Scommesse con draw no bet 2026: il rimborso in caso di pareggio tra regola e prezzo

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Verificato al Ottobre 30, 2026 contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2).

Il rimborso in caso di pareggio è la promessa più pulita del banco: se la partita finisce in parità, ti restituiscono la posta. Nessun risultato in sospeso, nessuna attesa, nessuna giocata che muore sullo 0-0. Solo che «in caso di pareggio» non vuol dire «in ogni caso», e la quota che ti offrono non è quella del mercato a due esiti — è la quota del mercato a due esiti meno quello che il concessionario prende per il disturbo di garantirti il rimborso. Si chiama margine, e nel draw no bet non resta fermo: si sposta tutto sulla parte della schedina che resta viva.

Il segno del prezzo lo trovi in tre punti. Nella quota, che nel DNB è quasi sempre più bassa di quella che la stessa partita paga sul 1X2 per lo stesso esito. Nel regolamento, che dice su quale punteggio il pareggio viene riconosciuto. E nel tempo, perché il rimborso non è un prodotto ma una clausola, e una clausola si applica a un evento che il concessionario ha inserito nel palinsesto approvato da ADM. Chi scommette senza guardare nessuno dei tre punti non sta usando uno strumento prudente: sta comprando una copertura al prezzo che il venditore decide.

Il DNB è anche il mercato che più confonde gli appassionati di Asian handicap, che è la stessa idea scritta in modo diverso. Nel regolamento di William Hill — l’unico dei concessionari in questa pagina il cui regolamento sportivo descriva esplicitamente il DNB — la scommessa si gioca sul segno 1 o sul segno 2 e in caso di pareggio va a rimborso. L’Asian handicap con handicap 0 fa la stessa cosa: la squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde, e la parità restituisce la puntata, perché senza vincitore tutti riprendono i soldi che avevano messo. Cambia il nome, non cambia la matematica. Cambia però la casa che te lo vende, e con essa il prezzo del rimborso e le regole che ci stanno sotto.

Fondamenti: il meccanismo del mercato a due esiti

Un evento di calcio ha tre esiti possibili e il mercato principale li prezza tutti e tre. Il draw no bet ne cancella uno. Non lo elimina dal gioco, lo elimina dal rischio: se la partita finisce in parità, la selezione non è persa né vinta, è annullata, e la puntata torna indietro nella sua forma originale.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l'eventuale recupero.

Chi ha giocato in vita sua solo singole sul 1X2 nota subito la differenza pratica. Sul 1X2 classico una partita equilibrata si prezza attorno a due euro sull’esito scelto, e il pareggio resta lì a mangiarne una fetta. Nel DNB quella fetta sparisce dal calcolo del risultato, ma non sparisce dal calcolo della quota, perché il concessionario deve pur coprirsi contro un evento — il pareggio — che gli costa il rimborso di tutte le giocate. Il modo più diretto di coprirsi è prezzare le due selezioni vive più basse di quanto le prezzerebbe se il pareggio non esistesse. Quella differenza è il costo del rimborso, e la paga chi gioca, non chi incassa.

Risultato pratico: il DNB non è una scommessa più intelligente, è una scommessa con meno variabili. Chi scommette sul segno 1 in DNB vince se vince la squadra di casa, riprende i soldi se pareggia, perde se perde la squadra di casa. Non esiste un quarto caso. La semplicità è reale. Il prezzo, però, è reale quanto la semplicità.

Il mercato ha poi una secondarietà che sfugge: il DNB esiste anche su frazioni di partita. William Hill lo offre per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Sono mercati diversi dal DNB sull’intera partita, con palinsesti diversi e — presumibilmente — prezzi diversi, ma la logica della copertura è identica. Chi vuole coprirsi solo sul primo tempo non sta comprando mezzo DNB: sta comprando un DNB su un altro intervallo, con la stessa struttura e una quota che nessuno ha promesso di mantenere in proporzione.

C’è un punto che quasi nessun appassionato controlla prima di giocare, ed è il punto su cui il rimborso vive o muore. Nel DNB di William Hill la scommessa si decide sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero, salvo diversa specificazione. Vuol dire che un pareggio al 90′ seguito da due gol nei supplementari è un rimborso, non una sconfitta. E vuol dire anche che il mercato sui tempi supplementari è un’altra cosa, con un’altra regola di riferimento. Per il basket la partita si decide alla fine dei tempi regolamentari, e in caso di parità si va al rimborso. Il dettaglio sembra burocrazia. Non lo è: è la definizione dell’evento su cui hai scommesso, e senza quella definizione il rimborso non ha un confine.

Per chi arriva dall’Asian handicap la traduzione è immediata, e vale la pena scriverla una volta per tutte: l’handicap 0 e il draw no bet sono la stessa scommessa con due nomi. La differenza che conta non sta nel meccanismo ma nel menù: l’Asian handicap vive in una famiglia di linee che comprendono lo 0,25 e lo 0,75, mentre il DNB è quasi sempre un’opzione secca sul mercato principale. Chi cerca la linea 0,25 non la trova nel DNB, e chi cerca il DNB su una linea diversa da zero sta cercando un altro prodotto.

Il DNB ha anche una parentela con le regole generali delle scommesse a quota fissa. Il regolamento di Admiralbet prevede che, quando un esito non è tra quelli contemplati dalla tipologia di scommessa, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato, e che nelle multiple la maggiorazione vada ricalcolata escludendo quella selezione. È la versione generalista dello stesso principio: la selezione non disputata non genera una sconfitta, genera un annullamento. Il DNB applica quel principio prima che la partita cominci, invece di applicarlo quando il risultato non rientra nel ventaglio previsto.

