza in una classifica non è una prova di concessione, e l’elenco non indica i giochi offerti.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno lordo è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 1,90 il ritorno è 19 € e il guadagno 9 €. Nella multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico, a condizione che tutte le giocate siano vincenti.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato, si divide uno per quella somma e si ottiene la quota di giocato restituita; il margine è il resto. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 il payout sta intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. Il margine cresce sui mercati con meno copertura.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario: la stampa di settore lo riporta come «tassate alla fonte». È una posizione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria; su un caso personale conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; un limite più basso ha effetto immediato, mentre un aumento richiede sette giorni. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone anche auto-limiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici, strumenti di autoesclusione e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Il limite che ADM fissa nella gara di concessione è sconosciuto.

Quello che resta da decidere, e non lo decide questa pagina

Alla fine della lettura la scelta si riduce a tre cose, e nessuna delle tre è il bonus.

La prima è la verifica. Il codice di concessione scritto nelle condizioni dell’operatore, cercato nell’elenco ADM e abbinato al sito .it, è l’unico passaggio che separa un conto protetto da un conto scoperto. Chi salta quel passaggio sta scommettendo prima ancora di aver scelto una partita, e il margine di quella scommessa non è a suo favore.

La seconda è il costo. Il margine del bookmaker sta dentro ogni quota e si moltiplica nelle multiple; l’imposta unica non la paghi tu, ma il conto delle due cose insieme è quello che separa un anno di gioco ricreativo da un anno di trasferimenti regolari al banco. Sapere che un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 restituisce intorno al 95 % di quanto è stato giocato è l’unica difesa che un giocatore ha, e non richiede nessuna competenza tecnica: richiede due divisioni e la voglia di farle.

La terza è il freno. Il limite di deposito si imposta in registrazione, l’abbassamento morde subito e l’aumento aspetta sette giorni. Il RUA blocca tutte le piattaforme autorizzate in Italia e non tocca i siti senza concessione. Chi mette insieme le due cose ha costruito una rete che non dipende dalla propria disciplina in una serata storta.

Dieci concessionari, un solo elenco per verificarli, e nessuna previsione su chi vincerà. La parte che resta è la più difficile e la più utile: decidere prima quanto si è disposti a perdere, e non dopo.

Contenuto creato dal team «scommessericarica»