Normativa: chi può offrire il draw no bet in Italia

Prima domanda da farsi davanti a qualsiasi quota, e non solo davanti a un DNB: questo sito ha una concessione? In Italia l’esercizio del gioco a distanza è riservato ai concessionari dello Stato, e la concessione — non una licenza, un atto rilasciato per gara pubblica — è rilasciata per singolo sito, non per azienda. ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta ADM (ex AAMS) la prima volta e chiamata AAMS dal mercato e dai giocatori, pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza». Quell’elenco è l’intero test. Non c’è un altro documento da guardare, un badge da cliccare o un timbro sul footer del sito da confrontare con qualcos’altro.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Nell'Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta.

Il quadro normativo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi concedibili a distanza: alle lett. a) e b) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; alla lett. c) l’ippica nazionale; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo. L’art. 6, comma 3 fissa la durata della concessione: al massimo nove anni, senza rinnovo. L’art. 6, comma 5 mette fra i requisiti l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara. Gli artt. 4, comma 3 e 5, comma 3 congelano condizioni e regime fiscale per tutta la durata della concessione.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il punto che frega chi legge l’elenco di fretta: la concessione è per sito, non per azienda. E il secondo punto, ancora più insidioso: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto per le scommesse sportive, per il poker e i giochi di abilità, per il casinò, per l’exchange e per il bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito stesso, con il suo palinsesto.

Questo è anche il motivo per cui i numeri di concessione riportati nel confronto più avanti non vanno letti come una classifica. Un codice 16009 (Goldbet Better Organization Italy S.p.a.) e un codice 16007 (Pwo S.p.a.) dicono la stessa cosa sul piano giuridico: entrambi stanno nell’elenco. Non dicono quale dei due prezza meglio un DNB, né quale dei due abbia il palinsesto più largo. Dicono che il gioco è legittimo, che il giocatore finisce sotto la vigilanza di ADM e che esiste un foro italiano per una contestazione. È il valore minimo dell’essere in regola, e non è poco — ma non è un giudizio sul prodotto.

La conseguenza pratica è secca. Uno dei due estremi del mercato è legale in Italia, l’altro no. Offrire giochi a giocatori italiani senza concessione è illegale, e l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 mette in piedi la macchina: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici; i fornitori di accesso e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione; ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche provider è più lento di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e le copie del sito bloccato ricompaiono nel giro di ore.

Sul lato del giocatore la norma non è un dettaglio tecnico, ed è bene leggerla dalla fonte che la applica. ADM, il 28 febbraio 2024, ricorda che la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Le due grandezze che mancano — l’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore — restano ignote, ma il senso della comunicazione è chiaro: un sito .com con licenza straniera non ha alcun titolo in Italia, i suoi termini non ti danno tutele italiane, e la licenza estera non è qualcosa che ADM riconosca.

C’è poi la parte dei soldi, che è meno discussa e più concreta. L’art. 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la data di entrata in vigore del regolamento non risulta confermata. Il messaggio per il lettore è più semplice di così: la copertura normativa non è un ornamento del prodotto, è ciò che rende esigibile il rimborso.

E i concessionari come lo dichiarano? Nei propri termini. Ogni operatore scrive il numero di concessione e la società concessionaria nelle condizioni contrattuali, ed è lì che va letto — non nel nome del brand, perché il concessionario porta raramente il nome del marchio. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi cerca un brand che compare in un confronto e lo trova sull’elenco con un codice non ha ancora la prova che quel sito tratti scommesse sportive. Ha la prova che è autorizzato a qualcosa.

Alcuni grandi marchi internazionali non stanno fra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Restano fuori dal confronto, e restano fuori anche dalla regola — un marchio assente dalle righe pubblicate non è per questo privo di qualsiasi titolo, ma non è nemmeno coperto dalla vigilanza di ADM. Le modifiche successive al decreto del 2024 non risultano note.

Deposito, palinsesto e quota: le tre regole che decidono il rimborso

Sul deposito, la regola dello Stato arriva per via indiretta. L’art. 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 prevede limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM. Non è un tetto unico per tutti. È un tetto differenziato, che ADM non rende pubblico nella cifra, e che il giocatore sceglie in parte da sé: in registrazione si indica un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale impostato all’apertura del conto, una riduzione con effetto immediato e sette giorni di attesa per alzarlo.

Sul palinsesto, il vincolo è di oggetto e non di importo. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno in quel programma approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 è stato autorizzato il Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto, in concreto, non risulta noto. La conseguenza per il lettore è che il DNB che non trovi oggi su un certo campionato non è necessariamente una scelta commerciale del sito: può essere un evento che in quel momento non è nel programma approvato.

Sulla quota, infine, il funzionamento è quello di sempre. La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, e il moltiplicatore — nella singola come nel DNB — si decide quando la scommessa viene accettata, non alla chiusura del mercato. Una quota che si muove mentre sei in fila per giocare è la quota con cui giochi solo se l’hai già incassata nel momento in cui il sistema l’ha registrata. E ogni quota porta dentro sé il margine del concessionario, che è il tema della sezione sul formato del mercato.

I sistemi di identificazione chiudono il quadro delle condizioni, e hanno una conseguenza sui tempi del prelievo. Per aprire un conto di gioco serve l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento, e in alternativa l’identificazione con SPID o, per via di un fornitore SPID, con CIE: BetFlag rinvia espressamente alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e Goldbet copre entrambe le strade. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Chi apre il conto di fretta e rimanda la validazione scopre il conto congelato proprio quando vuole incassare il rimborso che lo ha portato lì.

Il divieto di pubblicità, infine, cambia ciò che si può dire di questi prodotti e non ciò che i prodotti sono. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore: ADM, citandolo il 28 febbraio 2024, ricorda che «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo», da internet alle affissioni, dalla stampa alle manifestazioni sportive. AGCOM lo fa rispettare con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Le cronache del 2025 e del 2026 raccontano un’applicazione meno lineare di quanto la norma suggerisca: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità della notifica. Una proposta di modifica per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non è legge: il divieto resta in vigore.

Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto di legge all’importo di un bonus di benvenuto né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime li decide il regolamento di ciascun concessionario. E questa è la ragione per cui la sezione sulle condizioni di svincolo è la più importante di tutta la pagina.

Imposta unica, vincite e giocatore: chi paga cosa

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non risulta confermato. Le aliquote: 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica, 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza fra le puntate e le vincite pagate. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, dopo essere passate dal 43 % e dal 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non risulta noto.

Chi paga, in questa architettura? L’imposta la versa il concessionario. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo fiscale è già stato fatto alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non deve inserirla in alcun modello. La ricostruzione è quella che la stampa di settore riporta nel 2024 e nel 2026, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, e chi vuole certezza sul proprio caso specifico fa bene a consultare un commercialista.

La faccenda cambia del tutto se il sito è fuori perimetro. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche quando il sito è registrato o ospitato all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo percepito senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta nota, e la posizione va scritta per quella che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Vale la pena tradurre il tutto in una frase, perché la confusione su questo punto è diffusa. Su un concessionario italiano il fisco lo paga il banco e il giocatore incassa il netto; su un sito senza concessione il fisco — e il problema — se li prende il giocatore. È la differenza fra un rimborso di 20 € che arriva sul conto e una somma da ricostruire a mano, con la dichiarazione davanti.

Gioco responsabile: i limiti sono strumenti, non vetrine

Su una pagina che parla di rimborsi la tentazione è trattare la tutela come un capitolo a parte, da mettere in fondo per completezza. Non è così che funziona nel caso del DNB. Il DNB è un mercato che attira chi vuole ridurre la varianza, ed è esattamente il profilo che tende a giocare più spesso di quanto avrebbe previsto, perché il rimborso rende ogni sconfitta meno traumatica. È il momento in cui i limiti di deposito guadagnano il loro posto.

Il primo strumento lo imposta il giocatore, e lo imposta una volta sola. Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il meccanismo in modo abbastanza coerente: la riduzione ha effetto immediato, l’aumento richiede sette giorni di attesa. La logica della finestra è ovvia una volta che ci si pensa: alzare un limite è la decisione che un giocatore prende nel momento peggiore, e ADM concede al giocatore una settimana per ripensarci. Chi apre il conto per giocare una partita e mette un limite alto «tanto non lo raggiungo» ha capito poco: il limite non serve nei giorni normali, serve in quello storto.

Admiralbet è esplicito sul punto e vale come esempio del funzionamento, non come eccezione. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. È lo stesso principio in tre dimensioni — quanto ricarichi, quanto spendi, quanto tempo stai dentro — e la terza è quella che i giocatori ricordano meno. Su un mercato dove puoi chiudere la giocata prima della fine dell’evento, il tempo davanti allo schermo è la variabile che sfugge più facilmente.

Sul piano normativo gli strumenti hanno nomi e numeri. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede: alla lett. a) gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lett. b) i limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario per età e comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla lett. c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lett. e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lett. f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Non sono raccomandazioni: sono condizioni del rapporto di concessione, e questo è il motivo per cui su un sito senza concessione non esistono affatto.

L’autoesclusione è il pezzo che conta di più quando le cose vanno male, e ha una geografia precisa. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online autorizzata da ADM e anche le sale fisiche. La richiesta di esclusione vale quindi su tutto il mercato legale, non su un solo conto: chi si autoesclude non può semplicemente aprire un conto presso un altro concessionario, e questa è la virtù principale del registro e anche il suo limite, perché non copre ciò che non è connesso al RUA. Un sito privo di concessione non è collegato al RUA, e un giocatore autoescluso che si riversa lì è, a tutti gli effetti pratici, un giocatore senza protezione.

Le condizioni correnti degli operatori e la disciplina italiana si stanno assestando, e i numeri hanno una finestra temporale precisa. I termini di Admiralbet prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. Il campo di scelta si è allargato nei due sensi: sette giorni rendono l’esclusione una pausa breve e realistica, 270 giorni la rendono una decisione seria, e l’indeterminata diventa un impegno senza scadenza con una via d’uscita fissata. Chi non è sicuro di ciò che gli serve, in questa materia, sceglie la durata lunga e non il registro breve.

Sul fronte delle informazioni e del contatto, i doveri sono quantificati. L’art. 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile sui temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta rispetto al volume del settore, e chi legge i bilanci lo nota; ma è anche una cifra che esiste per obbligo e non per generosità, il che la rende più affidabile di uno slogan. Il numero verde c’è e vale la pena averlo: per i residenti in Italia bet365 indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, e fra i suoi strumenti di gioco responsabile elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, principio che l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 enuncia come tutela dei minori di età e che le condizioni di concessione traducono nell’esclusione dei minori dal gioco.

Qui la voce si abbassa, e la ragione è semplice: nessuno di questi strumenti serve finché non serve, e quando serve è tardi per cercarli. Prendi il numero verde, aggiungilo alla rubrica, imposta il limite prima della prima giocata. Non è prudenza da manuale, è la differenza fra un conto di gioco e un problema.

Formato e copertura: come si costruisce una scommessa con draw no bet

Il DNB si legge come un mercato a due esiti e si prezza come un mercato a tre esiti a cui hanno tolto una gamba. Capire questa doppiezza è tutto: spiega perché la quota del DNB è più bassa di quella del 1X2 sullo stesso segno, e spiega perché il rimborso non è mai gratis.

Prendiamo due situazioni concrete per fissare il meccanismo. Una partita in cui la squadra di casa è nettamente favorita si prezza sul 1X2 con una quota bassa sul segno 1, e il DNB sul segno 1 scende ancora, perché l’unico scenario in cui non vinci — il pareggio — è stato tolto dalla tua colonna e messo in quella del concessionario. Il rimborso sembra una rete di sicurezza, e in un certo senso lo è; ma è una rete che paghi in anticipo, sotto forma di quota ridotta, e la paghi sia che il pareggio arrivi sia che non arrivi. Una partita equilibrata fra due squadre di medio livello produce lo stesso effetto con numeri diversi: il DNB elimina la variabile più frequente e quindi ti toglie, insieme alla variabile, anche il pezzo di quota che quella variabile valeva.

Ecco il punto che il marketing non dice. Nel 1X2 il margine è distribuito su tre esiti, e il suo peso su ciascuno è diluito. Nel DNB ci sono due esiti e un rimborso, e il concessionario deve recuperare su due prezzi quello che prima recuperava su tre. Il margine per esito, quindi, tende a essere più alto. Il rimborso è simmetrico per il giocatore, ma il suo costo no: lo paga chi resta.

Per dargli un numero, si prenda un mercato illustrativo a due esiti con quote di 1,90 e 1,90. Non è un prezzo quotato da nessun concessionario su nessun evento, è un esempio costruito per rendere visibile il meccanismo. La quota di ritorno del mercato è il reciproco della somma dei reciproci delle due quote, cioè 1 diviso la somma di 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90: il risultato è circa il 95 %. Il margine è la differenza rispetto a 100, quindi circa il 5 %. Questa è la parte che trattiene il libro su ogni unità puntata su quel mercato, e su un mercato a due esiti con due prezzi identici il conto si legge a occhio.

La conclusione da portarsi via è una banda, non una cifra. Su un mercato a due esiti di questo tipo il margine implicito sta intorno al 5 %, con la condizione che i due prezzi siano davvero 1,90 e 1,90: se il prezzo si allontana da quella simmetria, il margine cambia, e cambia anche la sua distribuzione fra i due esiti. Nessun concessionario stampa il proprio margine in schedina, e nessuna legge glielo impone. Ma il conto si fa con la calcolatrice del telefono, e chi lo fa smette di trattare il DNB come una cortesia.

Un esempio su una singola giocata chiarisce la scala. Con una puntata di 10 € a quota 1,90, una giocata vincente restituisce 19 €: la puntata moltiplicata per la quota, con un utile netto di 9 €. A quota 1,80 la stessa puntata restituisce 18 €, con 8 € di utile. La differenza fra i due esiti, un euro su dieci giocati, è esattamente il tipo di scarto che il DNB produce quando il prezzo del rimborso è più caro. Sessanta centesimi di quota non si sentono su una giocata da 10 €. Si sentono su una stagione.

Il DNB vive comunque dentro un formato, e il formato decide come si combina. Le singole sono una selezione e una quota; le multiple moltiplicano le quote delle selezioni e quindi moltiplicano anche il margine già incorporato in ciascuna; i sistemi distribuiscono le combinazioni su più schedine. Nel DNB l’esito del rimborso entra nelle multiple con una logica che è bene conoscere: il regolamento di Admiralbet prevede che, quando il risultato non è fra gli esiti contemplati dalla tipologia di scommessa, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato e che nelle multiple la maggiorazione vada ricalcolata escludendo quella selezione. In pratica la selezione rimborsata esce dalla combinazione e il resto resta vivo, con una quota ricalcolata. Non è una sconfitta, ma non è nemmeno il biglietto intero.

E poi c’è la copertura, che è la parola più interessante di tutto il capitolo. Il DNB copre il pareggio, non copre nient’altro. Non ti copre dalla sconfitta, non ti copre dal mercato sbagliato, non ti copre dalla quota sbagliata. Chi compra DNB per sentirsi protetto sta comprando un’assicurazione contro uno dei tre esiti, e la sta comprando a un prezzo che cresce quanto più quel terzo esito è probabile — cioè quanto più l’assicurazione servirebbe. È il paradosso di ogni polizza, applicato alla schedina. Chi punta su una favorita schiacciante compra un rimborso che quasi mai gli servirà, e lo paga lo stesso. Chi punta su una partita equilibrata paga un rimborso che gli servirà circa una volta su tre, e in quel caso la quota gli è stata tagliata per l’occasione.

C’è anche il confronto con la soluzione più ovvia: giocare il 1X2 più basso, o coprire con una doppia chance 1X. Il DNB non è la stessa cosa, perché nel DNB il rimborso è esatto — ti tornano i soldi, non vinci la metà — mentre una doppia chance vince con due esiti su tre e paga meno. Per chi vuole la partita dentro il rischio, la doppia chance è un’altra scommessa, non una variante del DNB. Per chi vuole azzerare un esito specifico e restare esposto sugli altri due, il DNB è la forma più chiara sul mercato, e vale il suo prezzo solo se il prezzo è quello giusto rispetto alla quota piena.

Su alcune piattaforme il DNB arriva anche in formato combinato. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica; Bet Builder+ di bet365 combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Un DNB dentro un combo non è più un DNB isolato: la quota unica nasconde il contributo dei singoli mercati, e con esso nasconde il prezzo del rimborso. Il che non vuol dire che sia un cattivo prodotto. Vuol dire che la trasparenza del prezzo si perde, e il prezzo del rimborso si paga comunque.

I dieci concessionari a confronto: criteri di valutazione e classifica

La classifica non misura la simpatia di un marchio e non misura chi «paga meglio» in assoluto, perché una graduatoria così richiederebbe prezzi quotati sullo stesso evento da tutti e dieci, e quei prezzi non esistono. Misura quattro cose verificabili: la concessione, il numero di riga sull’elenco ADM, la società concessionaria che risponde del conto, e ciò che i termini dell’operatore dicono sul tema di questa pagina — cosa prevede il regolamento quando un esito annulla la selezione, se e come il regolamento sportivo descrive il DNB, e cosa l’operatore dichiara sul proprio prodotto.

Il criterio della concessione ha un valore binario e va detto per quello che è. Tutti e dieci i marchi di questa pagina stanno nell’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026 e ognuno ha il proprio sito .it. Il lettore non trova qui il confronto fra un sito legale e uno illegale, lo trova fra dieci siti legali che prezzano e regolano il rimborso in modo diverso. La gerarchia che conta non sta nel badge ma nel regolamento.

Il secondo criterio è il regolamento sul rimborso, e la differenza è sostanziale. Un operatore che descrive il DNB nel proprio regolamento sportivo dà al giocatore un documento da citare in caso di contestazione; un operatore che non lo descrive lascia la materia alle regole generali delle scommesse a quota fissa. Le due strade non sono equivalenti. La prima dice nero su bianco che il pareggio restituisce la posta; la seconda dice che, quando l’esito verificatosi non è fra quelli contemplati, il giocatore ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato. Il risultato è lo stesso, la prevedibilità no.

Il terzo criterio è la larghezza del menù. Chi gioca solo DNB in singola non ha bisogno di altro; chi vuole metterlo in una multipla, o combinarlo con un Cash Out, o coprire una frazione di partita, ha bisogno di un operatore che offra il DNB anche fuori dal mercato principale. William Hill, per esempio, lo offre su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata.

Il quarto criterio è il costo effettivo del prodotto, e qui la verifica sta nelle tue mani e non in una tabella. Il margine implicito di un DNB non è pubblicato da nessuno. Si ricava dalle due quote, con la formula del reciproco, e si confronta con il margine del 1X2 sulla stessa partita. Fatto due volte, diventa un’abitudine. Fatto una volta, è già una sorpresa.

La tabella della concessione: numero, società, regolamento

Marchio Concessione ADM e società concessionaria Che cosa dicono i termini dell’operatore sul tema
Admiralbet concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Il regolamento delle scommesse a quota fissa prevede la restituzione in vincita dell’importo giocato quando il risultato non è tra gli esiti contemplati dalla tipologia di scommessa, con ricalcolo della maggiorazione nelle multiple; l’autoesclusione è disciplinata per durate da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con il regime in vigore dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni o indeterminato con revoca dopo nove mesi
Sisal concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. I termini non descrivono il DNB; fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento
Eurobet concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale I termini non descrivono il DNB; l’app consente scommesse singole, multiple e sistemi e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets
bet365 concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc I termini non descrivono il DNB; la piattaforma offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live, e fra gli strumenti di gioco responsabile indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione
Goldbet concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) I termini non descrivono il DNB; l’app copre schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con mercati che includono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali
BetFlag concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. I termini non descrivono il DNB; il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag, con i 10 € da giocare in un’unica scommessa a quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione; il conto si apre anche con SPID e CIE
Betsson concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited I termini non descrivono il DNB; l’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
StarCasinò concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited I termini non descrivono il DNB; l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò
Planetwin365 concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. I termini non descrivono il DNB; la piattaforma offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
NetWin concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. I termini non descrivono il DNB; per sbloccare il bonus Sport-50 NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, con esclusione di sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo

La tabella va letta da sinistra a destra con un’avvertenza. La seconda colonna dice che il sito è autorizzato e chi risponde del conto: è un’informazione di garanzia, non di qualità. La terza colonna è la parte che cambia il gioco, e mostra una cosa che salta all’occhio — il DNB è descritto esplicitamente in un solo regolamento sportivo fra quelli disponibili, quello di William Hill, che però non è fra i dieci marchi di questa classifica pur essendo un marchio che opera in Italia. Per gli altri la protezione sul pareggio passa dalla regola generale sulle tipologie di scommessa, che esiste ma non è cucita su questo mercato. Un lettore attento chiederà la differenza in chat prima di puntarci una multipla.

La colonna centrale merita una lettura più lenta di quanto sembri. Due marchi della lista — Betsson e StarCasinò — fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited, e nello stesso elenco una sola società può gestire più siti. Chi apre un conto su entrambi non sta diversificando il rischio di impresa: sta usando due prodotti della stessa casa, con due concessioni diverse, due siti diversi e la stessa società dietro. Nella pratica cambia poco, perché il conto è separato e il RUA copre entrambi. Nella testa di chi crede di aver distribuito i soldi su due operatori, cambia molto.

Admiralbet: il rimborso scritto nel regolamento generale

Il punto di forza di Admiralbet, su questa pagina, è che il comportamento della selezione annullata è descritto nel suo regolamento delle scommesse a quota fissa, non lasciato all’interpretazione. La regola è precisa: se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato, e nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. Per chi mette un DNB dentro una multipla, quella seconda metà della frase è la parte che conta: la selezione annullata esce dal calcolo e la quota del biglietto scende, invece di far saltare tutto.

Il resto del pacchetto è di tipo amministrativo, e lo dico senza ironia: su una pagina dedicata a ciò che un’offerta costa, la parte noiosa è la più utile. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. L’autoesclusione è disciplinata per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi.

Che cosa significa per chi scommette, in concreto? Significa che Admiralbet è il concessionario di questa lista che tratta il DNB non come una casella da spuntare ma come una fattispecie regolamentata, e lo fa con la stessa cura con cui disciplina i limiti del conto. Non è una dote da poco: le contestazioni sulle scommesse nascono quasi sempre dal disallineamento fra ciò che il giocatore credeva di aver giocato e ciò che il regolamento prevedeva.

Il verdetto: è il marchio a cui guarderei per primo chi vuole usare il DNB dentro le multiple, perché la regola sul ricalcolo è scritta e il ricalcolo è il punto in cui una multipla con DNB si rompe. Non c’è nessun dato sulle quote e sui margini del suo DNB, e quindi nessuna ragione per attribuirgli una convenienza di prezzo.

Sisal: un menù largo che non nomina il rimborso

Sisal non descrive il DNB nel proprio regolamento fra i materiali disponibili, e questo va detto subito perché è la prima cosa che un lettore di questa pagina cerca. Non vuol dire che il mercato non esista: vuol dire che chi lo gioca non ha una pagina di regolamento dedicata da citare.

Quello che Sisal mette sul tavolo è varietà. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È un catalogo costruito per chi vuole combinare, e il Cash Out è uno strumento che interagisce direttamente con il senso del DNB: se il pareggio ti sta rovinando la schedina, puoi uscire prima del fischio finale invece di aspettare il rimborso.

Ed è proprio qui che il lettore attento sente un campanello. Cash Out e DNB fanno due mestieri simili con due logiche opposte. Il rimborso è una regola fissata prima della partita, gratuita nel senso che non paghi nulla al momento di usarla, e incorporata nella quota. Il Cash Out è una scelta fatta a partita in corso, prezzata dal concessionario in quel momento, e il prezzo lo fa lui. Chi ha il Cash Out disponibile tende a usarlo, e chi lo usa paga due volte il costo di uscire: una nella quota di partenza, una nella differenza fra la quota incassata e il valore reale della giocata. Su questo Sisal non pubblica numeri, e nessuno gliene chiede.

Il verdetto: la varietà dei mercati è il vero argomento a favore, e chi cerca un DNB da mettere al centro di una costruzione articolata trova qui materiale per farlo. Chi invece vuole leggere, nero su bianco, cosa succede alla propria selezione in caso di pareggio, in questo regolamento non lo trova.

Eurobet: la schedina come archivio

Eurobet sta in questa lista con la concessione ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale e con un profilo che non fa del DNB il proprio argomento. Il suo regolamento non descrive in modo specifico il funzionamento del mercato DNB.

La sua particolarità sta altrove. Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Sembra un dettaglio da ufficio, e su una pagina che parla di costo del rimborso non lo è. Chi gioca DNB in multipla ha, per definizione, più selezioni da seguire e un ricalcolo da verificare quando una di quelle selezioni finisce in parità. La pagina My Bets è il posto dove quel ricalcolo si legge: la quota finale del biglietto, il numero di selezioni rimaste, e — se il conteggio non torna — il punto esatto da contestare con il supporto. Un operatore che tiene le schedine concluse in un archivio consultabile rende la contestazione possibile; un operatore che le fa sparire la rende teorica.

Non è una caratteristica spettacolare, ed è proprio per questo che vale la pena nominarla in una classifica in cui tutti parlano di palinsesti e quote maggiorate.

Il verdetto: la tracciabilità della schedina è il suo contributo al tema, e su una pagina in cui il rimborso è una clausola contrattuale la tracciabilità è un pezzo del contratto. Chi ha bisogno di un DNB descritto nel regolamento non lo trova qui; chi ha bisogno di rileggere come è andata la propria multipla, sì.

bet365: il marchio più largo, il rimborso non dichiarato

bet365 è il nome che i lettori italiani riconoscono senza esitazione, con la concessione ADM n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc e il proprio sito .it. Sul DNB, il suo regolamento non contiene descrizioni specifiche.

Quello che offre è ampiezza. Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. È una piattaforma che vive di volume e di combinazioni, e il Bet Builder è esattamente il posto in cui un mercato «sicuro» come il DNB diventa un ingrediente: la quota unica nasconde quanto di quella quota viene dal rimborso e quanto dal resto. Chi costruisce un Bet Builder con dentro un DNB non riceve una quota trasparente sul costo della copertura, riceve un numero. Il numero può essere ottimo. Non è verificabile.

Sul lato della tutela bet365 offre periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La concessione, per altro verso, ha una conseguenza sul palinsesto che vale la pena notare: quando ADM ha autorizzato il Setka Cup a settembre 2026, bet365 è stata la prima a farne parte secondo la stampa di settore. È un indizio di quanto peso il marchio abbia nel rapporto con il regolatore.

Il verdetto: la profondità del palinsesto è la ragione per aprire qui, non il DNB. Chi vuole una copertura sul pareggio inserita in una costruzione articolata trova gli strumenti; chi vuole sapere quanto paga in trasparenza il rimborso deve ricavarlo dalle quote, perché il prodotto non lo dichiara.

Goldbet: identità verificata e quote speciali

Goldbet compare con la concessione ADM n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. e con la particolarità di offrire, accanto alla registrazione classica, l’identificazione con SPID e con CIE tramite un fornitore SPID. Sul DNB non c’è una descrizione nel regolamento disponibile.

L’identificazione è il punto che merita attenzione su una pagina sul costo. Chi apre un conto senza SPID deve completare la validazione entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Il rimborso di un DNB è denaro che torna sul conto, e un conto non validato è un conto da cui non si preleva: esiste la remota possibilità che un giocatore vinca il rimborso e scopra di non poterne disporre. Non è un rischio del mercato, è un rischio del percorso di apertura, e chi sceglie SPID lo elimina.

Il resto è menù. L’app Goldbet permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Tra i mercati di calcio indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. C’è anche una sezione che non riguarda il calcio reale: la Goldbet League è un campionato virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Le scommesse su eventi simulati rientrano nella concessione per le scommesse sportive, e il giocatore le trova sotto la sezione «Virtuali» del sito.

Il verdetto: la via SPID è la sua unica caratteristica che incide sul risultato pratico di una giocata DNB, perché decide se il rimborso diventa prelevabile. Chi punta su quote speciali come Rete Inviolata ha qui un menù di nicchia che pochi altri espongono con questa chiarezza.

BetFlag: il bonus senza deposito e la quota che lo svuota

BetFlag ha la concessione ADM n. 16008 di Betflag S.p.a., un proprio sito .it e un regolamento che non descrive specificamente il DNB. Il suo tratto distintivo sulla pagina è un bonus senza deposito: 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto.

Vale la pena guardare la condizione da vicino, perché è il caso di scuola di questa pagina. I 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, e l’attivazione avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Tre condizioni, tre costi. La quota minima di 5.00 esclude di fatto qualsiasi DNB, perché un mercato a due esiti con un rimborso non arriva a quei livelli: il bonus serve a portare il giocatore su mercati molto più lunghi, cioè su scommesse con probabilità di vincita molto più bassa. Il giocatore crede di aver ricevuto 10 €, e ha ricevuto il diritto di puntarne 10 su qualcosa che quasi certamente non vincerà.

Il secondo costo è il tempo. La finestra di 3 giorni decorre dall’attivazione, ma l’attivazione richiede la verifica di documento, cellulare ed e-mail, che può arrivare fino a 30 giorni dopo la registrazione. Chi si registra pensando di giocare il bonus nel fine settimana può scoprire che il conto non è ancora verificato. Il terzo costo è di contesto: una puntata singola con quota minima 5.00 non permette di spezzare la giocata, e non lascia margine per correggere.

Ci sono anche 200 Fun Flag, che sono una valuta interna alla piattaforma, e la logica economica di una valuta interna è sempre la stessa: il valore reale dipende da cosa ci puoi comprare, non dalla cifra stampata. Per aprire il conto BetFlag rinvia alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il verdetto: il bonus senza deposito sembra il regalo più semplice della lista e ha le condizioni più strette, e la quota minima di 5.00 lo dimostra meglio di qualsiasi commento. Chi vuole provare la piattaforma senza mettere denaro ha qui un biglietto d’ingresso vero; chi cerca un posto dove usare un DNB non ha trovato niente di utile.

Betsson: due esiti in pre-match e live

Betsson porta in questa lista la concessione ADM n. 16027 di Azzurri Limited e l’app Sportsbook & Casinò, con scommesse pre-match e live su migliaia di eventi e mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il DNB non è descritto nel regolamento disponibile.

Il catalogo è quello di un operatore internazionale che ha costruito l’offerta italiana su volume e copertura: migliaia di eventi significano che una partita di un campionato minore, dove un DNB può avere un senso, si trova più facilmente. Su un mercato come questo la profondità del palinsesto non è un vanto da brochure, è la condizione per poter giocare il mercato che vuoi.

Ma qui va detta la cosa che conta davvero su questa pagina: Betsson e StarCasinò sono due siti con due concessioni diverse — la 16027 e la 16026 — e la stessa società dietro, Azzurri Limited. Chi crede di aver diviso il proprio denaro fra due operatori indipendenti ha diviso due conti, non due controparti. Non c’è niente di scorretto, e l’elenco ADM prevede espressamente che una società gestisca più siti; ma la diversificazione che il giocatore immagina non esiste.

Il verdetto: l’ampiezza è reale e serve, e chi cerca un DNB su un evento che gli altri non hanno in palinsesto ha qui una possibilità in più. Sulla trasparenza del prezzo del rimborso non c’è nulla in più di quanto offrano gli altri.

StarCasinò: un casinò con il calcio accanto

StarCasinò è, per come si presenta, un casinò online prima di essere una piattaforma di scommesse. La concessione è la ADM n. 16026 di Azzurri Limited, e la descrizione dell’app parte dalle slot e dal Live Casinò, con le scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali — «varie tipologie di scommessa sportiva» — a completare l’offerta.

È la prima domanda che un lettore di questa pagina deve farsi: perché guardare StarCasinò per un DNB? La risposta è onesta e stretta. Chi ha già un conto qui per ragioni che non hanno niente a che vedere con il calcio e vuole aggiungere una copertura sul pareggio senza aprire un terzo conto trova quello che serve, ammesso che l’evento stia nel palinsesto. Chi cerca una piattaforma specializzata su mercati calcistici ha davanti un menù che non è costruito per lui.

Il tema del costo, su un casinò, si sposta di posto e bisogna dirlo chiaramente. In una scommessa sportiva l’aspettativa negativa è nel margine e nella probabilità; nei giochi da casinò è nel rapporto di ritorno del gioco, che per definizione è peggiore. Un conto aperto per il calcio dentro un casinò è la porta accanto a prodotti con un costo atteso molto più alto, e chi entra per un rimborso sul pareggio deve saperlo prima, non dopo. Non c’è nulla di illecito in questo — è un prodotto autorizzato come gli altri — ma il contesto in cui il prodotto vive conta per chi legge una pagina che misura i costi.

Il verdetto: il calcio è il contorno, non il piatto, e la concessione è reale così come i mercati. Chi cerca un DNB costruito e discusso nel regolamento non è nel posto giusto; chi ha già il conto e vuole un uso limitato e disciplinato del prodotto lo trova, purché i limiti li imposti prima.

Planetwin365: streaming e palinsesto quotidiano

Planetwin365 si presenta con la concessione ADM n. 16007 di Pwo S.p.a. e con una caratteristica che su un mercato come il DNB ha un effetto diretto: offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Il DNB non compare nel regolamento disponibile.

Attenzione a cosa significa la parola streaming in questo contesto. Vedere l’evento non migliora la quota e non riduce il margine: il prezzo del rimborso resta quello che è. Quello che lo streaming cambia è la tua capacità di decidere di uscire o di giocare live, e quindi la frequenza con cui un DNB sul pre-match diventa una scommessa su qualcos’altro. Chi guarda la partita e la vede scivolare verso il pareggio tende a cercare una copertura aggiuntiva, e quella copertura si paga al prezzo del momento, non a quello fissato prima. Il palinsesto quotidiano di tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo, in particolare, è composto da eventi con molti esiti parziali — set, quarti, periodi — e il DNB su frazione di partita è un prodotto che su questi sport esiste, come dimostra l’offerta di William Hill per quarto nel basket e per periodo.

Il verdetto: la combinazione fra streaming e sport con struttura a frazioni è la ragione per guardare Planetwin365 su questo mercato, perché è lì che il DNB su parte di partita trova il suo terreno naturale. La disciplina, però, deve arrivare da te: una copertura comprata a metà partita costa più di una comprata prima.

NetWin: requisiti di rigioco che valgono più del bonus

NetWin è l’ultimo marchio della lista e quello con i requisiti di svincolo più severi fra quelli descritti. La concessione è la ADM n. 16035 di Netwin Italia S.p.a. Il DNB non è descritto nel regolamento disponibile.

La condizione del bonus parla da sé: per sbloccare il bonus Sport-50, NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, con esclusione di sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Quattro vincoli in una frase, ed è la frase che dovrebbe stare in cima a ogni offerta di benvenuto.

Guarda cosa resta fuori: i sistemi, l’antepost, il live e le scommesse con cash out attivo. Chi ha imparato a usare il Cash Out per gestire una partita in corso non può usarlo mentre sblocca il bonus. Chi usa le multiple come strumento di copertura — e il DNB è per definizione uno strumento di copertura — deve costruirle con almeno tre eventi e una quota minima per evento di 2.00, cioè senza selezioni corte. Il requisito di quota totale di almeno 10.00 su tre eventi spinge la costruzione verso il lungo: tre selezioni a 2.15 circa ciascuna portano al 10.00 richiesto, e tre selezioni a 2.15 hanno una probabilità di riuscita che non si avvicina a quella di una singola. Non è un caso: è il disegno di un requisito di puntata, e la sua funzione è che il bonus venga sbloccato dopo un volume di giocate alto e a probabilità bassa. La finestra di 7 giorni rende il tutto più stretto di quanto sembri.

Vale la pena dire con precisione cosa significa «un giro di 3 volte il deposito», perché è il cuore della questione e perché il lettore può sbagliare a leggerlo. Il multiplo si applica alla base che l’operatore indica — il deposito, non il bonus — e il giro va completato su scommesse che rispettino tutti i vincoli di quota e di composizione. Il giocatore che deposita 50 € deve far girare 150 € di puntate, su multiple di almeno tre eventi, con quota minima 2.00 per evento e 10.00 complessiva, in sette giorni, senza cash out e senza live. Centocinquanta euro di puntate con una quota media di 2.00 non sono un dettaglio da regolamento: sono tre volte il denaro versato, messo in gioco in una settimana.

Su questa pagina, la matematica dello svincolo serve a mostrare dove finisce il bonus e comincia il volume. Il calcolo del costo atteso — quanto resta in tasca al banco su ogni unità di puntata — richiede il margine di uno specifico mercato su cui il giro viene effettuato, e quel margine dipende dalle quote e dagli eventi che il giocatore sceglie. Non è una cifra unica, e chi presenta un numero unico per lo svincolo di un bonus lo sta inventando. Ciò che è verificabile è la struttura: base del multiplo, finestra, quote minime, mercati esclusi. Su quella struttura NetWin non è indulgente.

Il verdetto: il requisito di quota minima 2.00 per evento sulle multiple è il vincolo che pesa più di tutti, perché esclude proprio le selezioni corte con cui un giocatore prudente costruirebbe una multipla. Chi gioca per sbloccare il bonus gioca il gioco di NetWin, non il proprio.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS), dove ogni riga riporta un codice e un sito .it. La lista non indica però quali giochi siano autorizzati: il numero di concessione va poi letto nelle condizioni contrattuali dell’operatore, insieme alla società concessionaria.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Con 10 € a quota 1,90 si incassano 19 €, di cui 9 € di utile netto; a quota 1,80 se ne incassano 18 €, con 8 € di utile. Nelle multiple le quote delle selezioni si moltiplicano fra loro.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si prendono le quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si sommano i loro reciproci; la quota di ritorno del mercato è 1 diviso quella somma, e il margine è la differenza rispetto a 100 %. Su un mercato illustrativo a due esiti con quote 1,90 e 1,90 il conto dà un ritorno di circa il 95 % e un margine di circa il 5 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie in registrazione un limite settimanale o mensile, e l’operatore ne fissa altri per età e comportamento secondo protocolli approvati da ADM. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa; Admiralbet chiede anche limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica è versata dal concessionario: si riceve la somma netta. La ricostruzione è quella riportata dalla stampa di settore; per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non ha tutele italiane e può finire fra i domini inibiti, con blocco a livello DNS. ADM ricorda che la Legge 401/1989, art. 4 sanziona anche il partecipante, con ammenda e arresto fino a tre mesi; le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi.

Contenuto creato dal team «scommessericarica»